Marche, attesa infinita per i tamponi e numero di test inferiori alle altre regioni: danni enormi. Si intervenga subito!

Marche, attesa infinita per i tamponi e numero di test inferiori alle altre regioni: danni enormi. Si intervenga subito!

Marche, attesa infinita per i tamponi e numero di test inferiori alle altre regioni: danni enormi. Si intervenga subito!

La situazione dei test Covid nelle Marche ha ormai assunto contorni kafkiani. I tempi di attesa per effettuare il tampone attraverso le procedure vigenti (richiesta del medico curante al Dipartimento di Prevenzione, che ricontatta il paziente per indicare data e modalità di somministrazione del tampone) sono incredibilmente lunghi. Insostenibili per chi non possa permettersi lunghe assenze dal lavoro.

Raccontiamo casi che rendono l’idea: famiglie con bambini di scuola elementare in provincia di Macerata sono arrivati ad attendere 10 giorni (a partire dalla richiesta della pediatra) prima di essere contattate per l’appuntamento presso la postazione “drive-in”. L’esito dei test arriva dopo ulteriori 3 giorni: il risultato è (considerando i giorni coi sintomi) due settimane di scuola perse, magari all’inizio della propria esperienza scolastica. Con l’incubo che la spirale viziosa possa ricominciare, man mano che i sintomi delle varie influenze stagionali possano far capolino. C’è di peggio: per i lavoratori ci sono tempi di attesa di anche 20 giorni, che significano “isolamento fiduciario domicilare”. Inaccettabile.

E non c’è modo di avere notizie o ricevere informazioni dirette sullo stato della richiesta del tampone: i numeri dell’Ufficio di Igiene sono perennemente occupati, di fatto irraggiungibili. E la Regione Marche è una delle poche ad aver sospeso il proprio numero verde per l’emergenza in quanto (si apprende dalla voce registrata) dal 15 Giugno il servizio è interrotto per la progressiva diminuizione del numero di telefonate ricevute”...

Le lungaggini fuori da ogni comprensione della procedura, in particolare in provincia di Macerata, sono insostenibili: di fatto non consentono di convivere con l’emergenza in condizioni di, sia pur limitata, “normalità” nell’accesso ai servizi primari come l’istruzione. Se poi si abita nelle disastrate “aree interne” di questa regione, tutto si complica: a cominciare dalla distanza da dover percorrere, anche per i bambini, per poter accedere al più vicino punto pubblico di somministrazione dei tamponi: anche 50 km.

La morale della favola è che le famiglie finiscono con l’essere costrette a ricorrere ai privati per sostenere i test (peraltro con tempi di attesa neppure lì brevissimi, proprio per l’affollarsi delle richieste dei cittadini...), con costi che partono da 60 euro: nel caso di doverne fare più d’uno, la spesa diventa decisamente più che notevole per una famiglia.
A questo punto occorre trarne un bilancio e parlare chiaro: la Regione Marche non ha saputo prepararsi adeguatamente ai rischi di “seconda ondata” autunnale che purtroppo si sono puntualmente confermati. E’ evidente che il sistema sta dimostrando falle enormi: ci chiediamo se la dotazione di tamponi sia sufficiente rispetto alla domanda che avrebbe potuto esserci, secondo le previsioni abbondantemente discusse negli scorsi mesi. La risposta è evidentemente negativa: la Regione ha acquistato pochi test? L’organizzazione in generale è inadeguata? I dati pubblicati su alcuni giornali, tra cui “il Fatto quotidiano”, sembrano dimostrarlo: le Marche sono fra le regioni italiane (e probabilmente la prima in assoluto in questa classifica al contrario) con meno test svolti quotidianamente in rapporto alla popolazione: per fare qualche esempio, la metà rispetto a quelli fatti in Abruzzo (200.000 abitanti in meno rispetto alle Marche) e in Umbria (metà dei residenti nelle Marche) e di poco superiori rispetto alla Basilicata (un terzo della popolazione marchigiana!).
Dati che parlano chiaro.

Il nostro Movimento si batte per l’equità nell’impiego delle risorse, dalle infrastrutture agli investimenti, passando per i servizi, a cominciare da quelli essenziali, per tutti i territori che compongono il nostro Paese. Anche l’accesso ai tamponi e la possibilità di svolgerli e ottenerne il riscontro in tempi ragionevoli rappresenta un aspetto sensibile nella battaglia per l’equità perché hanno implicazioni gravi sull’accesso ai servizi e sul lavoro: un’attesa troppo lunga, infatti, significa precludere a bambini e ragazzi, per un tempo esagerato, la fruizione di un diritto fondamentale come quello dell’istruzione; stesso dicasi per il lavoro: pensiamo a chi svolge un’attività professionale o commerciale, pensiamo alle partite IVA. Tempi così lunghi per la sola attesa di un tampone precludono pesantemente la possibilità di svolgere le proprie attività. A meno di dover ricorrere ai privati, a costi che per le famiglie sono rilevanti ma che, in tali condizioni e con un tale divario di tempistica rispetto al pubblico, si finisce con l’essere costretti ad affontare obtorto collo. Questa non è equità. Questo non è garantire al cittadino i servizi essenziali. Questa Regione deve porre immediatamente rimedio agli errori evidentemente connessi in sede di programmazione sanitaria legata all’emergenza, dando debito conto delle motivazioni che li hanno determinati: tali errori stanno danneggiando seriamente i cittadini, la fruizione dei servizi essenziali, il lavoro, l’economia di questi territori, ed in special modo delle aree interne, più isolate e distanti dai centri pubblici di somministrazione dei test. Non solo: rischiano anche di avere pesanti ripercussioni sulla salute pubblica. Con tempi così lunghi e costi così alti per ricorrere privatamente ai test, quanti cittadini, quante famiglie rinunceranno a segnalare sintomi, per non incorrere in prolungati isolamenti? Quante conseguenze, facilmente immaginabili, tutto questo meccanismo sballato e inadeguato produrrà sull’andamento dei contagi?

Chiediamo risposte, chiediamo misure urgenti per riparare questi errori, e le chiediamo subito: ogni giorno che passa può creare danni inestimabili.


Giancarlo Pugliese
Circolo Marche - Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale

 

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