HA DDA PASSA’ ‘A NUTTATA

HA DDA PASSA’ ‘A NUTTATA

HA DDA PASSA’ ‘A NUTTATA

di Raffaele Vescera

Virus che impazza, treni presi d’assalto per fuggire dalle zone rosse, carcerati in rivolta da Milano a Palermo, giorni surreali, di panico e stupore per i meno giovani che si tappano in casa, di incredulità  per le ultime  generazioni, che mai sospettando si potessero vivere giorni da film del terrore nella ricca e potente Europa occidentale, più di un secolo dopo le grandi epidemie del Novecento, continuano a far baldorie e movide credendosi invulnerabili. Il tempo del colera e della Spagnola sembravano così distanti come quello della guerra, tempi letterari, il conto dei morti, i bandi di isolamento, la paura dell’untore, il timore che tutto precipiti, come ne La Peste di Camus o in Dracula di Stoker.

Mia nonna paterna, nata nel 1875, raccontava dei sette figli morti bambini, a Vieste, nel primo ventennio del Novecento, per via delle epidemie prima degli antibiotici, per evitare il contagio in casa posti ancora vivi nelle fosse al cimitero, con pane e acqua in attesa della fine, dopo aver concordato con loro la musica da far suonare alla banda per il funerale. Mio padre, nato nel ’25, unico sopravvissuto grazie alla scoperta della penicillina, ha visto la seconda  guerra mondiale nazifascista, con 60 milioni di morti. Ha visto l’Italia risollevarsi da tanta distruzione, il boom economico degli anni ’60, seguito dalle rivolte giovanile per pace e amore e uguaglianza, mentre l’Umanità, ostaggio delle grandi potenze imperialistiche, Usa in testa, a  caccia di profitto sulla pelle dei poveri, continuava a fare guerre e catastrofi nel mondo, e mentre l’Italia viveva le pessime stagioni dell’attacco terroristico e mafioso allo Stato, bombe e attentati mortali, il crollo delle ideologie e dei partiti politici del Novecento, il sorgere di partiti personali lanciati da miliardari in odor di mafia e di movimenti razzisti come la Lega Nord, fino alla grande crisi finanziaria del passato decennio.

Eppure tutto è passato, dai due miliardi di abitanti di sessanta anni fa, il mondo oggi ne ospita oltre sette miliardi, seppure la metà in condizione di estrema difficoltà materiale, che nulla sembra importare  al dominante sentimento egoistico di questi anni di ingiustizie, discriminazioni sociali, disparità territoriali,  ignoranza, sottocultura televisiva e digitale, un’Umanità che si riavvolge su se stessa, dimentica delle lezioni del passato. Forse in Italia più che altrove in Europa. Tuttavia, seppure vinti da tanti mali, dobbiamo essere fiduciosi, tutto passa, buon tempo e cattivo tempo non durano mai tutto il tempo, ha dda passa’ ‘a nuttata. Nella saggezza popolare troviamo la forza dell’ottimismo.

In Cina, la buona notizia di oggi è che il coronavirus è in via di estinzione, solo 19 nuovi contagi, dopo giorni in cui se ne contavano a migliaia, già si parla di ritorno alla normalità e riapertura delle scuole nella regione più colpita. Certo, lì ha prevalso la disciplina di un popolo da sempre addestrato a praticarla, buone notizie anche dalla Corea del Sud. Mentre l’Italia in preda a divisioni e sciacallaggi politici, praticati più che altro dai leghisti, ma non disdegnati dagli altri partiti nazionali, ostili al bene comune che nelle loro piccole menti finisce laddove finiscono le loro regioni, e scioccamente felici che il restante territorio vada in malora. Avranno più manodopera "terrona" da sfruttare a basso prezzo, più malati meridionali da curare nei loro ospedali, più studenti “di giù” che portano sghei alle loro città. Lo stesso esodo di migliaia di giovani di ritorno  che rischiano di estendere l’epidemia al Sud è una conseguenza inevitabile di tanta iniquità territoriale, accompagnata da sentimenti razzisti antimeridionali.

Battersi oggi per l’Equità territoriale e l’uguaglianza sociale di tutti i cittadini è la nuova frontiera della civiltà, nonché il solo modo per risollevare questo paese incompiuto che, condannando il suo Sud alla povertà, condanna se stesso al fallimento. Solo Uguali si può essere uniti, e solo uniti si può vincere contro tutto.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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