LA BELLA CALABRIA E LA MALA SENTENZA DEL SEN. NICOLA MORRA

LA BELLA CALABRIA E LA MALA SENTENZA DEL SEN. NICOLA MORRA

LA BELLA CALABRIA E LA MALA SENTENZA DEL SEN. NICOLA MORRA

di Raffaele Vescera*

E’ vero, il sen. Nicola Morra, stimato presidente della commissione parlamentare antimafia, questa volta l’ha fatta fuori dal vaso nell’accusare i calabresi di tutti i mali della loro terra, così scatenando le ire ipocrite dei partiti che chiedono la sua testa, a partire dall’impresentabile Forza Italia, fino al Pd. Persino Salvini, il primo a gettare fango contro i meridionali  e capo di quella Lega famosa per il basso quoziente intellettivo e l’alto quoziente truffaldino dei suoi politici chiama Morra “deficiente”. Certo, duole che l'onorevole Morra, in conseguenza dell’intervento censorio dei partiti, non abbia potuto esprimere la sua opinione in Rai, visto che come minimo l'argomento era di attualità e si parlava di Calabria e visto che, come rimarca lo stesso Morra, la Rai dà voce persino ai mafiosi.

Tuttavia, prendere a pretesto l’arresto per ‘ndrangheta del consigliere regionale di Forza Italia Tallini e l’elezione di Jole Santelli, per dire che la Calabria è “irrecuperabile” e che ogni popolo ha la classe politica che si merita, è stato un bell’autogol per il senatore del M5S, lui stesso eletto in Calabria due anni fa, quando il suo Movimento 5 Stelle conquistò quasi il 50% dei consensi elettorali, al pari di tutto il Sud, al grido di “onestà” e “nessuno resti indietro”. Se la Calabria è irrecuperabile, come mai è stata “recuperata” alla grande dal M5s? Delle due l’una: se il popolo calabrese merita politicanti legati alla ‘ndrangheta ma ha dato una valanga di voti al M5s è perché anche il M5S è mafioso, oppure il popolo calabrese votando il partito dell’onestà è in gran parte onesto. Come se lo spiega caro Morra?

Un messaggio di buona politica quello del M5s che aveva acceso le speranze del popolo Meridionale, condannato dallo Stato a far parte degli ultimi d’Italia e d’Europa, e lasciato nelle mani di mafie criminali e politicanti corrotti che garantiscono la sottomissione coloniale del Sud a vantaggio dell’economia del Nord. Speranze ben presto disattese dalla scellerata alleanza di governo con la razzista Lega Nord, storico nemico del Mezzogiorno, e poi dalla subalternità nel governo con il Pd che, seppure non altrettanto becero come la Lega, è organico al Partito Unico del Nord. La recente decisione della ministrella Pd, De Micheli, di destinare un miliardo di euro per dotare le regioni del Nord di altre superflue infrastrutture per le Olimpiadi invernali, mentre il Sud è con le pezze al culo, è l’ultima malefatta del Partito del Nord, accettata supinamente dal M5S, il quale si oppone persino al ponte sullo stretto, pur necessario per collegare la Sicilia all’Italia. Il popolo del Sud si è sentito ancora  una volta tradito e ha dimezzato i consensi al M5S un anno  fa per le europee, riducendolo poi al minimo nelle recenti regionali di settembre.

A noi sorge il dubbio che la bruciante sconfitta alle regionali del suo partito sia la causa di tanta disistima nei confronti dei calabresi. E a lei non viene il dubbio che un popolo senza rappresentanza da decenni si disaffezioni alla politica e per metà non vada a votare mentre l’altra metà è facile preda dei clan elettorali? E’ tipico scaricare sugli altri le proprio mancanze, si chiama rimozione della colpa. Percorso psicologico non solo suo ma anche dei meridionali che non riescono a spiegarsi le cause della Questione meridionale. E che dire poi del popolo del Nord che vota in maggioranza quella Lega ladrona ben legata alle mafie? Parlare di popolo come di una massa uniforme e indistinta è un banale nonsense. Ogni popolo ha il suo lato cattivo insieme  a quello buono. E in Calabria, oltre le mele marce, di gente perbene che lavora e vive onestamente ve ne è a iosa, come ovunque.

Caro Morra, lei, pur insegnante di filosofia, conosce certamente la massima marxista: “E’ la condizione sociale che determina la coscienza, non viceversa”. Quella condizione sociale di povertà e disoccupazione del Sud, creata dallo Stato italiano, che consegna nelle mani dei clan un popolo spinto dal bisogno.  Caro Morra, lei fa benissimo a chiedere l’intervento dello Stato per salvare la Calabria dalla ‘ndrangheta e dalle masso-mafie, ma il Sud va salvato anche da una condizione sociale di impoverimento mai affrontata seriamente dal M5s, a parte il reddito di cittadinanza, pur necessario ma assolutamente insufficiente a risollevare la povertà del Mezzogiorno. Questo Sud ha bisogno di vera equità, quell’equità mai praticata da questa Italia nordcentrica che fa della discriminazione territoriale la sua vera cifra. Altro che diritti uguali per tutti i cittadini, un meridionale per questo Stato vale la metà di un abitante del Nord. In tutto, persino nel suo onore, continuamente offeso.

*direttivo nazionale M24A-ET

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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