Lettera di Pino Aprile ai dirigenti scolastici

Lettera di Pino Aprile ai dirigenti scolastici

Lettera di Pino Aprile ai dirigenti scolastici

Alla cortese attenzione del Dirigente Scolastico

Con preghiere di estenderla ai Docenti e ai membri

del Consiglio d'Istituto

Gentilissimi,

c'è una novità: non esiste alcuna verità senza conoscenza.

Nei prossimi giorni, i nostri ragazzi frequenteranno la Scuola Secondaria di Primo e di Secondo grado.

Un gruppo di intellettuali e di docenti, resisi conto delle storture e delle diverse omissioni nel racconto della storia unitaria, ha cominciato a collaborare con la comunità scolastica e con le case editrici per una migliore comprensione della storia della nostra Italia.

Gli storici, raccogliendo le indicazioni di tanti studiosi, hanno corretto alcuni dei loro testi.

In occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico, si vuole allargare questa bella esperienza, invitando i docenti a verificare l'attendibilità storica dei libri di testo scelti.

Rianalizzare il "senso del passato" e i mutamenti della società sono due buoni principi formativi.

In questo interessante cammino, il Movimento 24 agosto Equità Territoriale vuole esserci per offrire la sua conoscenza storica ai docenti e agli studenti, ma anche per segnalare alcuni testi meno aderenti al vero storico.

Allargare la comunità educante a tutte le risorse plurali del territorio può essere un modo per costruire “la scuola equa”, aperta a esplorare il passato e, in particolare, il significato dato dalla storiografia risorgimentale, alla storia della gente del regno delle Due Sicilie, troppo a lungo falsificato dai testi scolastici.

È vero, i saperi scolastici dei ragazzi, se distorti dai libri “ideologici” romanzati, determinano, non solo cattive interpretazioni dei fatti storici e letterari, ma, anche, iniquità territoriale tra i Sud e i Nord del Mondo.

Questa ragione può essere una motivazione del cattivo uso della storia e una cattiva interpretazione della storia non è offensiva, bensì pericolosa.

Anche per questo motivo, si vuole fare del Movimento 24 agosto Equità Territoriale, un movimento politico transnazionale, non violento, parte del sogno di Mahatma Gandhi e di Nelson Mandela.

È vero, la storia identitaria non basta, soprattutto in un tempo epocale di profondo mutamento esistenziale.

In questo tempo storico, c'è la necessità di una distinzione fra ciò che è vero e ciò che si crede che sia vero.

La Scuola, la Famiglia e la Comunità scolastica non possono far fronte alle sfide sociali, economiche, culturali e religiose trascurando i fatti storici, che hanno portato alla formazione della nazione Italia.

Gli studi storici, ormai, hanno evidenziato diverse omissioni nei testi scolastici e molte falsità storiche.

Da 160 anni, tale narrazione storica condiziona la vita dei popoli del Mezzogiorno.

Rivisitare i contenuti dei libri scolastici è, ormai, una necessità, altrimenti quali cittadini si andranno a formare?

Parafrasando lo storico Rosario Romano, si può dire che “un paese idealmente separato dal proprio passato è un paese in crisi d'identità”.

Una crisi d'identità che è diventata economica e culturale. Una crisi politica pianificata, scritta, raccontata e ripetuta da una storia di parte a danno della gente del Meridione, narrata da uno Stato che fatica a essere unitario.

Questa ragione storica insegna che investire in educazione pura, senza vizi ideologici e falsità storiche, in un mondo globalizzato, è una priorità.

La Scuola, pertanto, non è più chiamata a offrire ai ragazzi le conoscenze di una “storia bugiarda” di un sud Italia diverso da quello che era.

La nuova Scuola dell'era digitale può e deve liberarsi dai testi anacronistici e colmi di inesattezze storiche e letterarie, documentate da storici accreditati.

Da questi testi scolastici, intere generazioni di studenti hanno acquisito false conoscenze storiche e letterarie.

La Scuola del futuro potrebbe, invece, essere libera dai condizionamenti delle relative classi dirigenti e offrire ai ragazzi, anche da adulti, "la verità storica e letteraria", oltre alle giuste competenze spendibili nella società globalizzata.

Sono queste esigenze di vita che impongono l'urgenza di invitare la comunità scolastica a rivalutare i testi adottati e i loro contenuti, consapevole che quei “racconti” incideranno nella formazione delle generazioni prossime.

C'è, quindi, il bisogno di riscrivere la vera storia del sud Italia e dei mali sociali, economici e culturali che, ancora oggi, determinano la subordinazione politica e economica del Sud al Nord.

Una storia che resta ancora contaminata da tante falsità ideologiche risorgimentali e postrisorgimentali.

A tal proposito, eloquenti sono le ricerche storiche, scritte e pubblicate da tanti storici revisionisti.

La formazione dei nostri ragazzi, quindi, è la principale condizione per comprendere i nuovi scenari geopolitici, caratterizzati da “nuove” ondate migratorie, che segnano la vita dei nostri giorni, causa di prossime trasformazioni socio-culturali ed economiche.

Questa esigenza di vita e di conoscenza, il Movimento 24 agosto Equità Territoriale la vuole condividere con tutta la Comunità educante, per affrontare insieme le nuove sfide storiche in atto.

Tutto ciò, è una buona ragione per rendere il singolo cittadino partecipe della formazione, in tutti i Comuni d'Italia, di Gruppi di Analsi dei Testi Adottati dagli istituti scolastici italiani.

Per queste riflessioni, la formazione culturale dei ragazzi non può prescindere dal processo di comprensione del passato, che continua a invadere il corso della vita.

Con riguardo.

 

 

Michele Dipace

Michele Di Pace

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