ADDIO AL 2020, L’ANNO CHE NON È MAI VENUTO

ADDIO AL 2020, L’ANNO CHE NON È MAI VENUTO

ADDIO AL 2020, L’ANNO CHE NON È MAI VENUTO

di Raffaele Vescera*

2020, l’anno della speranza, delle fauste previsioni lanciate nel 1972 sul Corriere della Sera dal meridionalista Pasquale Saraceno, quando l’Italia cresceva e finalmente, dopo un secolo di misfatti contro il Mezzogiorno sedotto e abbandonato, si occupava di rimuovere le cause della maledetta questione meridionale. Finalmente investimenti pubblici al Sud, c’era la Cassa per il Mezzogiorno, finalmente dighe per l’acqua corrente, finalmente strade, ferrovie, porti, aeroporti, ospedali, tribunali, zone industriali e quant’altro potesse risollevare le sorti disgraziate della Cenerentola d’Italia condannata al ruolo di colonia interna in questo Paese ingiusto.

E il Sud cresceva come e più del Nord, facendo crescere l’Italia intera. Così il divario del Mezzogiorno, dal 50% del dopoguerra si riduceva al 63%, per cui mantenendo quel tasso di sviluppo in “appena” 48 anni il Sud avrebbe raggiunto lo standard di vita che la matrigna Italia elargiva ai figli del Nord. E l’avrebbe superato, considerando le chances di un paradiso terrestre qual è il nostro Sud, per il clima, le bellezze naturali e artistiche, e per il genio delle sue genti di antica civiltà.

E invece no, la grande finanza del Nord, minacciata dalla concorrenza del Sud, insorgeva, inventando incapacità e malavoglia dei meridionali, finanziando un partito razzista guidato da inqualificabili personaggi da osteria, al grido di “Prima il Nord”, niente più Cassa, niente più investimenti che andavano e vanno solo al Nord, ostacoli di ogni genere, tutto come prima del 1950, e il divario del Sud è tornato al 50%, come prima e dopo la seconda guerra mondiale.

Poi è arrivata la terza guerra mondiale, in quest’anno disperato, che se ha fatto soffrire il mondo intero, ha dato il colpo finale al nostro Sud, nelle guerre periscono prima i più deboli. Ma se nel dopoguerra c’è stato il Piano Marshall utile a risollevare l’Italia con i soldi americani, piano da cui il Sud fu vergognosamente escluso dal partito Unico del Nord, ora mamma Europa lancia per l’Italia un Recovery plan da 209 miliardi di Euro, con la raccomandazione di usare il 70% di quei fondi, ovvero 145 miliardi, per rimuovere le differenze territoriali, dunque prima il Sud e le aree interne, perché o una nazione cresce tutta oppure non c’è vera crescita, come accade in questa Italia dimezzata, da un decennio è più ultima in Europa. Ma l’Italia del Prima il Nord, seppur governata da meridionali, dice ancora una volta No al Sud, dimezzando al 34% i fondi che gli spettano del Recovery. Il Nord festeggerà ancora una volta con grandi opere inutili in un territorio già saturo, opere più utili a distribuire mazzette che a far crescere il Paese.

Sud che se non si solleva unito rimpiangerà ancora una volta l’occasione perduta. La sua economia resterà la più povera d’Europa, i suoi giovani continueranno ad emigrare a milioni per andare a servire i ricchi fratellastri del Nord, se non all’estero.

Poiché crisi, nell’accezione greca originaria, significa anche opportunità, facciamo di questa crisi da terza guerra mondiale, qual è la pandemia, l’occasione per il riscatto del Mezzogiorno, impediamo quest’ulteriore scippo di 70 miliardi di Euro che si aggiungono ai 61 rubatigli ogni anno. Il destino del Sud è nelle mani dei suoi figli, è giunta l’ora di rialzarsi dalla triste sorte cui l’Italia li ha condannati. Facciamo di questo 2021 l’inizio del riscatto in nome della giustizia sociale e dell’Equità territoriale. Buon 2021 a tutti, dimenticando l’anno andato.

*direttivo nazionale M24A- ET

 

 

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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