IL BUSINESS DELLA SANITA'. LA NEGAZIONE DEL SUD

IL BUSINESS DELLA SANITA'. LA NEGAZIONE DEL SUD

IL BUSINESS DELLA SANITA’. LA NEGAZIONE DEL SUD

di Ambrogio Carpentieri*

Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna vendono una sanità che assorbe risorse pubbliche del Sud a centinaia di milioni di euro, spingendo il Sud a funzionare sempre peggio cosicchè il Nord possa guadagnare sempre di più. I cervelli migliori emigrano insieme ai clienti.
La riforma del titolo V della Costituzione e il federalismo fiscale hanno indotto le Regioni non virtuose a pagare un prezzo alto. E non si tratta di maggiori capacità o migliore organizzazione ma soprattutto di marketing. I mass media italiani e i giornalisti compiacenti sono nelle mani dei giganti della finanza ed è acclarato la loro appartenenza alle lobby del Nord. “Nelle aree regionali maggiormente colpite dal Covid19, quali Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi, si è assistito ad una straordinaria capacità degli ospedali di passare da un sistema competitivo ad una cooperazione positiva e solo così, in uno sforzo comune, si è potuto evitare il collasso del sistema ospedaliero. In particolare, in regione Lombardia gli ospedali sono stati in grado di passare dai circa 850 posti letto in terapia intensiva di febbraio agli oltre 1500 di fine aprile. Uno sforzo immane che si è ottenuto grazie alla capacità dei manager ospedalieri (pubblici e privati) di ridisegnare il proprio assetto organizzativo. Nessun’altra Regione ha ottenuto risultati paragonabili.(sussidiario.net)”
“I dati ufficiali sulla diffusione del virus in Lombardia, fondamentali per valutare la riapertura dei confini a fine maggio, sono verosimilmente sottostimati» ribadisce il presidente Gimbe. “La Lombardia, la più colpita dall’epidemia, non è pronta per quattro motivi. Uno: la percentuale di positivi al giorno è più alta di quella che viene comunicata. Due: il numero dei positivi è sottostimato perché manca ancora un tamponamento massiccio. Tre: i nuovi casi giornalieri, per 100 mila abitanti, sono il triplo della media nazionale, ma sono i meno noti. Quattro: la Lombardia sovrastima i guariti perché li comunica insieme ai dimessi di cui non è noto lo status di guarigione, clinica o virologica.”
Il Nord, che sfrutta l'arte della manipolazione mediatica, è capace di un marketing più incisivo, che trae vantaggio dal pregiudizio: tutti credono che la sanità al Sud non funziona ed è pericolosa!
A partire dal 2018 sono stati riscontrati 96 casi di infezione da batterio killer presso l'Ospedale della donna e del bambino di Verona. Il Citrobacter era presente nel rubinetto del lavandino usato dal personale della Terapia intensiva neonatale per prendere l'acqua e darla ai bambini, mescolata anche con il latte. Per questo motivo sono morti quattro bambini e altri nove hanno subito danni cerebrali permanenti. Il TGR Veneto sottolineava che si tratta di un batterio solitamente innocuo e definiva l’Ospedale “una colonna portante della sanità regionale”.

*GLSanità M24A-ET

Michele Dipace

Michele Di Pace

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