ITALIA SPEZZATA. PRENDE IL VOLO LA NOSTRA PETIZIONE A DRAGHI PER ISTITUIRE IL MINISTERO DELL’EQUITA’: VA PER LE 2.000 FIRME IN MENO DI UN GIORNO

ITALIA SPEZZATA. PRENDE IL VOLO LA NOSTRA PETIZIONE A DRAGHI PER ISTITUIRE IL MINISTERO DELL’EQUITA’: VA PER LE 2.000 FIRME IN MENO DI UN GIORNO

ITALIA SPEZZATA. PRENDE IL VOLO LA NOSTRA PETIZIONE A DRAGHI PER ISTITUIRE IL MINISTERO DELL’EQUITA’: VA PER LE 2.000 FIRME IN MENO DI UN GIORNO

di Raffaele Vescera*

La petizione lanciata dal nostro presidente Pino Aprile per istituire un ministero per l’equità, lanciata ieri pomeriggio, ha raccolto quasi duemila firme in poche ore, interpretando il comune sentimento di riscatto, cresciuto più di tutto nel Sud dopo la formazione del governo Draghi, sbilanciatissimo a favore del Nord. Un governo che, nominando appena 5 ministri su 25, affida a Mara Carfagna, pur figlia del Sud ma a digiuno di Questione meridionale, il ministero del Mezzogiorno, tra l’altro senza portafoglio.

 

Un Sud ancora una volta condannato a restare indietro per svolgere il ruolo di colonia interna cui è stato relegato dal 1860, allo scopo di arricchire una sola parte del Paese, il Nord, cui viene destinato il grosso degli investimenti pubblici e dei relativi benefici sociali. Tra l’altro, la nomina del leghista Giorgetti al ministero dello sviluppo economico, distintosi per le sue convinzioni antimeridionali, aggraverà ancora di più le condizioni di impoverimento del Mezzogiorno.

 

Ma è il concetto stesso di ministero per il Mezzogiorno ad essere messo da noi in discussione, come se il Sud fosse per l’appunto una parte “altra” del Paese, una colonia d’oltremare abitata da cittadini ritenuti di serie “inferiore”, come ebbe a dire vergognosamente Vittorio Feltri, da Salvini e Meloni proposto alla presidenza della Repubblica. È per questa ragione che chiediamo un ministero per L’EQUITA’ che intervenga trasversalmente su tutti gli altri dicasteri affinché le risorse siano ripartite in modo equo su tutto il territorio.

 

Di più, si diano maggiori risorse al Mezzogiorno e alle aree interne allo scopo di fargli recuperare il divario, nel rispetto della volontà della Commissione Europea che dà stringenti indicazioni in merito, non solo per la ripartizione dei fondi annuali di coesione e sviluppo, destinati al Sud per l’80%, in realtà una percentuale mai rispettata, ma anche per quella dei 209 miliardi di Recovery fund, destinati per il 70% a colmare i divari territoriali, di infrastrutture e servizi. Un Recovery fund su cui le ricche regioni settentrionali hanno lanciato un’opa per papparselo tutto, con il silente consenso dei partiti nazionali, uniti nel partito del Nord.

 

Pretesa che ha provocato l’indignazione del Sud e la reazione dei presidenti delle regioni meridionali, per la prima volta unite a difesa dei loro diritti.

La nostra operazione “San Giorgio” è appena iniziata, fermiamo l’ulteriore furto miliardario a danno del Sud. abbiamo bisogno del sostegno di coloro che hanno a cuore i sentimenti di giustizia ed equità.

Nessuno resti indietro. #Nonunpassoindietro.

*direttivo nazionale M24AET

 

FIRMATE E CONDIVIDETE LA PETIZIONE

https://www.change.org/p/presidente-del-consiglio-mario-draghi-il-ministero-dell-equit%C3%A0-o-l-italia-si-spezzxa

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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