FANGO ITALIOTA SULLA CALABRIA

FANGO ITALIOTA SULLA CALABRIA

FANGO ITALIOTA SULLA CALABRIA

di Raffaele Vescera

Et voilà, come per atteso incantesimo post elettorale ecco venir fuori dal cilindro del Fatto Quotidiano (ma è solo uno dei tanti a farlo) la solita sciocca caterva di pregiudizi antimeridionali:  il Nord sarebbe terra di sacre virtù, il Sud invece sarebbe terra marcia e  irredimibile.  L’articolista del caso si chiama Angelo Cannatà, di probabili origini di quella terra di Calabria, la prima a portare il nome di Italia, attribuitogli dai Greci, e ora nella vulgata italiota terra di chissà quale mondo perduto.

“In Calabria vince il malaffare, in Emilia l’etica”, così  il titolo dell’articolo  che preannuncia le comuni convinzioni auto-razziste del Cannatà: “la Calabria profonda è stata fedele alle proprie consuetudini (corruzione, familismo, ’ndrangheta) votando, non da oggi, come l’“Onorata società” comanda“ scrive il nostro che, per confermare il già detto, si rifà all’auto-dichiarato razzista antimeridionale Giorgio Bocca, così citando un suo saggio: l’Italia è “un Paese spaccato in due, tra una parte produttiva e una parte parassitaria e malavitosa”.

Non contento, Cannatà rincara la dose: “Va detto con forza: in Emilia-Romagna hanno vinto la ragionevolezza, la civiltà e la forza della democrazia; in Calabria l’oscurantismo, la politica degli affari, le collusioni pericolose”.

Andiamo con ordine, si rimprovera che in Calabria ha votato solo  il 44% degli elettori, mentre in Emilia ha votato circa il 60%. Si dimentica forse che alle regionali di cinque anni fa in Calabria votava lo stesso 44%, mentre in Emilia votava appena il 37% degli elettori?

Si rimprovera alla Calabria di aver votato il centrodestra, definito a ragione impresentabile,  ma si dimentica che cinque anni fa la Calabria dava ben il 60% al candidato Pd Oliverio, poi finito in un’inchiesta  giudiziaria che ne ha compromesso l’immagine. E si dimentica che pochi mesi fa, nella semprerossa Umbria vinceva la peggiore destra leghista, anche qui in seguito all’inchiesta giudiziaria della piddina presidente della regione. Ma se la stessa cosa accade in Calabria è solo perché è una “regione di merda”. E si dimentica che la Calabria non ha dato il primato all’inguardabile Lega, il peggiore dei partiti italiani, razzista oltre che ladrone, come accaduto altrove.

Si rimprovera alla Calabria di aver votato come comanda la ‘ndrangheta. Che i clan mafiosi siano in grado di condizionare il voto  in Calabria è vero, nella misura del 30% secondo il grande procuratore Gratteri. Ma si dimentica che nella virtuosa Reggio Emilia, i clan ‘ndranghetisti condizionavano fortemente la politica cittadina, tant’è che il processo Aemilia del 2018, il più grande per mafia del Nord Italia,  ha riguardato 200 imputati e ha visto coinvolti politici locali,  funzionari e dirigenti di pubbliche amministrazioni, giornalisti e liberi professionisti, ex assessori, imprenditori, costruttori, consulenti fiscali.

Si rimprovera alle regioni del Sud di essere “parassitarie”, ma si dimentica che lo Stato, in servizi pubblici e investimenti strutturali, per un cittadino del Sud spende il 40% in meno che per uno del Nord. Lo stesso 40% di differenza di Pil pro-capite tra Nord e Sud: 36.000 Euro al Nord, 19.000 al Sud. In Calabria addirittura 12.700, facendone la regione più povera d’Europa con un tasso di disoccupazione triplo rispetto al Nord.  Ne parla proprio oggi l’Istat. Tutto ciò chiamasi Questione meridionale. Ma chi glielo spiega a Cannatà e al Fatto Quotidiano, ottimo giornale indipendente che tuttavia nel parlare di Sud sposa le più viete teorie lombrosiane, che la povertà genera degrado sociale di cui approfittano i criminali? Chi glielo dice ai moralisti del nulla che è la condizione sociale a formare la coscienza? Chi glielo dice che nella stessa New York c’è un abisso di condizione sociale, e dunque di comportamenti, tra Manhattan e Bronx?

Nonostante ciò, il 18 gennaio a Catanzaro migliaia di calabresi perbene manifestavano il loro sostegno a Gratteri, mentre i grandi giornali nazionali tengono nascosta la sua nuova inchiesta con 330 arrestati, tra cui molti colletti bianchi. Gli stessi funzionali agli interessi coloniali del Nord nei confronti del Sud. Mentre otto giorni prima a Foggia sfilavano in 20.000 contro la quarta mafia.  Di manifestazioni antimafia a Reggio Emilia non abbiamo memoria, e non ne abbiamo memoria nel resto del Nord, dove pure le mafie sono belle e forti, come ci ricorda don Luigi Ciotti di Libera. Ma che volete, il Sud è sporco, brutto e cattivo a prescindere, e il Nord è virtuoso e civile, pur nella palude padana, leghista, razzista e ladrona.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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