IL BLITZ DI GRATTERI NON FINISCE SULLE PRIME PAGINE DEI GIORNALI DEL NORD

IL BLITZ DI GRATTERI NON FINISCE SULLE PRIME PAGINE DEI GIORNALI DEL NORD

IL BLITZ DI GRATTERI NON FINISCE SULLE PRIME PAGINE DEI GIORNALI DEL NORD

di Pasquale Parisi (Referente M24A del circolo di Vieste)

La notizia e la cronaca di una delle delle più grandi operazioni anti ndrangheta non finisce sulle prime pagine dei giornali del Nord.
Giornali che hanno dato in tante occasioni (e fino alla noia), la prima pagina agli umori di DiMaio o alle menate di Salvini...
Eppure la notizia è sensazionale, i social hanno "banchettato" già dai primi comunicati. L'impegno di 3000 uomini delle forze dell'ordine, oltre 300 arresti (fra cui politici di primo livello) e gravi implicazioni a carico di apparati dello Stato e della politica, secondo i Giornali non rappresentano una notizia degna di nota.

Anzi serpeggiano su alcuni quotidiani (online e non) insinuazioni volte a demolire la figura di Gratteri. La macchina del fango è in moto. Anche se sono trent'anni che il nostro magistrato è in prima linea contro la criminalità organizzata ed ha fatto giusto qualche conferenza stampa, diventa una starlette con la voglia di protagonismo e le sue precedenti operazioni dei flop improducenti, che hanno portato a poche condanne. Ma nessuno si sogna di dire che la forte penetrazione della Ndrangheta negli apparati dello Stato e nel tessuto economico italiano possa aver contribuito a tante assoluzioni, prescrizioni ed archiviazioni.
È così mentre siamo dediti a sostenere leader di partito impegnati nella difesa del presepe o del rosario (da cosa e da chi?), quelli che combattono la mala sono da delegittimare... a certo appena saranno morti diventeranno icone del coraggio, dell'onestà e simboli dell'Italia che non si arrende, che combatte...
La Ndrangheta è furba, non è la mafia di Totò Rina, che voleva fare guerra aperta allo Stato, si allea con esso attraverso i suoi apparati deviati, sfruttando anche lo strumento democratico delle elezioni, che mette a disposizione del migliore offerente. Se i grandi partiti sono complici della Ndrangheta, chi li vota è complice anch'esso... ed i giornali anche.
Vivono tra noi ed abbiamo il dovere di non girare la testa dall'altra parte.

Michele Eugenio Di Carlo

Michele Eugenio Di Carlo

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