MERIDIONALI DISCRIMINATI NELLA BUONA SORTE, UGUALI NELLA CATTIVA. TUTTO MERITO DEL COVID

MERIDIONALI DISCRIMINATI NELLA BUONA SORTE, UGUALI NELLA CATTIVA. TUTTO MERITO DEL COVID

MERIDIONALI DISCRIMINATI NELLA BUONA SORTE, UGUALI NELLA CATTIVA. TUTTO MERITO DEL COVID

di Raffaele Vescera

Lo Stato italiano per un cittadino del Sud spende in sanità una cinquantina di euro l’anno in meno che per uno del Nord. Ciò nonostante il reddito di un meridionale sia la metà di quello di un settentrionale. Meno cure pubbliche e meno cure private per un indigente che, vivendo al di qua di Roma, oltre che a un’assistenza pubblica ridotta, deve rinunciare a curarsi in proprio per mancanza di soldi. Il tutto si traduce in una speranza di vita al Sud di tre anni inferiore a quella del Nord, nonostante al di là del Po si respiri l’aria più pestifera d’Europa.  Ma tant’è, potenza del dio denaro e dell’umana disuguaglianza, affermata più che mai dall’ideologia classista della cosiddetta  terza Repubblica, fondata sulla disparità  territoriale, certificata da Eurispes e Svimez e persino dalla Commissione Europea che denunciano un furto al Sud di 61 miliardi di Euro l’anno dirottati al Nord.

E’ la logica  del liberismo selvaggio, in Italia rafforzato dal colonialismo interno nei confronti del Sud, utile a fornire al Nord braccia, cervelli e risorse naturali a basso prezzo. Il profitto a qualunque costo, e chi se ne frega della devastazione  economica e sociale di venti milioni di meridionali. Disparità territoriale che il partito del Nord vuole condurre ai massimi termini, mediante il “regionalismo differenziato”, ovvero l’istituzione per legge del principio che un italiano del Sud vale meno di uno del Nord. Il ricco se ne fotte della fame del povero, più di tutto quando è egli stesso causa di tale povertà.

Ma ecco che arriva il Covid a rovesciare la sorte del Nord che, primo per ricchezza in Italia, ma pure per razzismo di stampo leghista, conquista anche l’indesiderabile primato della Lombardia, regione con il maggior numero di contagi e morti al mondo rispetto alla popolazione.  Ciò grazie a cause oggettive, come l’intensità dei rapporti con la Cina, conseguente alla forte delocalizzazione della produzione industriale, e per demeriti della pessima amministrazione, incapace e sprecona, che ha favorito oltremodo i gruppi finanziari privati, non solo nella svendita delle strutture sanitaria e nella incredibile realizzazione dell’ospedale in fiera, costato 25 milioni di euro per 25 posti letto, un milione a letto d’oro.

Prendiamo la Lombardia che scarica sulle case di riposo per anziani i malati di covid con costi tripli anche in termini di vite umane, determinando una strage di anziani e facendo lavorare i dipendenti senza misure di sicurezza, con minaccia di licenziamento ove avessero denunciato. Lombardia che, pur avendo la maggiore capacità di spesa, fa pagare i test e i tamponi di tasca propria ai cittadini lombardi presso le strutture private, al costo di cento euro ciascuno, nella logica di scaricare costi e mortalità sui più deboli per età e  indigenza. Quella  Lombardia che, in nome del danè, ha ritardato il più possibile l’introduzione delle misure di sicurezza e che oggi si ritrova con la mortalità più alta al mondo, 88.519  contagi con una letalità del 18,28%  e 15.543 morti da piangere.  Ovvero un contagiato ogni 112 abitanti, e un morto ogni 643 cittadini.

Il confronto con una regione del Sud è impietoso, prendiamo la Campania con 5,8 milioni di abitanti, 4.695 contagi e 399 deceduti, una letalità del 8,50%, ovvero un contagiato ogni 1.235 abitanti, 10 volte in meno che in Lombardia, e un morto ogni 14.536 cittadini, venti volte in meno che in Lombardia.  Ciò per cause oggettive, quali i minori rapporti tra Campania e Cina, ma anche per meriti amministrativi, dal governatore “sceriffo” De Luca al dr. Ascierto che ha portato l’ospedale Cotugno alla palma d’oro di migliore ospedale al mondo nella cura covid. Stessa cosa per tutte le altre regioni meridionali, alcune delle quali, come Calabria, Sicilia e Basilicata, hanno numeri migliori della Campania.

Eppure, ciò nonostante, il governatore lombardo Fontana, forte della Confindustria, ha preteso e imposto al governo, come sempre a lorsignori sottomesso, le stesse misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale, facendo in modo di evacuare dalla Lombardia decine di migliaia di meridionali, studenti e lavoratori fuori sede, liberandosi di loro per scaricare il contagio verso Sud, e determinando un blocco non propriamente necessario delle attività produttive del Mezzogiorno, mentre l’industria settentrionale continuava a lavorare a mezzo regime. Così improvvisamente gli italiani sono diventati tutti uguali nella cattiva sorte. Il pretesto del Nord? Quello solito, che esso sarebbe la “locomotiva” dell’economia italiana che traina un treno composto di vagoni che sarebbero le regioni del Sud. La cosiddetta locomotiva, per quanto forte ed efficiente, non può correre più di tanto pena il deragliamento dei vagoni cui la locomotiva ha sottratto di tutto, lasciandoli in condizioni disastrose. Impedire al Sud di crescere per usarlo quale colonia interna, ecco perché l’Italia è il Paese europeo ultimo per crescita economica.

Stessa logica di scaricare sui deboli le conseguenze del contagio è stata applicata dall’incredibile Trump, che ha volutamente ritardato l’introduzione delle misure restrittive, con la conseguenza che gli Stati Uniti hanno  un milione e mezzo di contagiati e quasi centomila morti, in maggioranza neri che, in quanto poveri, non hanno diritto all’assistenza sanitaria. Stessa cosa ha fatto il biondone inglese Johnson che cianciava di “immunità di gregge”, e ora l’Inghilterra è il paese più colpito d’Europa per  numero di morti. E stesso misfatto ha compiuto Bolsonaro, opponendosi all’introduzione del lockdown in Brasile, dove il contagio è esteso paurosamente, pagato anche lì dai più poveri, gli indios d’Amazzonia ai quali è negata qualsivoglia assistenza, né medici, né medicine, né dispositivi di protezione, e neanche acqua per lavarsi le mani, morti in tanti  e seppelliti in fosse comuni.

La logica di far pagare l’epidemia ai più deboli è simile a quella della “selezione della razza” di hitleriana memoria. Tant’è che in Germania i movimenti neonazisti manifestano per la “libertà di contagio”. In questo seguiti dai creduloni no-vax. Ma questa è un’altra storia.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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