LA CARFAGNA DICE IL 50%, MA AL SUD SPETTA IL 70% DEL RECOVERY: 145 MILIARDI, NON UN CENTESIMO IN MENO. DARE AL SUD CIÒ CHE È DEL SUD

LA CARFAGNA DICE IL 50%, MA AL SUD SPETTA IL 70% DEL RECOVERY: 145 MILIARDI, NON UN CENTESIMO IN MENO. DARE AL SUD CIÒ CHE È DEL SUD

LA CARFAGNA DICE IL 50%, MA AL SUD SPETTA IL 70% DEL RECOVERY: 145 MILIARDI, NON UN CENTESIMO IN MENO. DARE AL SUD CIÒ CHE È DEL SUD

di Raffaele Vescera*
Dopo averlo detto in conferenza di ascolto per il Sud, la ministra Mara Carfagna lo ha ribadito in Tv: “al Sud spetta il 50% dei fondi del Recovery plan destinato all’Italia”. Senza alcun contraddittorio, lo ha fatto l’altra sera nel salotto di Vespa, una trasmissione prona al sistema di potere, non certo un luogo deputato alla ricerca della verità.
No, cara ministra, il Sud non accetta misericordiosa degnazione ed elemosine, pretende con forza, oggi più che mai che gli sia dato quanto gli spetta: il 70%, ovvero 145 miliardi. Non è una gentil concessione del governo italiano è il dovuto, senza se e senza ma, come dimostrato dal rigoroso studio del gruppo economia del nostro Movimento per l’Equità Territoriale. Dare il 50% significa operare un’indebita decurtazione di 40 miliardi di Euro, necessari al Sud per ridurre l’enorme gap di infrastrutture, ferrovie, strade, porti, aeroporti e quant’altro. Sarebbe letteralmente un rubare ai poveri per dare ai ricchi, ancora una volta.
Ricordiamo i criteri applicati dall’Unione europea nella ripartizione degli oltre 700 miliardi di Euro da distribuire ai Paesi dell’UE, dei quali più di 200 destinati all’Italia, invece dei circa 100 che gli sarebbero spettati in rapporto alla popolazione. Volontà e interesse dell’Europa è risollevare le sorti dei territori europei più poveri, e il Mezzogiorno d’Italia ha il triste record di essere il più povero nell’area Euro. Una disoccupazione tripla e un Pil procapite pari alla metà di quello del Nord. Sono questi i parametri che hanno indotto l’Unione Europea ad assegnare i 209 miliardi all’Italia, concessi per ridurre il divario territoriale, nel rispetto delle indicazioni di transizione ecologica e digitale.
Un divario territoriale vergognosamente prodotto dalla politica nordcentrica dello Stato italiano, che da 160 anni nega al Sud i servizi essenziali che invece profonde in abbondanza al Nord. Impedire la crescita del Sud, come fa l’Italia, significa impedire quella dell’Italia intera e frenare quella europea. Ma agli avidi gruppi del potere finanziario e politico, che agiscono al grido di “Prima il Nord”, poco interessa ciò: mirano all’accaparramento ora e subito, senza alcun interesse alla crescita, utile a tutti, loro compresi.
Sia ben chiaro, il Sud non farà un solo passo indietro nella lotta per affermare i propri diritti. È impetuosamente cresciuta la consapevolezza dei cittadini meridionali sugli abusi subiti. Grazie alla nostra promozione, centinaia di sindaci si sono organizzati nella rete Recovery Sud, che insieme a politici non sottomessi, associazioni di intellettuali ed economisti, spingono affinché giustizia ed equità sia fatta.
A proposito di Vespa, nella stessa trasmissione, senza nulla dire sul necessario commissariamento della disastrosa sanità lombarda, ha lanciato la fake news che la il generale Figliuolo avrebbe commissariato la sanità molisana e lucana. Nulla di più falso, si tratta solo dell’invio di un sostegno di medici e infermieri per incrementare le vaccinazioni. Ma si sa, buttare fango sul Sud in quest’Italia razzista ha sempre pagato. Ora non più, il Sud s’è rialzato e risponde colpo su colpo.
*direttivo nazionale M24A-ET
Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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