IL LINGUAGGIO DELL'ODIO, GLI INSULTI SESSISTI ALLA MINISTRA AZZOLINA IN UN GRUPPO LEGHISTA

IL LINGUAGGIO DELL'ODIO, GLI INSULTI SESSISTI ALLA MINISTRA AZZOLINA IN UN GRUPPO LEGHISTA

IL LINGUAGGIO DELL’ODIO, GLI INSULTI SESSISTI ALLA MINISTRA AZZOLINA IN UN GRUPPO LEGHISTA

Di Maria Concetta Forestieri*
Squallore allo stato puro, sessismo della peggior specie, insulti vomitati da persone che possono essere definiti tali solo sulla carta di identità perché di dignità umana non c'è traccia. Quello che sconcerta di più è che vi fanno eco pure diverse donne. Donne che ingiuriano volgarmente un'altra donna con un linguaggio da taverna che li accomuna a quegli uomini la cui unica capacità dialettica è l'aggressione verbale. Che questi ignominiosi insulti sessisti siano opera di leghisti certo non è un caso. La parola è uno specchio eloquente di ciò che uno è, del suo patrimonio culturale e dei suoi ideali. Con il suo ostentato rozzo linguaggio da bifolco leghista il ben noto Salvini ha sdoganato e innalzato sull'altare della legittimità quello che fino a poco tempo molti suoi seguaci avevano avuto remora a mostrare pubblicamente:
L'odio, il disprezzo, la violenza.
Se lo fa il leader Salvini allora è giusto. Semplice e banale e per questo dannatamente pericoloso il pensiero imperante nelle infime menti degli adepti del capitone che istintivamente portano alle estreme conseguenze ciò a cui lui ha dato il via. In tal modo diventa normale oltraggiare una donna, per di più ministro della Repubblica, con epiteti che fanno arrossire chiunque abbia un briciolo di senso del decoro e della decenza.
La volgare ingiuria diventa così costume e programma politico perché la parola rivela l'essenza, il linguaggio esplicita la sostanza. Da questa parola, da questo linguaggio il passaggio alla violenza fisica è breve. Stiamo attenti.
*Commissione Equità di Genere

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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