IL GOVERNO A DRAGHI: IL VERO OBIETTIVO DELLA CRISI VOLUTA DA RENZI. LA MAGGIORANZA? LA SOLITA: QUELLA DEL P.U.N., Partito Unico del Nord

IL GOVERNO A DRAGHI: IL VERO OBIETTIVO DELLA CRISI VOLUTA DA RENZI. LA MAGGIORANZA? LA SOLITA: QUELLA DEL P.U.N., Partito Unico del Nord

IL GOVERNO A DRAGHI: IL VERO OBIETTIVO DELLA CRISI VOLUTA DA RENZI. LA MAGGIORANZA? LA SOLITA: QUELLA DEL P.U.N., Partito Unico del Nord

IL GOVERNO A DRAGHI: IL VERO OBIETTIVO DELLA CRISI VOLUTA DA RENZI. LA MAGGIORANZA? LA SOLITA: QUELLA DEL P.U.N., Partito Unico del Nord

di Giancarlo Pugliese*

La decisione del  Presidente della Repubblica Mattarella di chiamare al Colle l’ex Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi sembra svelare, o quantomeno malcelare, le vere ragioni della altrimenti incomprensibile crisi di Governo italiana. E, quindi, delle mosse solo in apparenza temerarie di Matteo Renzi, che hanno determinato le dimissioni del Presidente del Consiglio Conte.

Non sembrano buone notizie per il Sud e le aree interne. L’impressione è che Draghi, grande artefice a suo tempo delle privatizzazioni italiane, sia stato chiamato, grazie a Renzi, per due ragioni:

1) venire a fare il curatore dei conti italiani per conto terzi. A tutela degli altrui crediti.

2) sottrarre alla politica l’individuazione, la selezione e la stesura dei progetti da presentare all’Europa per ottenere le centinaia di miliardi il Recovery Fund: ovvero, il più grande stanziamento di risorse economiche della storia, dal dopoguerra del Piano Marshall ad oggi. Il controllo di tutto questo passerà ad un governo “tecnico”, di “ampia maggioranza”, sotto la sorveglianza della presidenza della Repubblica. E sotto l’evidente egida e mandato dei veri poteri forti di questo Paese.

Se pensiamo a quei poteri, c’è allora da preoccuparsi. Ci sono stati molti movimenti nell'ombra. Non ultimo, i domiciliari a Verdini , con la silenziosa (e a stretto giro) processione dei politici a casa sua. È difficile non pensare che tutte queste manovre e questi sotterfugi, con il Pd che ha taciuto su tutto ciò su cui era possibile tacere, siano legati a nient'altro che all'accesso e alla destinazione del R.F. , nonché agli interessi di chi ha erogato ed erogherà il credito al nostro Paese, il più indebitato d’Europa, col Debito Pubblico schizzato al 153% del PIL annuo.

Ed è qui che si può individuare il vero movente della giravolta e delle astruse pretese di Renzi. Di fatto un governo tecnico è una sospensione della democrazia. Logica avrebbe voluto che si potesse e dovesse trovare invece una maggioranza politica in parlamento:  Renzi non si sarebbe suicidato andando alle elezioni. Invece, gli sviluppi della vicenda rendono chiaro quale fosse il vero intento e chi abbia vinto: hanno vinto gli interessi di chi è alle spalle di Renzi , uomo dei poter forti e ormai all'ultimo giro che gli consenta di salvarsi dalla irrilevanza politica. Con il consenso silenzioso, sottaciuto, omertoso di (parte del) Pd, a sua volta in buona misura espressione di quel blocco di poteri.  La maggioranza “tecnica” ci sarà: e sarà la solita, ineffabile e immarcescibile. Quella del P.U.N. (Partito Unico del Nord), che non ha colore ma solo il solito perdurante obiettivo, il vero intento di tutto questo: perpetuare, con il pieno controllo del processo che porterà a ottenere e gestire i miliardi del R.F., il sistema iniquo di potere, controllo e distribuzione delle risorse di questo Paese, a trazione nordcentrica, e al servizio di quei poteri.

Quello che è certo è che quei poteri sono quelli di sempre. E da sempre nostri nemici: nemici del Sud e del Mediterraneo.

*Referente Marche

Giancarlo Pugliese

Giancarlo Pugliese

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