L'ITALIA E IL MONDO NELLA MORSA TRA PANDEMIA MORTALE E DISPERAZIONE ECONOMICA

L'ITALIA E IL MONDO NELLA MORSA TRA PANDEMIA MORTALE E DISPERAZIONE ECONOMICA

L’ITALIA E IL MONDO NELLA MORSA TRA PANDEMIA MORTALE E DISPERAZIONE ECONOMICA

di Raffaele Vescera*
A chi sottovaluta il pericolo pandemia, raccontiamo una storiella. Nel 600 d.c., l’inventore degli scacchi, un contadino, si presentò a corte per mostrare all’imperatore dell’India il nuovo gioco. L’imperatore, affascinato, gli chiese quanto volesse di premio per l’invenzione. Il contadino rispose umilmente, “Vorrei ricevere un chicco di riso per il primo quadrato della scacchiera, due per il secondo, quattro per il terzo, otto per il quarto e così via”. L’imperatore, meravigliato dalla irrisoria richiesta, accettò immediatamente, dando mandato al tesoriere di conteggiare il dovuto, ignorando che un chicco di riso che raddoppia per 64 volte, dà come risultato 18.446.744.073.709.551.615 chicchi. Appreso che non sarebbe bastato tutto il riso dell'impero per soddisfare la pretesa, condannò a morte l’inventore per attentato alla sopravvivenza del popolo.
La metafora ci è utile per capire che, senza misure di sicurezza, gli attuali numeri dei nuovi contagi, in Italia oggi ben 25.000, potrebbero raddoppiare ogni settimana, come avviene dagli inizi della seconda ondata. A Natale, ci troveremmo con mezzo milione di nuovi contagiati al giorno in Italia e con decine di milioni in tutto il mondo. L’intero genere umano verrebbe colpito dal virus. Bene, dice qualcuno, avremmo raggiunto l’immunità di gregge e addio covid. Dimenticando che se anche solo l’1% dei contagiati dovesse morire, avremmo in Italia 600.000 morti e nel mondo 70 milioni di decessi, ben oltre i 50 milioni di morti provocati dalla Spagnola un secolo fa. Al momento i morti nel mondo sono più di un milione, il 2% dei circa 50 milioni di contagiati. Come se non bastasse, se solo il 5% dei contagiati in Italia dovesse necessitare di ricovero ospedaliero, occorrerebbero ben tre milioni di posti letto e chissà quante terapie intensive. Più di tutto mancano i medici. Quelli in servizio dovrebbero scegliere tra chi salvare e chi far morire.
Fare terrorismo è scorretto, ma occorre rendersi conto dei rischi possibili. Se anche si verificasse solo la decima parte della catastrofica previsione, sarebbe un’immane tragedia per l’umanità, che aggraverebbe ancor di più la già pesante crisi economica che colpisce il mondo. Crisi che si ripercuote più che altro sui lavoratori autonomi, commercianti e propri dipendenti, più di tutto al Sud. Lavoratori ridotti in mutande dalla serrata di primavera, ora alla disperazione, per il fallimento delle loro attività, che scendono in piazza per chiedere aiuti al governo.
Il governo avrebbe dovuto prevedere per tempo questo andamento, prolungando il lockdown, dicono. Sarà pur vero, ma come dimenticare gli assalti dei negazionisti e le pressanti richieste degli imprenditori di riaprire tutto? Sarebbe stato meglio stringere ancora la cinghia per qualche mese, piuttosto che permettersi una vacanziera estate di fuoco, seguita da elezioni e riapertura delle scuole? Il che fare in queste tragiche situazioni non è facile da stabilire, tanto meno inseguendo gli slogan demagogici dell’opposizione leghista, che un giorno dice di chiudere tutto e quello dopo di aprire tutto. Fare sciacallaggio su quanto sta avvenendo è da irresponsabili. Il ceto dirigente, politico ed economico, dovrebbe convergere su una comune via di salvezza, come si fa quando la nave affonda, piuttosto che mettersi a litigare per ambizioni di potere. Dopotutto, in questo momento, affidare il Paese agli irresponsabili, a un demagogo come Salvini e al suo partito zeppo di ladroni, contiguo ai violenti di Forza nuova che, per cacciare l’attuale governo, fanno degenerare in guerriglia le manifestazioni popolari, non sarebbe forse la rovina totale?
Fatto sta che il governo deve ascoltare le richieste disperate di chi sta perdendo tutto, risparmiando dove è giusto farlo per recuperare fondi. Per esempio ritrattando la promessa della ministra De Micheli di versare 332 milioni di Euro di risarcimento alla famiglia Benetton per le perdite causate dal covid alla società autostrade (incredibile ma vero). Ci sono i primi 5 miliardi di Euro stanziati con il nuovo decreto che promette un ristoro fino a 25.000 euro per le aziende in crisi, si provveda a distribuirli al più presto, partendo dai più danneggiati, ridotti alla fame da questa maledetta pandemia, resistendo fino alla primavera quando, tra promessa di vaccini e arrivo dei 209 miliardi del Recovery fund, si possa generare la ripresa, ripartendo da Sud, dove è più necessario e utile per tutti.
*direttivo nazionale M24A-ET

Michele Dipace

Michele Di Pace

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