IL PARTITO UNICO DEL NORD ALL'ATTACCO CONTRO IL SUD, ORA CON STEFANO FELTRI, DIRETTORE DEL NUOVO GIORNALE DI DE BENEDETTI “DOMANI”

IL PARTITO UNICO DEL NORD ALL'ATTACCO CONTRO IL SUD, ORA CON STEFANO FELTRI, DIRETTORE DEL NUOVO GIORNALE DI DE BENEDETTI “DOMANI”

IL PARTITO UNICO DEL NORD ALL’ATTACCO CONTRO IL SUD, ORA CON STEFANO FELTRI, DIRETTORE DEL NUOVO GIORNALE DI DE BENEDETTI “DOMANI”

di Raffaele Vescera*
Che il fronte antimeridionale coinvolgesse una fetta larghissima di rappresentati del sistema mediatico italiano, non è una novità. Ultimo ma non ultimo arrivato è Stefano Feltri, già vicedirettore del Fatto Quotidiano e ora direttore del nuovo giornale di Carlo De Benedetti “Domani”. Un domani negato al Sud, condannato da questi e altri a vivere nel passato di una rete ferroviaria a bassa o nulla velocità, pari a quella stradale, portuale e aeroportuale.
Secondo l’ineffabile Stefano Feltri, omonimo dell’infeltrito leghista Vittorio, ma non figlio se non nelle banali opinioni che, seppure non leghista, sciorina contro il Sud, le opere pubbliche al Sud non vanno fatte perché non ci sarebbe un vantaggio “costi benefici” e perché comunque le regioni meridionali a suo avviso “non potrebbero crescere”. Dunque il Feltri junior sostiene che non vanno fatte le linee ad Alta velocità, indispensabili alla crescita del Sud, Napoli –Reggio-Calabria- Messina- Palermo sulla dorsale tirrenica e Bologna- Lecce-Taranto su quella adriatica. Senza dire della Napoli - Bari, dove si viaggia come un secolo fa.

Poche parole per liquidarlo. Gli investimenti pubblici sono comunque rivolti a garantire parità di diritti a tutti i cittadini, diritti alla mobilità, alla salute, al lavoro e alla dignità, dimezzati al Sud. Secondo uno studio noto, i territori attraversati dall’alta velocità ferroviaria hanno una crescita dell’8% del Pil. Crescita garantita al Nord e negata al Sud dall’assenza, nel 2020, di una rete di trasporti degna di questo nome. Dunque la crescita ci sarebbe, eccome.

In quanto allo spreco che secondo Stefano Feltri rappresenterebbero gli investimenti in opere pubbliche al Sud, gli ricordiamo che l’Alta Velocità ferroviaria tra Milano e la sua Torino, progettata per veicolare 200 treni al giorno, ne vede correre dieci volte di meno. Ancora gli ricordiamo che, tra le due città del Nord campione di corruzione, è costata 67 milioni di Euro a Km, a fronte dei 10 milioni spesi nella vicina Francia per la stessa opera. In più, al giovane Feltri, nomen omen, ricordiamo i 12 miliardi di euro previsti per il tunnel AV in Val di Susa dove agiscono già 4 linee ferroviarie sottoutilizzate, e i 6 miliardi per il terzo valico AV Milano-Genova, appunto il terzo, poiché due ci sono già. Una nuova linea che farebbe guadagnare 15 minuti di percorrenza, quando per fare Bari-Reggio Calabria, 450 km, occorrono 12 ore. Senza dire di che succede in Basilicata a zero treni, in Calabria e Sicilia Trapani Siracusa 14 ore per fare 350 km.
E che dire dello spreco del Mose di Venezia altri 5 e rotti miliardi, e quello dell’autostrada Be-Bre-Mi, della pedemontana veneta e mille altri scandali made in Nord?

Ma che glielo diciamo a fare al partito degli affari del Nord, Franza o Spagna purché si magna.
*direttivo nazionale M24A-ET

 

Michele Dipace

Michele Di Pace

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