EQUITÀ TERRITORIALE – IDEE PER UNA POLITICA TERRITORIALE MA INCLUSIVA, CHE SUPERI IL PROBLEMA DELLA DISOMOGENEITÀ NAZIONALE IN NOME DEL BENE COMUNE.

EQUITÀ TERRITORIALE – IDEE PER UNA POLITICA TERRITORIALE MA INCLUSIVA, CHE SUPERI IL PROBLEMA DELLA DISOMOGENEITÀ NAZIONALE IN NOME DEL BENE COMUNE.

EQUITÀ TERRITORIALE – IDEE PER UNA POLITICA TERRITORIALE MA INCLUSIVA, CHE SUPERI IL PROBLEMA DELLA DISOMOGENEITÀ NAZIONALE IN NOME DEL BENE COMUNE.

Di Massimo Mastruzzo.

Con la nascita in Lombardia e nelle altre regioni settentrionali dei Circoli di Equità Territoriale M24A si auspica di impiantare anche nel nord la consapevolezza che la disomogeneità, le differenze territoriali nazionali, oltre ad essere incostituzionali, sono un fardello che sporca la coscienza di ogni cittadino onesto.

Ci riferiamo al concetto di cultura aperta del mediterraneo, che sappia declinarsi in azioni civiche, politiche e culturali su qualunque territorio in cui esso si trovi. All'interno di tale quadro metodologico, le azioni di Equità Territoriale al nord possono essere realizzate affinché la verità sul dualismo nazionale raggiunga i settentrionali probabilmente ignari che la loro miglior condizione socio-economica ed il territorio meglio fornito di infrastrutture in cui vivono sono conseguenza di politiche di minorità al sud.

Temi come: emigrazione interna, protezione ambientale, protezione della salute, protezione dei consumatori, lotta alla corruzione allo smaltimento illegale dei rifiuti industriali, sono argomenti su cui confrontarci con le istanze sociali del nord e su cui declinare in azioni politiche attraverso una comunicazione empatica-negoziale, usata per vedere il territorio con gli occhi di chi ci vive, nato o immigrato che sia, e che riesca a valorizzare lo scambio di benefici reciproci, cioè che sappia dimostrare con valori misurabili la convenienza per entrambe le parti.

Le declinazioni possono concretizzarsi, ad esempio, attraverso la denuncia in loco di eventi negativi e criminali che il diffuso pregiudizio nazionale è solito accomunare solo al sud oppure evidenziando come la tangente più alta di sempre sia quella del Mose a Venezia, oppure come per la sola Expo in pochi mesi siano state interdette per mafia 70 imprese – più che in mezzo secolo per la Salerno-Reggio - al punto che si è dovuto nominare un commissario ad hoc, oppure denunciando che il San Raffaele, struttura sanitaria milanese, sia l’ospedale con il record di deficit: da solo più che diverse regioni del sud messe insieme; oppure sottolineando che i rifiuti industriali presenti nelle “terre dei fuochi” del meridione provengano per la maggior parte da aziende con sede legale e operativa nel nord e che queste però abbiano seppellito la stragrande maggioranza dei rifiuti tossici (oltre l’80%) proprio nel sottosuolo del nord.

Dimostrare che una autostrada o una ferrovia è più utile costruirla in un territorio che ne è carente piuttosto che in uno dove proprio per l’abbondanza nascono movimenti come i NO TAV, è un esempio di Equità Territoriale.

Poter fare tutto ciò direttamente sul territorio dove questo avviene è importante per scardinare quel pregiudizio che il sud si porta dietro. Dimostrare che è possibile ottenere benefici reciproci per entrambe le parti del Paese, sviluppando politiche economiche e di sviluppo infrastrutturale che puntino a riequilibrare le differenze attualmente presenti, a causa di politiche storicamente nord centriche significa operare con Equità Territoriale, ratificando quanto previsto dalla Costituzione.

Il Movimento 24 Agosto - Equità Territoriale si rivolge al concetto universale del bene comune, in particolare del mediterraneo e dei suoi popoli.

 

Movimento 24 Agosto

Movimento 24 Agosto

Related Articles

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close