LETTERA APERTA AI POLITICI E AGLI AMMINISTRATORI DEL SUD ITALIA

LETTERA APERTA AI POLITICI E AGLI AMMINISTRATORI DEL SUD ITALIA

LETTERA APERTA AI POLITICI E AGLI AMMINISTRATORI DEL SUD ITALIA

AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA 

Egr. Onorevole

Egr. Presidente di Regione Ill.mo Sig. Sindaco

Egr. Consigliere

Come certamente saprà, giovedì 28 novembre 2019, il ministro per gli Affari Regionali on. Francesco Boccia ha presentato alla conferenza Stato-Regioni la Legge Quadro 3720 sull’autonomia differenziata e che dall’esito di tale incontro ne sia emerso un gradimento unitario da parte di tutti i Presidenti di Regione.

Sarà di certo a Sua conoscenza che La Legge Quadro è un passaggio preliminare alla successiva sottoscrizione delle Intese con le Regioni e che tale bozza di legge approderà molto presto in Parlamento nella sua stesura finale per l’approvazione definitiva.

Le sarà altresì noto che la Legge Quadro 3720 delinea già chiaramente i principi della futura legge e che questa avrà in ogni caso un impatto economico ed organizzativo importantissimo sui grandi servizi pubblici del paese, sulla vita dei cittadini, ed ancor più grave, se non drammatico, inciderà in modo profondamente difforme tra i cittadini del Centro Nord e quelli del meridione d’Italia.

Per farle intendere il senso di queste conclusioni, mi permetta di riportarLe il commento di, Gianfranco Viesti, docente di economia applicata presso la facoltà di Economia politica dell’Università di Bari,  il quale afferma che “ l’autonomia differenziata porterebbe a conseguenze di vastissima portata e trovo surreale che la circostanza che gli italiani non siano minimamente informati di quello che davvero c’è nel testo di queste intese tra Stato e Regioni.” […] “Un Paese serio ne discute apertamente, e invece quello che si sta facendo è evitare la discussione e cercare di mettere a segno un colpo a vantaggio di pochi”.

Mentre Pino Aprile, Presidente di M24A Equità Territoriale, scrittore e giornalista, rivolge un appello accorato e toccante a tutte le autorità politiche perché vengano stabiliti prima i Lep (i livelli essenziali delle prestazioni) e poi l’autonomia differenziata. Di seguito ne riporto uno stralcio: “Per la sanità, ovvero per la salute dei meridionali, si arriva a spendere circa il 20% in meno di quanto non si spenda per il Nord. Cosa vuol dire? Vuol dire che se in Italia ci sono dieci persone malate e destinate a morire se non vengono curate e di queste dieci, cinque sono al Nord e cinque sono al Sud, quelle del Nord sopravvivono tutte perché vengono curate, delle cinque del Sud, il 20%, ovvero una su cinque viene lasciata morire. Potrebbe essere salvata come la sua connazionale del Nord, ma al Sud ne possono sopravvivere solo quattro, la quinta deve morire. Questa è una strage di stato, questo è omicidio e gli assassini siete voi se fate passare questa roba, se rendete questo certificato per legge e persino peggiore. Ce l’avrete voi sulla coscienza. Fermatevi, se avete un minimo di responsabilità. Non è così che si fa la politica. L’iniquità è un crimine.” 

È tempo di conoscere e di approfondire che il significato di una riforma fortemente voluta dalle regioni più sviluppate del Nord Italia, è null’altro che una secessione dei ricchi dal resto del paese. È tempo di conoscere e di approfondire le conseguenze che tutto ciò produrrà nel tessuto economico e sociale del paese. E dopo averlo compreso sarà impossibile non agire.

Probabilmente non è a Sua conoscenza che il significato di questa riforma sta diventando sempre più chiaro e presente nella coscienza dei cittadini del Sud Italia. Tale coscienza, prima timidamente, si sta ora allargando a macchia d’olio, come un’onda, così come cresce prorompente nel cuore di molte persone un senso di disgusto e di insopprimibile indignazione.

Cosa fare dunque?

Essendo Lei una importante figura politica, chiamata ad amministrare e a governare i territori del Sud Italia, non potrà non sentire la responsabilità come rappresentante, come cittadino e come uomo del Sud di prendere una posizione politica chiara, quanto determinata, rispetto al disposto della Legge Quadro 3720. Se come crediamo Lei troverà iniquo e sperequativo, oltreché dannoso per l’intera nazione, il disegno che tale legge si prefigge di realizzare, allora sentirà in sè il dovere di agire con ogni forma consona al Suo ruolo.

Con questa lettera, desideriamo spronarLa ad agire nel Suo ambito istituzionale, così come all’interno del Suo partito politico, affinché una voce importante di una grande parte della nazione giunga sugli scranni del Parlamento e solleciti quest’ultimo ad un dibattito aperto e democratico su un tema costituzionalmente nevralgico per la vita di tutti.

È tempo di agire, dunque, ma è anche tempo di condividere e di informare tutti sulle azioni e sulle iniziative che verranno intraprese, perché tutto quello che Lei farà o quello che per calcolo e opportunità politica ometterà di fare, non potrà più passare inosservato ai nostri occhi.

Un cittadino meridionale.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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