IL CRACK DELLE PARTITE IVA, NESSUNO SIA LASCIATO SOLO

IL CRACK DELLE PARTITE IVA, NESSUNO SIA LASCIATO SOLO

IL CRACK DELLE PARTITE IVA, NESSUNO SIA LASCIATO SOLO

di Marco D'Alessandro
Quotidianamente Il web rimbalza notizie di imprenditori che non hanno più fondi per sostentare la famiglia, per pagare le utenze, per onorare gli impegni finanziari presi, titolari di partita iva con piccole aziende che in questi giorni, a causa della chiusura obbligata, sono passati dal leggero disagio ad una situazione ben più grave di quasi indigenza.
Eppure, nonostante il problema interessi quasi 4 milioni di soggetti che si vedono calare il fatturato di oltre 9 miliardi di euro circa poiché sono state disdettate il 90% circa delle commesse (fonte Federconsumatori), il governo ha emanato un decreto che prevede poco o niente per questa porzione di popolazione che tra l’altro è anche fortemente interconnessa tra i suoi soggetti (con rischio di crollo a cascata)
Il Decreto Cura Italia, infatti, emanato dal Governo per fronteggiare la profonda crisi, prevede la retrocessione di una somma una tantum rivedibile (ma non garantito) di 600 euro, per ogni titolare di partita iva e poco altro. Tale misura come si può capire è assolutamente insufficiente e non può e non deve rimanere l’unica forma di aiuto.
Sarebbe il caso che il Governo prevedesse, seguendo l’esempio di alcuni comuni che autonomamente lo hanno previsto, la sospensione del pagamento delle utenze quali acqua luce e gas, rendendolo provvedimento generale, imposto a tutti i fornitori di tali utenze.
Sarebbe il caso che il Governo sospendesse i pagamenti oltre che delle rate dei mutui, come ha fatto, anche le rate dei finanziamenti e dei crediti al consumo per almeno i mesi di quarantena e per i successivi 6 mesi, prevedendo anche la sospensione della iscrizione nella centrale CRIF per tali inadempienze e la sospensione dei procedimenti attualmente in atto di recupero crediti che andrebbero nella sola direzione del fallimento dell’imprenditore e nell’impossibilità di recupero da parte della società finanziaria che andrebbe in sofferenza anch’essa.
Sarebbe il caso che il governo allargasse la platea degli aventi diritti del Reddito di Cittadinanza snellendo altresì le procedure per l’ottenimento per comprendere gli imprenditori con fatturati minimi che al momento sono assimilabili a quei soggetti che sono individuati come aventi diritto al RdC.
Sarebbe il caso che il Governo, in accordo con gli istituti di credito, si facesse garante oltre l’80% per l’ottenimento di finanziamenti, anche alla luce degli stanziamenti sbloccati dalla BCE, vigilando però, questa volta, affinchè questi stanziamenti non si fermino nelle banche come durante la crisi del 2008/2012.
Questa è la più grande prova che un governo deve superare dai tempi del secondo dopoguerra, una prova che se fallita comporterebbe rischi gravi per l’intera Nazione e mai come in questo momento suonano profetiche le parole di Papa Francesco: Nessuno si salva da solo.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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