“FOLLOW THE MONEY”: I MEDIA NAZIONALI DIMENTICANO PERCHE’ L’UE CI DA’ 207 MILIARDI. SEGUI DOVE SI VOGLIONO FAR ANDARE QUEI SOLDI E SCOPRIRAI IL MOTIVO.

“FOLLOW THE MONEY”: I MEDIA NAZIONALI DIMENTICANO PERCHE’ L’UE CI DA’ 207 MILIARDI. SEGUI DOVE SI VOGLIONO FAR ANDARE QUEI SOLDI E SCOPRIRAI IL MOTIVO.

“FOLLOW THE MONEY”: I MEDIA NAZIONALI DIMENTICANO PERCHE’ L’UE CI DA’ 207 MILIARDI. SEGUI DOVE SI VOGLIONO FAR ANDARE QUEI SOLDI E SCOPRIRAI IL MOTIVO.

FOLLOW THE MONEY”: I MEDIA NAZIONALI DIMENTICANO PERCHE’ L’UE CI DA’ 207 MILIARDI. SEGUI DOVE SI VOGLIONO FAR ANDARE QUEI SOLDI E SCOPRIRAI IL MOTIVO.

di Giancarlo Pugliese*

Comprendere i meccanismi che regolano le strategie comunicative dei giornali del 41° paese al mondo per la libertà di stampa (ovvero noi; fonte: Reporter Without Borders) è molto facile. Basta seguire il più americano dei consigli: “Follow the money”. Segui dove va (o dove andrà) il denaro.

Per la verità, nella attuale temperie italiana sarebbe più corretto seguire il denaro dove i “poteri” vogliono che vada. Quegli stessi “poteri” che controllano la stampa main stream nazionale. Una stampa che, come testimoniò in tempi tutt’altro che “non sospetti” la scalata degli Elkann al gruppo L’Espresso-Repubblica, è stata da tempo fatta “arroccare” a nord. Gli effetti sono palesi: dalla volata tirata a Renzi durante la solo apparentemente sorprendente crisi di governo, ai peana lanciati a Draghi e al “governo dei migliori”; dalle (legittime, per carità) critiche al Conte bis, alla (ben meno sintomatica di indipendenza di giudizio) “bolla mediatica” creata attorno all’attuale esecutivo. In una dolce luna di miele che continua imperterrita, nonostante lo sprezzo del silenzio con cui l’ex banchiere (a ben visibile differenza del suo predecessore) regola i rapporti con la stampa. (Del resto l’ho detto in premessa:, siamo quarantunesimi al mondo, dietro Ghana e Burkina Faso.)

Follow the money”: la “moneta” è quella dei 207 miliardi del Recovery Fund destinati all’Italia durante il precedente esecutivo, e che i “poteri” (i soliti) hanno deciso debbano essere altri a gestire, perché, evidentemente, danno (ai poteri di cui sopra) maggiori garanzie. Insomma, il motivo per cui è nato il governo Draghi.

Gli effetti sul comportamento dei “giornaloni” italiani sono tragicomici: un continuo affanno a creare presupposti e giustificazioni per lo stravolgimento, rispetto alle direttive UE, dell’uso dei fondi “Next Generation” che si intenderà fare. Essenzialmente sottraendoli alle aree disagiate del paese (Sud e aree interne) e alla coesione territoriale per conferirli ai soliti: i “migliori” del Nord.

Per dirne qualcuna: “La Repubblica” del 5 Marzo scorso, prima pagina: “Donne e giovani i nuovi poveri del grande Nord”. Al tema, all’interno della stessa edizione sono dedicate ben 3 (TRE) pagine dove, solo scorgendo i titoli, apprendiamo che (pag.12) “Nell’Italia piegata dal virus è il Nord a soffrire di più” (poi leggi i dati numerici e scopri che non è affatto così) e che (editoriale a pag.26) “il Nord si scopre più povero” (che poi leggi che neanche questo è vero, dato che, semplicemente, nel 2020, il Nord sarebbe “peggiorato” più del Sud, che però in termini assoluti, quanto a povertà, conserva ovviamente un vantaggio siderale).

Gli esempi potrebbero essere infiniti. (E non citiamo neppure i titoli di “Libero”: non ce n’è bisogno). C’è però il lato grottesco della cosa: in questi giorni, mentre la delineazione dei progetti del PNRR corre verso le scene finali, c’è Feltri che sullo stesso suo quotidiano editorializza sul popolo del Sud “più vicino all’Africa” che dovrebbe prendersela con chi lo ha rappresentato al parlamento nazionale (non pretendiamo ora che spieghi come funzioni la fabbrica del consenso al Meridione e quanto su questa influiscano i meccanismi dei poteri “nazionali”, ma ha anche ragione); poi arriva il neosegretario Dem Letta, che nomina un po’ a sorpresa Provenzano suo vice; indi, il risalto alle “coraggiose” dichiarazioni della Carfagna pro-Sud (in realtà, per chi sa come dovrebbero stare le cose, ben al di sotto del “minimo sindacale” ma si sa: “dal cattivo pagator ecc.ecc.”).

Insomma, la inveterata strategia del “contentino”. Che d’altro canto, proprio mentre è pronta la nuova e, ormai, decisiva mazzata alla gente del Sud e delle disgraziate aree interne di questo Paese, evidenzia il segreto timore che alla suddetta moltitudine, annusata l’aria di fregatura, salti la mosca al naso. Con tutte le conseguenze del caso. Perché – sia chiaro - ogni colpa ha sempre una coda. Di paglia.

*M24A-ET Marche

Giancarlo Pugliese

Giancarlo Pugliese

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