CONTE VUOLE RICORRERE AL MES PER FRONTEGGIARE LO SHOCK FINANZIARIO?

 CONTE VUOLE RICORRERE AL MES PER FRONTEGGIARE LO SHOCK FINANZIARIO?

 CONTE VUOLE RICORRERE AL MES PER FRONTEGGIARE LO SHOCK FINANZIARIO?

di Daniele Quarta

Sig. Presidente Conte, sono un cittadino italiano e sono uno di quella straordinaria maggioranza di italiani che le accredita oltre il 70% di gradimento. Le dico secondo me perché questo sta avvenendo. Perché Lei, come “avvocato degli italiani”, è stato il primo, tra gli statisti del mondo, ad affrontare l’attuale drammatica emergenza, sapendo coniugare l’agire politico del Suo Governo con l’evidenza scientifica offerta da un eccellente gruppo di medici e scienziati. Sta dimostrando una grande saggezza e ci sentiamo confortati dal saperLa al timone in questa tragica avventura. Ci siamo trasformati tutti in un unico equipaggio e sappiamo che grazie al nostro Comandante presto usciremo fuori dall’occhio del ciclone.

Sappiano però, come avviene in ogni catena di eventi correlati, che questo ciclone ne trascina un altro con sé, anch’esso drammatico. Uno shock economico-finanziario di portata planetaria. Ebbene su questo, Sig. Presidente, in una recente intervista al Financial Times lascia intendere di essere favorevole a ratificare il meccanismo europeo di stabilità (MES), dichiarando: “Il MES è stato elaborato pensando a tutt'altro tipo di crisi. Quindi adesso deve essere adeguato alle nuove circostanze in modo che possiamo sfruttare in pieno il suo bazooka. La strada da seguire è aprire le linee di credito del MES a tutti gli stati membri per aiutarli a fronteggiare gli effetti del corona virus a patto della piena rendicontabilità da parte di ciascun stato membro circa il modo in cui vengono spese le risorse".

Le sarà noto, Sig. Presidente, quante voci di scienziati economisti si siano alzate per ammonire sulla drammaticità di una tale scelta per il nostro paese e quante petizioni in tal senso abbiano già raccolto decine di migliaia di firme contro questa ratifica (una per tutte quella lanciata su CHANGE-ORG da Paolo Maddalena -Vicepresidente emerito della Coste Costituzionale – che ha raccolto ad oggi circa 30.000 firme).

Non è certamente mia intenzione insegnare nulla, ma mi consenta Sig. Presidente di starle idealmente accanto, come semplice cittadino e di raccontare con semplici parole, alla gente che ci legge, quali sono le ragioni per le quali una ratifica del MES comporterebbe un drammatico quanto irreversibile danno per l’Italia e per la sua gente.

Il cosiddetto “Fondo salva stati” (MES), non è una istituzione che fa capo alla EU, ma è una vera e propria super-banca d’affari privata indipendente, la quale potrà prestare denaro agli stati solo a condizione che ne tragga un lauto guadagno. In più, sarà un organismo autorizzato ad operare sopra ogni legge nazionale e comunitaria, in assoluta segretezza con illimitata immunità civile e penale. (come lo fu la troika per la Grecia).

Il MES prevede due linee di credito: una per i paesi di serie A considerati solvibili (che cioè rispettano i famigerati parametri del 3% sul deficit e del 60% sul Debito/PIL) ed un’altra per i paesi di serie B insolvibili (che non li rispettano) considerati ad alto rischio. I paesi di serie A, come Germania, Francia, Olanda, pure avendo banche piene di titoli tossici, avrebbero accesso al credito del MES a condizioni molto vantaggiose. Per i paesi di classe B (l’Italia e tra questi) è tutt’alta musica! Per usufruire dello “aiuto”, dovrebbero impegnarsi ad adottare draconiane misure di riduzione maligna del debito pubblico, quindi austerità, tagli alla spesa sociale ed ai diritti, privatizzazioni. Paesi come l’Italia diventerebbero i veri finanziatori del fondo a vantaggio dei paesi di serie A. In pratica una colossale rapina.

A quel punto, nessun economista nega il rischio di una brutale svalutazione del valore dei titoli pubblici italiani, a danno dei tanti risparmiatori che hanno acquistato Bot o Btp. Anzi! Alla sola ratifica si potrebbe innescare, ex ante, una fuga generalizzata dai titoli di stato italiani, in pratica una fuga di capitali dall’Italia verso altri paesi a tripla A, con l’inevitabile svalutazione del valore dei titoli di debito italiani.

Per logica conseguenza potremmo assistere ad un probabile collasso generale del sistema bancario italiano. Le banche italiane posseggono oggi circa 400 miliardi di titoli pubblici. Una forte decurtazione del loro valore (come detto, possibile ancor prima che si dovesse chiedere “aiuto” al MES) causerebbe quindi crolli bancari a catena.

Riassumendo, le probabili conseguenze sarebbero dunque: a) che il MES si comporterebbe come uno strozzino con facoltà di pignorare i beni italiani; b) che lo Stato sarebbe costretto non solo ad applicare una violenta austerità, ma, sempre per rimborsare il credito, a vendere a prezzi stracciati proprietà e patrimoni (in Grecia si arrivò a pensare di vendere le isole!); c) che le banche, per non fallire, dovrebbero ricorre al bail-in, ovvero ricorrere ad espropri forzosi non solo degli azionisti ma pure dei correntisti, con conseguente stop all’erogazione di prestiti ad aziende e cittadini.

Certo, tutto questo non accadrebbe automaticamente alla firma del trattato. Accadrebbe solo se l’Italia decidesse di ricorrere al credito MES, nel remoto caso, per esempio, in cui avesse bisogno di forti finanziamenti aggiuntivi, a seguito di uno shock finanziario, con una economia al collasso, magari come conseguenza di una pandemia che immobilizza per mesi l’intero paese! Uno scenario improbabile, vero?

Sig. Presidente sente di condividere, almeno in parte, il contenuto di questa sintesi, anche se volutamente raccontata con linguaggio non tecnico a vantaggio della comprensione di tutti?

Il mio auspicio e penso di rappresentare il pensiero della gran parte di chi oggi vede in lei uno statista saggio, è quello che Ella voglia affrontare questa grave crisi economico-finanziario, alla quale tutti noi siamo fronte, con la stessa sagacia con la quale sta affrontando insieme a noi la crisi sanitaria in corso.

Voglia il suo Governo, in questa difficile fase di decisioni economiche e finanziarie, fare squadra con i migliori scienziati, questa volta di economia, di finanza e costituzionalisti, per valutare insieme a loro l’opportunità o meno di impegnare la nostra nazione nella ratifica del “fondo salva stati” MES.

Le auguro buon lavoro.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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