DAL VANGELO APOCRIFO SECONDO MATTEO (II)

DAL VANGELO APOCRIFO SECONDO MATTEO (II)

DAL VANGELO APOCRIFO SECONDO MATTEO (II)

Di Antonio Picariello*

L’unico compiaciuto della situazione italiana per ora è lui: Matteo II da Rignano. Il resto del mondo, nonché degli italiani che abbiano un briciolo di sale in testa, può solo dirsi ragionevolmente preoccupato. Alle ore 20,00 di ieri, il mezzo sigaro toscano va in scena al Quirinale dopo l’incontro con Fico. E come un disco rotto vomita in un politichese da prima repubblica un non senso dopo l’altro (c’è da dire che sotto questo aspetto è in ottima compagnia). Ci si dovrebbe domandare come mai, da quel pulpito, i signori che dovrebbero rappresentarci in Parlamento non riescano a spiaccicare una parola una che sia comprensibile ad un comune mortale. Ci si perde in doppi sensi, frecciatine, frasi fatte, messaggi subliminali e segnali di fumo che anche i possibili destinatari faticano a comprendere. Ecco, questa è anche e soprattutto la sintesi delle dichiarazioni di Italia Viva ieri alle ore 20,00. Dichiarazioni di un bimbo capriccioso che soffre tantissimo l’indifferenza nella quale si è autonomamente relegato e tenta in ogni modo di rimettersi al centro della scena trascendendo in una burbanzosa prosopopea della quale, qui di seguito, proverò a chiarirvi i punti più oscuri.

Dal vangelo secondo Matteo II, versetto 1: «Siamo pronti a cercare un punto di caduta comune. Io penso che sia molto più serio prendere un impegno di fronte agli italiani, dicendo si fa questo e questo, che non fare riunioni notturne per prendere accordi poco chiari. Serve uno strumento di chiarezza: Verba volant, scripta manent».

Traduzione dal rignanese: “Sono pronto a dirvi tutto ciò che dovete fare per non andare alle elezioni. Io ho preso degli impegni con coloro che rappresento, il 2% degli italiani, e del restante 98 me ne sbatto altamente, così come delle riunioni notturne che voleva fare Conte. Io la notte dormo perché poi di giorno vado per conferenze e non ho il tempo di ascoltare la Bellanova alle 2 del mattino che mi racconta del PNRR. Vi occorre uno strumento di chiarezza e quello sono io! Altrimenti lo scorso agosto avrei fatto compagnia al mio compare, lì al Papeete.”

Versetto 2: «Ho sempre detto che i nomi arrivano dopo. Il dibattito è sui contenuti ed è il metodo che giustamente sta portando avanti il presidente Fico. Non abbiamo discusso di nomi, sono importanti ma arrivano alla fine».

Traduzione: “Non parlatemi più di Conte. Ho detto chiaro e tondo quello che voglio: il Recovery Fund lo gestisco io con Fontana e Bonaccini. Diamo 200 miliardi al nord e il resto si arrangi; riprendiamo a vendere armi ai sauditi e a chiunque voglia comprarle; poi zio Denis deve essere perdonato, è pur sempre il nostro Maestro di alta politica; bisogna reintrodurre la prescrizione e sostituire Bonafede con Francesco Greco e Gualtieri con Draghi. Se poi Fico fa il bravo lo metto a Palazzo Chigi a fare la marionetta”.

Versetto 3: «Il Mes vuol dire 36 miliardi di euro per la sanità. Noi siamo convinti che quei soldi servano, se il M5S è contrario, cercheremo di capire le ragioni. Se noi siamo disponibili a farci carico per trovare delle soluzioni, vogliamo assicurarci che sia così anche per gli altri».

Traduzione: “Il Mes vuol dire 36 miliardi di euro per la sanità privata e un sacco di favori. Del pubblico me ne infischio! Se il M5S è contrario non me ne frega una cippa; facciano come gli pare tanto neanche loro vogliono le elezioni. Noi siamo disponibili ad eseguire alla lettera quello che ci hanno chiesto Verdini, Confindustria, le banche e le lobbies. Vogliamo assicurarci che sia così anche per gli altri”.

Versetto 4: «La Costituzione parla di disciplina e onore. Oggi è comparsa un'altra parola: lealtà. Per noi la lealtà è dire nelle riunioni private quello che si dice in pubblico. Noi lo siamo, noi da mesi chiediamo di parlare di contenuti. Siamo pronti a lavorare con disciplina, onore e lealtà».

Traduzione: “La Costituzione? E che roba è? Zingaretti oggi ha detto che devo essere leale. Per noi la lealtà è far eseguire le richieste pervenuteci dai signori di prima. L’importante è che non si dica in pubblico. Sono mesi che lo ripetevamo a Conte e agli altri e guardate cos’ho dovuto fare per essere preso in considerazione. Siamo pronti a lavorare con disciplina, onore e lealtà per chi sa essere riconoscente … non certo per il popolo italiano”.

Insomma l’infante capriccioso in pieno stile Baby Herman continua ad alzare la posta per ricevere il suo giocattolo preferito. Ma attento Mattè, perché a tirarla troppo la fune potrebbe spezzarsi e potresti ritrovarti con il cerino delle elezioni in mano, senza un posto in Parlamento e senza Recovery. Pensa che figura coi tuoi compagni di merenda.

M24A ET - Campania

Antonio Picariello

Antonio Picariello

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