E POI C’E’ AUGIAS. IL SUD, L’UNITA’ E L’EUROPA SECONDO CORRADO. STORIA DI UN PERVICACE AMORE PER I LUOGHI COMUNI

E POI C’E’ AUGIAS.  IL SUD, L’UNITA’ E L’EUROPA SECONDO CORRADO. STORIA DI UN PERVICACE AMORE PER I LUOGHI COMUNI

E POI C’E’ AUGIAS. IL SUD, L’UNITA’ E L’EUROPA SECONDO CORRADO. STORIA DI UN PERVICACE AMORE PER I LUOGHI COMUNI

E POI C’E’ AUGIAS.
IL SUD, L’UNITA’ E L’EUROPA SECONDO CORRADO. STORIA DI UN PERVICACE AMORE PER I LUOGHI COMUNI

di Giancarlo Pugliese*

E poi ci sono i dotti commentatori. Quelli che si prentendono “al di sopra dei sospetti”. E a cui viene affidato il lavorìo storico-culturale. Come Augias, l’ineffabile.

A lui, come in effetti era lecito aspettarsi, “la Repubblica” affida il 12 Marzo scorso l’articolo che “apre le danze” alle “celebrazioni” del quotidiano romano (ormai solo come sede fisica…) per il 160° dell’Unità ricorrente il giorno 17 (data sempre un po’ temuta, da un po’ di anni a questa parte).

Titolo: “A che punto è l’Unità d’Italia”. Sottotitolo: “A 160 anni dalla nascita il Paese è migliore nonostante il Covid” (migliore per chi?). Svolgimento: “(…) Ma poiché parliamo di unità nazionale, per restare aderenti alla realtà si deve citare anche l’enorme divario tra il nord e il sud del paese.” (Bontà sua). Indi, citazione di libro di accademico, invariabilmente meridionale, su Nord e Sud nella Storia d’Italia, al fine di corroborare la seguente tesi: “Per una quantità di ragioni storiche, sociali, geografiche (ben nota pappardella introduttiva abbondantemente recitata dai nostri sussidiari di scuola media, ndr), la diversità di sviluppo tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia oltre a essere ampio, è cronico. (…) Per di più pare essere in aumento (ah, se n’è accorto anche lui! ndr). La realtà storica è che nel 1861 si unificarono Italie diverse perché diverse erano le storie degli Stati preunitari per livelli d’istruzione (altra nota supecazzola, ndr), strutture sociali e istituzionali, clima, alimentazione (a proposito di quest’ultima, mi viene in mente che in effetti al Sud a quanto è dato sapere non si soffriva la pellagra come in altri regioni più a settentrione, ndr). Anche nell’Italia centro-settentrionale esistevano sacche di povertà e di arretratezza. Però la disparità dei redditi, tutto sommato modesta al momento dell’unità, cominciò ad aumentare alla fine dell’Ottocento, quando il Nord-Ovest si aprì all’industrializzazione e il Sud no (ohibò! Come mai? Ndr). La parte settentrionale di questa lunga penisola s’avvicinava all’Europa, quella meridionale meno, anche perché afflitta (anche questo lo apprendiamo da Augias e ci piacerebbe sapere in base a quali dati e da quali fonti, ndr) da una dilagante criminalità”.
Quindi, se il Sud è meno sviluppato, e se questo divario l’Unità non solo non lo ha sanato ma lo ha visto anche aumentare da cosa dipende? Di chi è la colpa? Ma del Sud, ovviamente.
I “ritardi”. I “differenti livelli di istruzione”. La “dilagante criminalità”. Finanche “il clima”!

Il tutto va a parare, almeno a quanto appare a noi stolidi malpensanti, nel solito quadretto di sfondo: dato che il Nord “si è avvicinato all’Europa e il Sud meno” – o per niente, par di capire – perché mai dover conferire quei miliardoni dalla stessa Europa proprio al Sud che proprio non ce la fa (e dire che è stato anche “unificato”!) a stare al passo? Del resto il Sud a stare in ritardo c’è abituato: a detta di Augias, ci stava già 160 anni fa….

Resterebbe da capire allora, magari proprio dal caro Augias, a cosa sia servita, a cosa sia valsa, per il Sud, una siffatta Unità, e un siffatto suo svolgersi nel corso di un secolo e mezzo.

Interrogativi che forse resteranno inevasi. In compenso, sappiamo però a cosa serve Augias a questa Unità: a contribuire a svuotarla di senso, con un reiterato, vecchio, stantìo e malevolo modo di raccontarcela.

*M24A-ET Marche

Giancarlo Pugliese

Giancarlo Pugliese

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