I POLITICI DEL NORD INVOCANO MISURE RAZZISTE CONTRO IL SUD, QUANTI ALTRI ESEMPI ANCORA?

I POLITICI DEL NORD INVOCANO MISURE RAZZISTE CONTRO IL SUD, QUANTI ALTRI ESEMPI ANCORA?

I POLITICI DEL NORD INVOCANO MISURE RAZZISTE CONTRO IL SUD, QUANTI ALTRI ESEMPI ANCORA?

 
 
di Marco D’Alessandro*
Non so se la misura sia ormai colma, certo è che se non lo è ci siamo veramente vicini. Da 160 anni i settentrionali vomitano i loro giudizi sui meridionali, ogni singola volta che possono, da 160 anni i politici settentrionali inventano nuovi espedienti per derubare risorse al Mezzogiorno. In questi giorni stiamo assistendo ad un inasprimento di queste spregevoli azioni. Sicuramente in conseguenza dell’affacciarsi sul panorama politico Nazionale di un movimento nuovo, il Movimento 24 Agosto di Pino Aprile, che sta ridando orgoglio ai Meridionali, che sta facendo prendere coscienza, che quello che abbiamo sentito dalla invasione del 1860 in poi sui meridionali, che ci ha addirittura convinti che fosse verità, è in realtà assolutamente falso, una bugia, un espediente per poter giustificare ai loro occhi tutte le nefandezze che per 160 anni hanno fatto ai nostri danni.
 
Sì, proprio nefandezze. Come altro si possono chiamare le ruberie, la distruzione del nostro sistema sanitario regionale che ha fatto sì che la vita media al sud Italia sia più breve che al nord Italia, come può chiamarsi la “scientifica” distruzione del sistema infrastrutturale e il depauperamento del patrimonio industriale del Mezzogiorno? Questo modo di agire però, non lo ritrovo solo in alcuni esponenti di certi partiti come la Lega Nord ma radicati in ogni testa degli abitanti al settentrione, in misura più o meno marcata ma in tutte le teste. Di conferme ne abbiamo ogni giorno.
 
Proprio ieri la notizia sul delirio della Moratti, sostituta del suo “degno” predecessore Gallera, che l’ha portata a chiedere di vaccinare prima gli italiani ricchi, prima i suoi amati lumbard, in spregio della Costituzione italiana, del buon senso, e del rispetto verso la persona?
Che dire dell’idiozia di tal Tabellini, già rettore dell’Università Bocconi di Milano, che ha affermato che per agganciare l’Italia all’Europa bisogna aumentare la distanza tra Milano (Milano ai suoi occhi identifica l’area ricca del paese) e Napoli che deve sacrificarsi e restare indietro.
Nei giorni scorsi le affermazioni di Sala sindaco di Milano che nel suo delirio è stato seguito dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi sul ripristino de facto delle gabbie salariali che significano in soldoni stipendi più ricchi al Nord e più bassi al Sud, infine la ministra Paola De Micheli che ha assegnato, assegna e a quanto pare assegnerà, tutte le risorse possibili al Nord a danno del Sud (di esempi ce ne sono a iosa, basta andare su un qualunque motore di ricerca e fare due ricerche sui fondi assegnato a progetti del nord e niente a quelli del Sud).
 
Tempo fa, il Prof de Crescenzo scrisse di un nuovo sentimento di distacco e disprezzo verso Napoli e verso il sud partendo dai titoloni di sciacalli alla Feltri seguiti alla tragica morte di un poveretto in un bagno del Caldarelli cui gli odiatori nordici hanno urlato: "solo a Napoli poteva capitare". Il Prof de Crescenzo, il suo post lo iniziò con la premessa che il dolore non ha latitudine, che i morti di Bergamo sono uguali a quelli di Napoli. Tale premessa, credo, gli sarà sembrata doverosa per fare capire che non c'è livore verso gli sventurati malati e non c'è godimento nella sofferenza di chi vive sulla propria pelle il dolore del virus ma solo grande risentimento verso questi pseudo giornalisti che vomitano odio a piè sospinto.
 
Però chiedo: siamo certi, serva a qualcosa? Alla luce di quanto sopra alla luce del piano politico per non farci avere, se non pochi spiccioli, niente del Recovery Fund, alla luce delle continue offese di giornalisti di testate del Nord che, di continuo, infangano le città del sud con servizi, esclusivamente, su mafia, immondizia, delinquenza comune, possiamo essere certi che sortisca un minimo di effetto? Credo proprio di no, credo che non serva a nulla dimostrare di essere diversi, non viene recepito, questa è ormai una guerra nord contro Sud e in una guerra ci si comporta di conseguenza. Questa mia triste consapevolezza nasce dal fatto che queste nefandezze sono sotto gli occhi di tutti, da nord a sud, da oltre un secolo siamo trattati peggio di una colonia e questa sacrosanta verità la sanno anche gli abitanti delle regioni che perpetrano questo comportamento verso il sud. I cittadini lombardi lo sanno, i cittadini veneti lo sanno i cittadini piemontesi lo sanno. Ci guardano e pensano a noi con disprezzo, alle volte è un’ombra, un sottile pensiero, alle volte è un odio profondo, ma lo sanno. I giornalisti che scrivono bugie, i politici che fanno leggi vergogna, sono figli di questo pensiero radicato nelle loro teste.
 
Per questa ragione inizio ad avere difficoltà a provare empatia, inizio ad avere difficoltà a pensare ai settentrionali come ad altri italiani e questa è un'altra grande vergogna che devono provare i razzisti settentrionali: l’averci fatto diventare uguali a loro.
*M24A-ET Foggia
Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

Related Articles

1 Comments

  1. Brigante
    Gennaio 21, 2021 at 13:13
    Reply

    Concordo totalmente.
    E’ una percezione che provo da sempre (50anni) qui al nord, io terrone onesto ed operoso.
    “Ci guardano e pensano a noi con disprezzo”, non è mai stato tanto velato… il loro pensiero. Io l’ho percepito da subito, da bambino, e non si è mai spento, e neanche affievolito.
    Mai unità è stata tanto deleteria.
    Grazie M24A

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close