LE STRADE, PERCORSI DI CIVILTÀ

LE STRADE, PERCORSI DI CIVILTÀ

LE STRADE, PERCORSI DI CIVILTÀ

Di Massimo Mastruzzo*

Una delle più grandi, probabilmente la più importante, opera costruita dai romani fu l'imponente rete di comunicazione che attraversava tutto l'impero: le strade.

Un'opera di straordinaria importanza che ha portato la civiltà romana ad essere all'avanguardia in tutto il mondo allora conosciuto.

Nel 2021, a sud di Roma, la civiltà legata ad una corretta evoluzione infrastrutturale della rete stradale e ferroviaria, è appesa alla lungimirante, e finalmente diversa visione rispetto al passato, della UE, che attraverso i criteri di ripartizione dei fondi Next Generation EU:

1. Direttamente proporzionale alla Popolazione;

2. Inversamente proporzionale al livello del Reddito pro-capite;

3. Direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni;

ha dato delle chiare indicazioni al governo nazionale sul dove, ma anche sul come, devono essere investiti la maggior parte di quei 209 miliardi, assegnati nella quota maggiore all'Italia proprio perché il sud del Paese è risultato essere nella peggiore situazione, tra gli stati membri della UE, rispetto a due criteri stabiliti per la ripartizione: minor reddito pro-capite e maggior disoccupazione. Un binomio che se non invertito porterà inevitabilmente ad un punto di non ritorno: la desertificazione umana e industriale di diverse aree del mezzogiorno d'Italia.

Il Mezzogiorno e le aree interne del Paese non possono più aspettare. L’Italia tutta non

può permettersi di sacrificare il suo futuro e quello dei suoi cittadini, tutti, sull’altare

dell’egoismo fine a se stesso di alcune onnivore aree del nostro Paese, proponendoci ossessivamente il mantra della ‘’locomotiva” che, dai risultati consolidati degli ultimi tre lustri, risulta di fatto ferma!

Poiché la pandemia ha messo a dura prova anche le economie più solide del centro e nord Europa, non è immaginabile una ripartenza dell’Europa senza la stabilizzazione economica di tutte le economie europee, di cui quella italiana costituisce un tassello importante.

Non ci potrà essere una ripresa del nostro Paese senza curarsi di rafforzare l’anello debole della nostra economia: il Mezzogiorno e le aree interne d’Italia.

Tale vasta macroarea italiana ed europea, in ritardo di sviluppo e con un gap infrastrutturale che rallenta e rende difficoltosissimo qualsiasi sforzo imprenditoriale, costituisce il punto di partenza imprescindibile per rilanciare l’economia di tutta la nazione.

Uno dei punti cardine della strategia dell’Unione Europea è, oltre alla coesione sociale, anche quella territoriale. Il gap infrastrutturale tra nord e sud costituisce uno dei fattori di penalizzazione del territorio meridionale e dell’economia di tutto il paese. È interesse dell’Italia e dell’Europa tutta, la rimozione di questo stato di cose.

Interventi sulle reti ferroviarie e stradali, nonché investimenti nel settore dell‘Alta Velocità sono inderogabili. Tali interventi devono avere le stesse caratteristiche tecniche e di servizi già realizzati nel resto del Paese, sia per il completamento del corridoio Scandinavo – Mediterraneo, che per quello Baltico – Adriatico con estensione fino alla Puglia. Lo sviluppo delle aree portuali e della logistica del Mezzogiorno, con l’allacciamento dell’intera area meridionale al complessivo sistema portuale e logistico italiano attraverso i due citati corridoi e le relative interconnessioni multimodali, non solo consentirebbero la presenza strategica dell’Europa e dell’Italia nel Mediterraneo (punto nevralgico del trasporto merci mondiale), ma favorirebbero anche la velocizzazione dei trasporti, rispetto alla situazione attuale, con risparmio di tempo ed energie e con un sensibile vantaggio a favore dell’ambiente. Molte delle opere necessarie sono approvate, cantierabili e finanziate, ma non si comprendono le ragioni per le quali continuino a restare ferme. Uno dei punti cardine di una simile strategia d’investimenti, è la realizzazione del collegamento stabile sullo Stretto, senza il quale, gli investimenti fatti e quelli da completare non integrerebbero efficacemente il corridoio Scandinavo-Mediterraneo. L’opportunità di formalizzare l’estensione e il completamento, fino in Puglia, del corridoio Baltico-Adriatico con caratteristiche AV/AC è data dalla possibilità di rivedere la rete Core della TEN-T entro la prossima primavera, come

previsto e consentito dalla stesse istituzioni europee competenti.

Infine, la logistica risulterebbe fortemente rafforzata con lo sviluppo complessivo

della portualità meridionale, integrando quest’ultima con la restante portualità italiana ai fini di una maggiore competitività generale del sistema logistico italiano (per merci e per passeggeri). Ciò sarebbe possibile partendo da Taranto, Gioia Tauro, Augusta, Salerno e gli altri porti meridionali, attraverso processi di digitalizzazione delle attività e dei controlli (sanitari, security e safety) e utilizzando al meglio gli spazi presenti negli ampi retroporti - attraverso la maggiore velocità dei tempi di lavorazione e trasferimento grazie alla piena integrazione alla rete TEN – T nella sua realizzazione integrale.

Il programma della proposta del M24A- ET contiene una completa e dettagliata esposizione degli interventi che contemplano, oltre all’esecuzione prioritaria di tutte le opere previste dal precedente ciclo di programmazione, anche quella delle altre opere indispensabili da finanziare con il Recovery Fund, come, ad esempio nel settore dei Trasporti, i completamenti dei Corridoi Scandinavo-Mediterraneo e Baltico-Adriatico, il collegamento stabile sullo Stretto, il rilancio della rete di trasporto, della portualità e logistica meridionale.

L’italia tutta può ripartire, deve solo avere il coraggio di farlo partendo dal Mezzogiorno,

(come viene affermato da altri Enti/ Istituzioni e Associazioni italiane ed estere).

*Direttivo nazionale M24A-ET

Movimento per l’Equità Territoriale

Michele Dipace

Admin

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