BASTA CON LA SANITÀ REGIONALE, SI TORNI A QUELLA NAZIONALE. DIRITTI UGUALI PER TUTTI

BASTA CON LA SANITÀ REGIONALE, SI TORNI A QUELLA NAZIONALE. DIRITTI UGUALI PER TUTTI

BASTA CON LA SANITÀ REGIONALE, SI TORNI A QUELLA NAZIONALE. DIRITTI UGUALI PER TUTTI

 

di Raffaele Vescera*
Aboliamo la sanità regionale, sottraendo la salute dei cittadini alla gestione “politica”, fatta troppo spesso di clientelismo, corruzione e incompetenza, con nomine direttive affidate agli “amici” o peggio legate alle collusioni con i clan elettorali e anche malavitosi portatori di voti.
Di più, la sanità regionale, divisa tra regioni ricche e regioni povere, crea profonde differenze di trattamento tra cittadini del Nord, per i quali la spesa pubblica sanitaria è maggiore, e quelli del Sud, privati spesso della minima assistenza.
Il bilancio sanitario delle regioni si basa sulle entrate apportate dall’Irpef regionale, ovviamente più consistenti dove il reddito medio dei cittadini è più alto. Al Nord il doppio che al Sud. Differenze di entrate non compensate dallo Stato che colpevolmente non ha ancora definito i Lea, ovvero i livelli minimi di assistenza. Ciò crea cittadini di serie A e cittadini di serie B, costretti tra l’altro alla migrazione sanitaria verso le regioni più ricche, così arricchendole di più.
È ora di dire basta. I diritti siano uguali per tutti. Equità territoriale è la nostra bandiera e ci batteremo fino in fondo perché si realizzi.
*direttivo nazionale M24A-ET

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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