CON IL “GOVERNO DEI MIGLIORI”, SCOMPARE LA POLITICA CONDANNANDO A MORTE IL SUD, SENZA APPELLO

CON IL “GOVERNO DEI MIGLIORI”, SCOMPARE LA POLITICA CONDANNANDO A MORTE IL SUD, SENZA APPELLO

CON IL “GOVERNO DEI MIGLIORI”, SCOMPARE LA POLITICA CONDANNANDO A MORTE IL SUD, SENZA APPELLO

di Raffaele Vescera*
Che fine ha fatto l’acceso dibattito politico italiano del tutti contro tutti, in voga fino a un mese fa? Dove sono le sciocchezze sparate a raffica dal Capitone padano e quelle della strillona romana lanciate ad ogni stormir di foglie del governo precedente? Che fine ha fatto il mezzo toscano che impestava l’aria a ogni suo fiatare, tra una visita al criminale regime arabo e l’altra all’amico detenuto Verdini, seguito da uno stuolo di compagni di merenda? E il delirio dei diversamente leghisti, gli estimatori piddini del razzismo padano di Salvini, alla Bonaccini e Delrio, perché non riecheggia più per l’aria? E i galletti a cinque stelle, vestiti da prima comunione, che tutto contestavano chiedendo cambiamento, perché muti stanno, dopo aver buttato fuori dalla casa comune i loro compagni di lotta, critici verso questo governo?
 
Un silenzio assordante da regime d’altri tempi, anche sui giornali, che si limitano a riportare notizie sulla pandemia, cosa che va pur fatta, senza però tacere sui passi del governo, come invece fanno i pennivendoli al servizio del potere dominante. In primis sulla ripartizione (spartizione?) della montagna di soldi del Recovery plan indirizzati dall’Unione Europea all’Italia, con la raccomandazione primaria di utilizzare i 209 miliardi per ridurre il divario territoriale tra le zone ricche e quelle povere del Paese. A partire dall’indegno divario cui il Mezzogiorno è condannato da 160 anni di malfatta unità d’Italia, di cui domani ricorre l’anniversario, molto triste per il Sud che si è visto militarmente invaso, subendo inenarrabili eccidi di massa, e depredato delle sue ricchezze, in perfetto stile coloniale. Molto meno triste per chi ha compiuto tale misfatto storico, arricchendosi sì, ma al contempo condannando anche il Nord all’impoverimento. Non può crescere un Paese che fa di corruzione e mazzette il suo credo e condanna la sua metà meridionale a non produrre, relegandolo a svolgere la funzione di colonia di consumo.
 
Che vuole farne il governo Draghi di questi soldi? Quando avremo il diritto di saperlo? La democrazia è tale quando le decisioni sono discusse pubblicamente, poiché la verità non può essere frutto di un punto di vista unico, più di tutto se questo è inficiato da interessi di parte, com’è considerando il degrado civile e morale dei partiti di maggioranza, ma anche di quello d’opposizione, comunque uniti nel Partito Unico del Nord.
 
Mala tempora currunt, più di tutto per gli ultimi, i più fragili socialmente, non solo per le devastazioni provocate da un virus maledetto, contrastato con inefficace corrente alternata dai governanti, voluta più di tutto dall’impresentabile Giunta lombarda leghista, e dai poteri finanziari che la manovrano, ma anche per quanto possa fare questo governo di incompetenti e impresentabili ministri. Che piani hanno non è dato sapere, riuniti come sono in silenzioso consiglio. “Consiglio di volpi strage di galline”.
Ma noi, combattenti per l’equità territoriale, non staremo a guardare muti, lotteremo con tutti i mezzi per difendere il Sud e le aree interne del paese dal nuovo paventato scippo miliardario di chi ruba ai poveri per dare ai ricchi.
*direttivo nazionale M24A-ET
Raffaele Vescera

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