GERMANIA, LA PIZZA-MAFIA NON FA RIDERE ED È INDIGESTA

GERMANIA, LA PIZZA-MAFIA NON FA RIDERE ED È INDIGESTA

GERMANIA, LA PIZZA-MAFIA NON FA RIDERE ED È INDIGESTA

di Assunta Pavone*

Devo aver vissuto in un altro mondo finora. Non mi ero accorta che in Germania ci fosse un ristorante del quale qualsiasi cittadino meridionale, con un minimo di buon senso, si vergognerebbe. E, invece, vengo all’improvviso a sapere dell’esistenza di un ristorante che mette in bella mostra sulla propria insegna la parola Mafia. A quel punto, come è mia abitudine, faccio una ricerca su google e digitando le due parole ‘ristorante’ e ‘Mafia’ già mi arriva l’indicazione della città di Colonia, ma non solo, c’è anche Kiev, New York, Malaga, Parigi ecc...

Sono interdetta. Il Sistema di ricerca è ben informato. Io no. Decido, quindi, di scegliere l’indicazione di Colonia e scopro che tra il link di un articolo su un omicidio in una pizzeria a Colonia e un altro sul processo per l’omicidio nella pizzeria, ci sono i link di alcuni ristoranti. Quindi non uno solo. C’è, per esempio, il ‘’NudelMafia (Mafia della Pasta potrebbe essere la traduzione) Ristorante Internazionale’’ con tanto di numeri per le prenotazioni e il servizio a domicilio.

A un italiano verrebbe da chiedersi che razza di servizi a domicilio può offrire un simile ristorante, ma siamo in Germania e ai tedeschi di sicuro non viene altro in mente se non una bella pizza quattro stagioni.

Inizio a scorrere i link che google suggerisce e mi accorgo di un articolo su un altro ristorante e penso che si tratti di un servizio di qualche giornalista tedesco al quale, magari, il nome proprio normale non dev’essere sembrato. E infatti, nell’articolo, si chiede alla proprietaria, Petra Bratu (dal nome non si tratta di un'italiana), la ragione di una simile scelta e questa candidamente risponde: "Ho pensato che doveva essere qualcosa di italiano che si potesse ricordare subito. Il nome rimane nella memoria’’. La parte migliore deve ancora arrivare perché la signora continua dicendo che per chiarire che non ci sono legami con la mafia, ha scelto l'aggiunta "Per Ospiti d’Onore". Qui ci vorrebbe l’emoji con gli occhi sbarrati. Questa è follia pura, per non dire mancanza di rispetto per tutte le vittime di Mafia e, comunque, nella migliore delle ipotesi, uno scherzo di pessimo gusto.

Mi chiedo, a questo punto, come mai nessuna autorità italiana, qui in Germania, si sia indignata e abbia segnalato un simile abuso e, conseguentemente, preteso la rimozione di quelle insegne e il cambiamento del nome, sostituendolo con qualcosa di più consono ad un ristorante? Eppure, a Colonia, città in cui si trova questo ristorante, si trova anche il Consolato Generale. Dov’era il console quando hanno aperto quel ristorante? Dov’era quando, uno dopo l’altro, hanno messo in macabra mostra i nomi del Padrino (quello, almeno, qui in Germania, rievoca la nota trilogia), di Totò Riina, di Cosa Nostra e della Mafia, come se stessimo parlando di località famose per la tradizione culinaria o dei vincitori dell’ultima serie di Master Chef. A chi può venire in mente di far soldi usando il binomio Mafia-Italia? Ma, soprattutto, come è possible accettare una cosa del genere senza battere ciglio?

All’estero, e particolarmente qui in Germania, vivono moltissimi meridionali che, se non sono state vittime dirette della Mafia, sono state sicuramente vittime delle condizioni di degrado e abbandono o, quantomeno, di forte impoverimento del tessuto sociale ed economico, tipici dei territori in cui questo cancro vive e si diffonde.

Che ai tedeschi possa sembrare una trovata divertente non lo condivido, ma riesco a seguirli nella loro logica (a loro piace l’umorismo nero e, comunque, non sanno - per il momento - cosa significhi davvero, loro hanno solo visto il Padrino 1, 2 e 3), ma che le autorità italiane lascino fare, mi sembra davvero una dimostrazione di pochezza e della solita cialtroneria di certa classe dirigente. Non fanno nulla per i loro connazionali all’estero e a questo ci siamo abituati, ma che non sappiano difendere la dignità di chi per lo stato che rappresentano hanno perso la vita mi sembra davvero troppo. Troppo da chiedere alla pazienza di chi, anche all’estero, vorrebbe non dover più vedere la propria identità collegata a questa vergogna.

*direttivo nazionale M24A-ET, referente Estero

 

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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