LA GELMINI E LE MARCHE CHE "RISCHIANO DI FINIRE CON IL SUD": COME INSULTARE MEZZA ITALIA (MARCHIGIANI COMPRESI) CON UNA SOLA FRASE

LA GELMINI E LE MARCHE CHE "RISCHIANO DI FINIRE CON IL SUD": COME INSULTARE MEZZA ITALIA (MARCHIGIANI COMPRESI) CON UNA SOLA FRASE

LA GELMINI E LE MARCHE CHE “RISCHIANO DI FINIRE CON IL SUD”: COME INSULTARE MEZZA ITALIA (MARCHIGIANI COMPRESI) CON UNA SOLA FRASE

LA GELMINI E LE MARCHE CHE "RISCHIANO DI FINIRE CON IL SUD": COME INSULTARE MEZZA ITALIA (MARCHIGIANI COMPRESI) CON UNA SOLA FRASE

di Giancarlo Pugliese*

“Trovo sostenibile l’istituzione di una Zona Economica Speciale nelle Marche per evitare il rischio che questo territorio finisca con il Mezzogiorno”

Con una sola frase, durante la sua visita in questa un tempo ridente regione adriatica, la Ministra per gli affari regionali e le autonomie Maria Stella Gelmini è riuscita in un’impresa: ha offeso mezza Italia.

Da un lato, la gente del Sud della Penisola. Un Sud che secondo questa signora bresciana (che pure al Sud è diventata avvocato, avendo pensato bene, per ragioni che sarebbe interessante capire, di svolgerne l’esame di Stato per l’abilitazione a Catanzaro) è l’ideale termine di paragone “in negativo” quando si tratta di conferire delle sorti di un qualunque territorio a nord del fiume Tronto. Un Sud brutto, sporco e cattivo, col quale è meglio non finire: praticamente, uno spauracchio da agitare di fronte alle “operose popolazioni di questa Regione” (come già fece la Meloni, che in campagna elettorale urlò, con intenti “scandalizzanti”, che “le Marche sono diventate la prima regione del Sud!”. Slogan evidentemente efficace, visto che proprio qui i “Fratelli” della destra postfascista meloniana hanno conquistato una storica vittoria)
Ma, allo stesso tempo, un Sud che, invece, per questa signora e la sua parte politica evidentemente può restare tranquillamente dov’è: ovvero nel degrado, nel sottosviluppo, nella mancanza di prospettive e di futuro. Sottomesso al divario imposto col resto del Paese. Da chi poi? Per l'appunto, da gente come la Gelmini!

Dall’altro lato, però, la più volte Ministra (per meriti e competenze che almeno noi non abbiamo ancora abbastanza compreso), ha offeso anche i marchigiani. O meglio, l’intelligenza del laborioso popolo di questa Regione. E lo ha fatto in due modi.
Primo. Se le Marche, già emblematico esempio del c.d. “Miracolo italiano” degli ultimi decenni del Novecento con la sua fitta rete di medie e piccole imprese e i suoi efficienti distretti manifatturieri, sono invece nell’ultimo ventennio precipitate in un limbo che ha posto fine alla lunga corsa verso lo sviluppo e il benessere; se questo benessere è stato a poco a poco eroso dalla crisi di competitività del Sistema-Paese, dalla mancanza di una visione del futuro, dalla dismissione progressiva di investimenti dello Stato e di servizi; se, ancora, i drammatici eventi sismici del 2016 non hanno che scoperto ulteriormente la poderosa crisi che la Regione ha subito, dimostrando - più che causando – il già pregresso disinteresse di chi controlla i processi decisionali del Paese verso questo territorio; ci dica, signora Ministra: di chi sono le responsabilità? Non lo sono forse della classe politica italiana che lei ben rappresenta, essendo stato il suo partito al Governo in 12 degli ultimi 26 anni?
Secondo. A proposito delle “strategie per il rilancio”, la Ministra fa sapere di ritenere “brillante” (sic) l’idea di istituire una “Zona Economica Speciale” nelle Marche “sul modello applicabile in Sud Italia, proprio per evitare che questa regione e il Centro Italia scivolino su parametri economici negativi” e aggiunge (nell’assordante silenzio del “governatore” marchigiano) che “di questo ne parlerà con il ministro Carfagna” (che nel frattempo ci chiediamo vivamente cosa intenda dire a riguardo). Una ZES che consenta di “tornare a produrre in questo territorio, anche con una riduzione del costo del lavoro”. Cara Maria Stella: riduzione costo del lavoro? O dei salari, vuoi dire?

Il succo di queste affermazioni suggerisce drammaticamente il senso che il Governo dei Migliori, presieduto dal Migliore dei Migliori Mario Draghi, attribuisce al Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, incarnato in Maria Stella da Leno: quello di un Paese che deve andare a due diverse velocità, vivere con due distinti plafond di diritti , servizi e magari anche salari, fingere di essere uno Stato unito dallo Status quo diviso e divisivo.
E, tornando alla nostra bella regione, cari marchigiani, vi diamo una notizia: benvenuti in fondo allo Stivale. Benvenuti al Sud.

Giancarlo Pugliese
*Referente M24A-ET Marche

Giancarlo Pugliese

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