DALLA REAL COLONIA DI SAN LEUCIO ALLO SMART WORKING: STORIA DELL’INVOLUZIONE FEMMINILE

DALLA REAL COLONIA DI SAN LEUCIO ALLO SMART WORKING: STORIA DELL’INVOLUZIONE FEMMINILE

DALLA REAL COLONIA DI SAN LEUCIO ALLO SMART WORKING: STORIA DELL’INVOLUZIONE FEMMINILE

di Annamaria Pisapia*

La devastante trasformazione di pensiero, cui è stata costretta in pochi mesi la nostra mente chiamata a difendersi da un killer invisibile, con i neuroni costretti a mantenere la rotta di una navicella spaziale “sparata” nello spazio infinito, ha dato luogo ad una serie incredibile di cambiamenti di cui non si conoscono gli effetti a medio e lungo termine (tutto quel che viene attuato in emergenza, dove prevale l’istinto, talvolta produce più danni che benefici: la repentinità dell’azione non dà alla mente la possibilità di ponderare e valutare razionalmente gli effetti). Ma una delle cose con cui abbiamo dovuto fare i conti è stato l’aumento dell’esterofilia (sarà mica un effetto del virus?): Smart working, lockdown, droplet, filtering face e perfino la voce virus, dal latino veleno, è diventata vairus. Un indoramento di pillola per farci digerire una chiusura forzata; delle goccioline contagiose e l’uso della mascherina. Un approfondimento a parte merita lo smart working, in luogo di “lavoro intelligente”, un metodo che ha completamente stravolto la vita di chiunque sia stato costretto ad adottarlo. Entrando nello specifico, è emerso che, in particolar modo per le donne, non è stato molto agevole gestire nell’ambiente familiare la propria attività lavorativa, a cui bisognava aggiungere la cura della casa, dei figli (alle prese con la didattica a distanza) che nella stragrande maggioranza delle donne è ricaduta quasi esclusivamente su di esse. Ma, dato l’entusiasmo con cui è stato accolto dalle aziende e anche da molti lavoratori sembra più che mai evidente che lo “smart working” sarà un metodo lavorativo molto usato nel futuro: progetto che pone interrogativi non di poco conto sull’effettivo beneficio che apporterà alle donne, che saranno costrette a destreggiarsi con più lavori contemporaneamente (tanto tu stai in casa!).

Per la donna del Sud, quindi, potrebbero aprirsi scenari già visti: non potendo godere di servizi che al nord sono del tutto naturali, tra la mancanza di asili nido, stipendi più bassi, aziende prive di qualunque struttura che possa far fronte alle esigenze di una donna, politiche duali in campo lavorativo, in cui la gestione familiare non è equamente distribuita tra l’uomo e la donna. Insomma, per stare al passo con la sfrenata esterofilia che ci ha contagiati possiamo dire che a noi manca il “people caring” (cura del personale) che è invece presente in moltissimi paesi europei. La cosa sorprendente, per alcuni ma non per chi è a conoscenza della lungimiranza dei Borbone, è che il primo paese in cui venne applicato il people caring fu la Real Colonia di San Leucio. Ma quel che, forse, sorprenderà (questa volta si!) è che a darne ampia notizia sia stato un libro promosso dalla Telecom edito da una casa editrice milanese Franco Angeli, scritto da Aldo Canonici “People Caring: un’Azienda a Misura delle sue Risorse Umane” (Nuove forme di benefit adottate dalle aziende europee più avanzate), in cui troviamo:

“Nascita della sociologia industriale:

1 Real Colonia di San Leucio

2 Il Taylorismo

3La voce di Henry Ford

4 Elton Mayo: human relations movement

5 Kurt Lewin: il cambiamento

6 Il contributo di Adriano Olivetti

7 Google: nuovi modelli di people caring

Real Colonia di San Leucio

"Il termine people caring è un neologismo che però affonda le sue origini in tre secoli fa o quasi. Le prime tracce di quella che appare come la cura del personale risale alla Real Colonia di San Leucio nei pressi di Caserta e siamo alla fine del secolo XVIII Ferdinando di Borbone regnava su Regno delle Due Sicilie e nella zona di Caserta esisteva il più vasto impianto per la produzione dei manufatti in seta in Italia ben conosciuto per la qualità dei suoi prodotti in tutta Europa. La struttura dello stabilimento fu molto particolare in quanto legata alla costruzione di abitazioni per le maestranze, in gran parte donne.

Le condizioni di vita offerte ai lavoratori erano di gran lunga superiori a quelle della nascente classe operaia. Innanzi tutto si era pensato (diremmo oggi in quanto benefit) alle abitazioni per le risorse umane. L'unità abitativa era costituita da un locale a due piani con due vani per piano. Nel vano ingresso vi era il telaio per la tessitura della seta, nel secondo vano vi era la zona pranzo, la cucina e i sevizi igienici. Per una scala interna si accedeva alle due camere da letto al piano superiore a non mancava dietro all'abitazione un piccolo giardino. Accanto a questi beni materiali nacque anche un codice di leggi che regolava la vita della Reale Colonia di San Leucio che ebbe il suo massimo splendore tra il 1788 e il 1799, una sorta di primitivo esempio di socialismo, di paternalismo illuminato, che per l'epoca costituiva però una autentica rivoluzione, un iniziale esempio di people caring.

L'obiettivo quello di creare una colonia industriale efficiente sia da un punto di vista produttivo che da quello del comportamento delle sue risorse umane. Ecco dunque la perfetta uguaglianza nel vestire, i doveri verso se stessi, gli altri, il Principe, e lo Stato, la regolazione dei matrimoni (almeno 16 anni per la donna e 20 per l'uomo che doveva essere maestro di tessitura); l'abolizione della dote, che unitamente a un telaio e la casa veniva a essere un regalo del Re, le leggi per la buona educazione, le elezioni dei Senior del popolo per dirimere eventuali controversie civili, la vaccinazione contro il vaiolo, un ospedale, una cassa per la carità per venire in aiuto degli artigiani più poveri o in difficoltà per malattia. Il codice si conclude con queste parole: questa è la legge che io vi do per la buona condotta di vostra vita. Osservatela e sarete felici. In embrione sono già presenti vari strumenti che possono essere considerati alla base dei benefit attuali".

Per la precisione, le aziende che adottano il people caring: Telecom,  BMW, Glaxo, IKEA, Shell, Siemens, Statoil, TNT, ENI, Birra Peroni, Luxottica, Unicredit, etc. Ma quel che colpisce di più è l'intervista all'ambasciatrice svedese Ruth Jacobs in particolare un passaggio:" ...I figli sono un bene molto importante e lo Stato investe nella loro crescita e nella loro istruzione...”. Insomma, nel 1789 la donna del Sud era tutelata meglio di quanto lo sia attualmente. E se lo smart working dovesse trovare la sua applicazione nel prossimo futuro, per la donna del sud sarà un salto quantico...alle caverne.

* Vicepresidente Movimento 24A ET

Commissione Equità di Genere

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

Related Articles

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close