GIORGIA MELONI AD ANCONA: “LE MARCHE STANNO DIVENTANDO PRIMA REGIONE DEL SUD". ANCHE GRAZIE A LEI.

GIORGIA MELONI AD ANCONA: “LE MARCHE STANNO DIVENTANDO PRIMA REGIONE DEL SUD". ANCHE GRAZIE A LEI.

GIORGIA MELONI AD ANCONA: “LE MARCHE STANNO DIVENTANDO PRIMA REGIONE DEL SUD”. ANCHE GRAZIE A LEI.

“Le Marche stanno diventando prima regione del Sud". E’ con questa frase lapidaria che Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ha aperto la campagna elettorale della destra ad Ancona. Un inciso che è tutto un programma: si noti infatti come il concetto di "prima regione del Sud" sia difatti inteso in senso chiaramente negativo. Come una sorta di “retrocessione” della regione nel “piano di sotto”. Un ragionamento sotteso che la dice lunga su come la Meloni e chi con lei considerino il paese. E’ appena il caso di sottolineare che, se "le Marche hanno molto di meno di quello che potrebbero avere", come dice la Meloni, non abbiamo mai, e ribadiamo mai, sentito la stessa parlare della necessità di dotare di infrastutture, investimenti e maggiori servizi proprio quelle regioni del “Sud” in cui le Marche sarebbero “retrocesse”. Come pensa allora la Meloni di restituire alle Marche, al suo tessuto produttivo piegato dalla dismissione della politica industriale italiana, alle sue aree interne oramai, come dice il nostro Presidente Pino Aprile, divenute “più Sud di tante aree del Sud”, ciò che gli è stato tolto nell’ultimo quarto di secolo almeno da un Paese che ormai ragiona apertamente come il cattivo papà che divide i “figli e i figliastri”, confinando gli investimenti in aree sempre più risicate, sempre le stesse, sempre più confinate al nord. Come pensa di farlo, dal momento che, nello stesso periodo, a determinare questo stato di cose sono stati in buona parte (anche se non solo) governi del suo stesso colore, con i suoi stessi alleati, e con lei presente anche in ruoli di rilievo. Come ad esempio quando fu Ministra della Gioventù (2008-2011) nel 4° Governo Berlusconi. Ovvero lo stesso Governo che varò la Legge Calderoli sul Federalismo Fiscale (2009). Quella che, deprivata colpevolmente e volutamente dell’individuazione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) e delle misure di perequazione pur inizialmente previste, ha aperto la porta alla rapina legalizzata dei trasferimenti statali, tutta a favore di poche regioni del Nord, sottraendo risorse per servizi, investimenti, infrastrutture al resto d’Italia. Marche comprese.
E determinando, tra le altre cose, i tagli dolorosissimi della sanità in primis, le dismissioni infrastrutturali, il blocco della ricostruzione post-terremoto e, in definitiva, secondo l’espressione assai infelice della Meloni, la “meridionalizzazione” delle Marche.
Possono i marchigiani fidarsi di chi ha fatto parte a pieno titolo di coalizioni e governi che gli hanno letteralmente sottratto i soldi dalle tasche?
Eppure la Meloni un punto, non volendo, lo ha centrato perfettamente: appena sotto il Rubicone, l’Italia ormai sta smobilitando interi territori. La battaglia per l’Equità è ormai l’unica e vera cifra decisiva della lotta politica nel nostro Paese. Una battaglia ormai indifferibile: il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale è nato per intraprenderla, anche nelle Marche, per la sua economia ormai non più considerata strategica da chi tiene i fili del Paese, per la sua gente che ormai comincia a perdere le speranze di una ripresa, per le sue aree interne che attendono invano prospettive di ricostruzione e di rilancio ormai per gli stessi abitanti divenute chimere. Una battaglia che, a tutta evidenza, la Meloni e i suoi alleati, leghisti in primis, continueranno a condurre, ma dalla parte opposta.

Giancarlo Pugliese

*Referente per le Marche

Giancarlo Pugliese

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