FINALMENTE E’ STATO AZZERATO IL DIVARIO NORD-SUD,  BENARRIVATO 2020, ANZI NO, 2420

FINALMENTE E’ STATO AZZERATO IL DIVARIO NORD-SUD,  BENARRIVATO 2020, ANZI NO, 2420

FINALMENTE E’ STATO AZZERATO IL DIVARIO NORD-SUD,  BENARRIVATO 2020, ANZI NO, 2420

di Raffaele Vescera

Ecco finalmente il 2020, spasmodicamente atteso da quei meridionali senza lavoro, poveri per un secolo e mezzo, costretti ad emigrare per l’alta Italia e per il mondo, in cerca di pane per sfamare i figli. Finalmente sono ricchi come i fratelli del prospero Nord. Finalmente, eliminando la disparità di trattamento  che riservava ai meridionali, trattati da cittadini di serie B per i quali le casse pubbliche spendevano il 40% in meno di un cittadino del Nord, cui veniva dato lavoro, ferrovie, strade, asili, scuole, ospedali e quant’altro, lo Stato ha reso degna la vita di un cittadino del Sud.

Ora siamo per davvero fratelli d’Italia.  Gli abitanti del Sud non hanno più il 65% di disoccupazione giovanile, il 20% di disoccupazione generale, ma solo il 5% come  al Nord. Non emigrano più per far girare l’economia del Nord, hanno l’alta velocità come i fratelli di lassù, e possono raggiungere Lecce da Bologna e Reggio Calabria da Roma  in tre ore, come si fa da Roma a Milano. Non spendono più tanti soldi per mandare i loro figli a studiare nelle università del Nord, dove poi è più facile trovare lavoro. Non vanno più a curarsi nei sontuosi ospedali del Nord impoverendo le proprie tasche e le casse regionali.  Non pagano più Irpef comunale e regionale il doppio che al Nord. Non pagano più l’Rca il doppio degli automobilisti del Nord, pur facendo meno sinistri. Le aziende del Sud non pagano più l’energia il doppio che al Nord.

Finalmente si è avverata la previsione del prof. Pasquale Saraceno, fatta nel lontano 1972, quando, grazie ai pochi soldi che lo Stato dava alla Cassa per il Mezzogiorno, lo 0,5%  del bilancio dello Stato, come 10 miliardi l’anno di euro oggi. Una briciola di quel 6% sistematicamente sottratto al Sud, che grazie a quell briciola iniziava a correre e cresceva come e più del Nord, riducendo dopo pochi anni il divario del dopoguerra, pari al 53% del reddito pro capite del Nord, ereditato dal ventennio nero e dal precedente secolo savoiardo, quando  il Sud era trattato al pari di una colonia d’oltremare, dove depredare risorse naturali e braccia da lavoro.  Era l’Italia del Boom economico grazie alla forte crescita del Mezzogiorno, ottenuta con quel misero 0,5% , poiché un moneta investita al Sud, carente di tutto, produce il 140% di profitto, anche a vantaggio del Nord,  mentre nel saturo Nord produce solo il 110% solo a vantaggio solo di se stesso.

Alla fine degli anni ’80, il divario si era ridotto fino al 67%, pari a quello oggi esistente tra le due ex Germanie, con un enorme divario recuperato altresì in un trentennio. Napoli e Palermo sarebbero tornate ai fasti di ricche capitali europee, Bari  e Catania nomate come le Milano del Sud, distretti industriali importanti,  agricoltura fiorente, giovani meridionali che trovavano lavoro al Sud. Forza avanti Sud alla riscossa, con questo impetuoso tasso di crescita raggiungerai la ricchezza e il benessere del Nord in soli 48 anni dal 1972 al 2020. Di più, poiché possiedi un mare da fare invidia ai Caraibi, la maggioranza dei beni culturali e archeologici e grazie alla tua fiorente industria e grande agricoltura, non sei più costretto a comprare la stragrande maggioranza delle merci prodotte al Nord, dove prima finivano tutti i tuoi soldi.

Ah, no, ci avvisano che così non è, abbiamo visto un film sbagliato, quello vero si chiama “2020 l’anno che verrà nel 2420”. Un film drammatico dove si racconta che, impauriti dalla forte concorrenza industriale del Sud, i poteri finanziari del Nord corsero ai ripari. Bisognava inventare qualcosa per frenare la corsa del Mezzogiorno, eliminare il ceto politico che l’aveva favorita, niente più Dc, Psi, Pci, bisognava chiudere la Cassa per il Mezzogiorno e creare i partiti dei cumenda. Chi meglio del Berlusca che possedeva le Tv per inebetire il popolo, e chi meglio di Bossi per denigrare il Sud, dicendo che i meridionali sono tutti ladri e fannulloni, mentre lui che non aveva mai lavorato, rubava a piene mani. “Basta dunque investimenti per i terroni incapaci che non meritano nulla”  “aiutiamoli a casa loro sennò straripano come gli africani” “facciamo l’autonomia regionale differenziata per legalizzare la sottrazione di 62 miliardi di Euro alle regioni meridionali a vantaggio di quelle del Nord”. Fu così che si distrusse la nascente industria meridionale e si penalizzò l’agricoltura, proteggendo solo i prodotti del Nord. Utilissime allo scopo, le mafie, alleate in affari con la grande finanza del Nord. Fu così che alle soglie del 2020 il divario di reddito pro capite del Sud è risalito nuovamente al 53% di quello del Nord, dove il reddito pro capite è di 32.000 euro, laddove al Sud è di 16.500. Un divario che, perdurando questa disparità di trattamento, grazie al partito unico del Nord,  che raccoglie tutti i partiti nazionali, Lega di Salvini in testa, si colmerà in 400 anni, ci dice lo studio della Svimez. Benvenuto allora 2420. Beato chi ti vede.

 

 

 

 

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

Related Articles

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close