NAPOLI, IL RISCATTO NEL PALLONE CON MARADONA, IL VERO “EROE DEI DUE MONDI”

NAPOLI, IL RISCATTO NEL PALLONE CON MARADONA, IL VERO “EROE DEI DUE MONDI”

NAPOLI, IL RISCATTO NEL PALLONE CON MARADONA, IL VERO “EROE DEI DUE MONDI”

di Raffaele Vescera*

Quanta meraviglia da parte dei media per il clamore suscitato dalla scomparsa del grande Diego Armando Maradona, argentino napoletanizzato.
Primi ministri, presidenti di Stati importanti, come il francese Macron, e persino il Papa, hanno dedicato commoventi necrologi al grande calciatore, insieme a una folla immensa unita nel pianto da Napoli a Buenos Aires, un milione di persone gli ha reso omaggio in Argentina, dove il feretro di Diego è stato ospitato nella “Casa rosada”, massima istituzione dello Stato.A parte i soliti razzisti italiani, giornalisti e non, d’improvviso moralisti per la vita privata di Maradona, il cordoglio è stato universale, dall’America all’Europa.
Un mondo dove l’immagine di Napoli non è così “sporca” come in Italia, dove la denigrazione della bella Partenope è il vero sport nazionale.Perché mai Maradona è stato “divinizzato” al pari di un atleta vincitore delle olimpiadi greche?
Perché tutto ciò non è accaduto per altri grandi calciatori e atleti contemporanei? Perché Maradona non è stato solo un grande capitano della squadra di calcio, è stato il capitano dei due mondi che ha guidato il riscatto di Napoli, laddove l’altro presunto “eroe dei due mondi”, strumento del colonialismo sabaudo, 160 anni fa ha affossato una delle città più ricche, colte e importanti d’Europa, universalmente riconosciuta come la più bella del mondo.
Ed è stato il popolo napoletano, depredato e diffamato da quest’Italia iniqua, che ha dato forza al pur fragile ragazzo argentino, eroe del sud del mondo schierato dalla parte degli oppressi, spingendolo a rilanciare l’orgoglio di una città e di un popolo, quello meridionale, “perdente” a prescindere, non solo nel calcio dei ricchi, dove il Nord grazie ai suoi soldi la fa da padrone, non tanto sui campi di calcio quanto nelle segrete stanze arbitrali. Un orgoglio rilanciato con forza dalla sua famosa affermazione “Napoli non è sporca, è l’Italia che la sporca”, insieme a tante altre sue denunce contro il razzismo mediatico antinapoletano.
L’orgoglio di un Sud abitato da popolo pur ricco di risorse naturali e umane, di grande civiltà da tremila anni in qua, ora impoverito e definito volta per volta inferiore, terrone, cialtrone, parassitario, ladro, indolente, con un linguaggio tipicamente razzista, adottato da un sistema nazionale che ha fatto del Sud la sua colonia interna.
È al nostro indimenticabile campione, scomparso nello stesso giorno della morte del campione inglese George Best e del suo amico presidente cubano Fidel Castro, altro eroe del Sud del mondo, che ci inchiniamo con rispetto, ricordando il Che Guevara dal Pibe de oro tatuato sul braccio “Hasta siempre comandante.”

*direttivo nazionale M24A-ET

Michele Dipace

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