L’EQUITA’ NON HA LATITUDINE: DALL’ABBANDONO DELLE AREE INTERNE ALLA CRISI DELLA MANIFATTURA, LE MARCHE ESEMPIO DELLE CONTRADDIZIONI DEL PAESE. L’AUGURIO DEL CIRCOLO MARCHIGIANO DEL M24A PER UN 2021 DI AZIONE!

L’EQUITA’ NON HA LATITUDINE: DALL’ABBANDONO DELLE AREE INTERNE ALLA CRISI DELLA MANIFATTURA, LE MARCHE ESEMPIO DELLE CONTRADDIZIONI DEL PAESE. L’AUGURIO DEL CIRCOLO MARCHIGIANO DEL M24A PER UN 2021 DI AZIONE!

L’EQUITA’ NON HA LATITUDINE: DALL’ABBANDONO DELLE AREE INTERNE ALLA CRISI DELLA MANIFATTURA, LE MARCHE ESEMPIO DELLE CONTRADDIZIONI DEL PAESE. L’AUGURIO DEL CIRCOLO MARCHIGIANO DEL M24A PER UN 2021 DI AZIONE!

L’EQUITA’ NON HA LATITUDINE: DALL’ABBANDONO DELLE AREE INTERNE ALLA CRISI DELLA MANIFATTURA, LE MARCHE ESEMPIO DELLE CONTRADDIZIONI DEL PAESE. L’AUGURIO DEL CIRCOLO MARCHIGIANO DEL M24A PER UN 2021 DI AZIONE!

di Giancarlo Pugliese*

Nonostante le sue enormi e difficili complessità, l’anno che è appena terminato è stato anche quello che ha visto il Movimento 24 Agosto espandersi a macchia d’olio in tutto il paese a ritmi quasi esponenziali. Una crescita che è andata ben oltre le latitudini della parte meridionale della Penisola. Ne è stata prova anche la nascita del circolo delle Marche, che ha aggregato attorno ai temi centrali del Movimento tanto cittadini marchigiani quanto altri originari di altre regioni. Un fatto importante che parte da un assunto ormai sempre più evidente: le Marche sono ormai la esatta rappresentazione della crisi e dell’ineguaglianza del sistema-Paese. Regione di confine sin dalla sua stessa storica denominazione, questo territorio è stato per decenni una sorta di emblema del “miracolo Italiano”, rappresentando, con la sua fitta rete di piccole imprese di manifattura di pregio, fondate spesso su un mirabile connubio tra tradizione e innovazione, la “frontiera del benessere” in un Paese da sempre a duplice velocità. La crisi di competitività dell’industria manifatturiera italiana ha travolto questa regione che sta vivendo con sempre più drammatica consapevolezza la sua ritrovata marginalità rispetto ad uno Stato che sta invece concentrando le proprie residue energie quasi esclusivamente verso poche aree metropolitane collocate sull’asse tosco-padano. Sono così emerse proprio in questa terra ed in maniera evidente tutte le contraddizioni di cui soffre il Paese, fino al punto di ritrovarvi le stesse condizioni in miniatura del divario italiano: laddove il “Nord” è rappresentato dalla ormai satura fascia costiera, e il “Sud” dalle aree interne. Si continua a puntare tutto sulla prima, nonostante le numerose crepe ormai ampiamente visibili sulla sensatezza di queste scelte, mentre sulle altre la dismissione dei servizi (Sanità in primis), i mancati investimenti in infrastrutture, la ritardata ricostruzione post-terremoto stanno determinando un progressivo abbandono di interi importanti territori. Come se l’Italia rinunciasse ad intere sue aree, pur di primaria e antica rilevanza. Anche questa è iniquità. Anche questo, di fatto, è “Sud”: uno dei tanti che l’Italia ha creato. Affrontare queste contraddizioni è ciò che il Movimento si prefigge, dimostrando che l’Equità non ha latitudine. L’Italia sta abbandonando le sue stesse, storiche spine dorsali: dal lato economico, la rete delle piccole imprese e la tradizione manifatturiera; da quello geografico, il suo Appenino. Una terra da cui, nel buio del Medioevo, rimasero accese luci di resistenza culturale, come quella diffusa da Benedetto da Norcia che con la sua Regola consentì la “riconquista” e la (ri)nascita della civiltà europea. E su cui invece uno Stato miope, con le sue mancanze, i suoi ritardi e la sua indifferenza, sta spegnendo ogni residua energia. Noi, quella luce, vogliamo riaccenderla. La Marche hanno il proprio destino nel nome: la frontiera. Se tutto il Paese riprendesse a marciare, decidendo finalmente di investire proprio nelle aree in cui i ritardi sono maggiori, il “confine” marchigiano non sarebbe più una sempre più precaria e frammentata frontiera tra benessere e “malessere”, ma diverrebbe una “cerniera”, il trait d’union di un sistema fondato su più “locomotive” e orientato su più direzioni di sviluppo, non più e non solo vincolato ad un’unica e sempre più rattrappita trazione padano-centrica.
Il nostro augurio è quello di un 2021 di ulteriore crescita e consolidamento per il M24A, in cui i temi dell’Equità, ad ogni latitudine, acquistino finalmente, grazie all’impegno di tutti, assoluta centralità ed urgenza nel dibattito politico di questo Paese.

*Referente Circolo Marche M24A-ET

Giancarlo Pugliese

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