NULLA PUÒ ESSERE PIÙ COME PRIMA, QUEST’ITALIA SE NON CAMBIA MUORE

NULLA PUÒ ESSERE PIÙ COME PRIMA, QUEST’ITALIA SE NON CAMBIA MUORE

NULLA PUÒ ESSERE PIÙ COME PRIMA, QUEST’ITALIA SE NON CAMBIA MUORE

di Raffaele Vescera

Eccoci al dunque, la crescita dei nuovi contagiati rallenta da tre giorni, scendendo al 7%, era oltre il 20% non molti giorni fa. Ciò lascia sperare che possa arrivare a zero, lasciando però una scia interminabile di morti, 700 e più al giorno, come nella novecentesca Peste algerina romanzata da Camus, e una montagna di positivi al virus, oltre 60.000 di quelli noti in Italia, nazione che è salita sul triste podio del contagio mondiale. Molti nostri cari non ci saranno più, anziani spesso lasciati morire soli in casa, in questa disgregata società contemporanea, ma anche giovani, vieppiù meridionali emigrati al Nord per lavoro e per studio, in solitudine nel deserto metropolitano.

Molti di loro, troppi, sono “scesi” al Sud (che orribile verbo, al Sud si viene non si scende, a meno che non si viva sulle Alpi), diffondendo il contagio anche nei loro paesi di origine, in virtù di una “disattenzione” scellerata dei decreti governativi che hanno lasciato libertà di rientro ai luoghi di origine, invece di cinturare la Lombardia, regione madre del virus. Risultato 100.000 e forse più in fuga dal Nord. Un Nord che si libera dei cittadini del Sud quando non gli fanno più comodo.

E' questa la terribile dimensione “duale” di quest’Italia, dove a milioni i Meridionali, lasciati dallo Stato in condizione di funzionale povertà, utile forza lavoro a basso prezzo, sono costretti ad emigrare nel Nord industriale, così voluto dal potere dominante che, adottando il principio dell’iniquità territoriale, ha arricchito le regioni settentrionali a scapito di quelle meridionali, depredandole di beni umani e naturali.

E’ la logica eterna delle colonie, l’Italia ne possiede una “interna” da 160 anni. Una logica spietata, dannosa  per i territori da sfruttare e autolesionista per chi l’adotta. Pensate a quanta gente immunodepressa vive ammassata nella brumosa e umida pianura padana, inquinatissima per produzione industriale e allevamenti animali, dove l’aria è sempre più irrespirabile e la diffusione del virus è più letale per via dell’apparato respiratorio compromesso dall'ambiente malsano. E’ la conseguenza nefasta del concentrare le attività in un solo territorio, per tutto arraffare, consumando suolo e devastando l’ambiente per qualche Euro in più.

Una logica distruttiva anche per il Sud, privato di ogni servizio essenziale. Un Sud dove le strutture sanitarie sono al 50% di quantità ed efficienza di quelle del Nord, a causa dello perverso regionalismo sanitario, per cui le regioni del Nord arricchite possono spendere il doppio di quelle del Sud impoverite, creando un paese e due misure, non solo in campo sanitario. Proviamo a immaginare se il contagio fosse partito dal Sud, a parte gli immancabili insulti razzisti dei paraleghisti fratelli del Nord, in quale situazione si sarebbero trovate le regioni meridionali dotate di scarsissime strutture sanitarie. Pretendere l’abolizione del regionalismo sanitario, gestito da politici spesso corrotti e clientelari, al Nord come al Sud, sarà la madre di tutte le battaglie. Si faccia una sola sanità nazionale, uguale per tutti. Insieme, si lasci cadere l’assurda  pretesa delle regioni del Nord dell’autonomia regionale differenziata, madre di altre rovinose iniquità territoriali.

Insieme alla tragedia per i tanti morti, l’emergenza ha restituito al Nord aria meno inquinata in pianura e acque tornate limpide nella laguna veneta, di nuovo visitata dai delfini. E’ forse la natura che mediante un microscopico essere vivente qual è il virus si vendica del potente genere umano, autore di un liberismo selvaggio che mette gli sghei al primo posto? Comunque la vediate, è il fallimento del modello di sviluppo fondato sulla rapina del territorio e dei popoli, un modello di sviluppo non più proponibile. E’ necessario rovesciare la logica del profitto cinico e indiscriminato. Lottiamo per un mondo equo, solidaristico e rispettoso della natura, migliore di questo. Se l’uomo finora è stato lupo degli uomini, si cambi registro. L’equità prevalga sull’ingiustizia, la solidarietà sulla legge del più forte, il rispetto sulla prepotenza, la ragione sugli istinti primitivi. Se così non sarà, il genere umano è destinato all’autodistruzione.

 

 

 

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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1 Comments

  1. Ottavio Ruggiero
    Marzo 25, 2020 at 17:39
    Reply

    Questa maledetta situazione sta mettendo a dura prova la popolazione di tutto il mondo, almeno stanno venendo al pettine nodi rivelatori che ci mostrano il volto vero della cruda realtà: avidità, sete di potere, arroganza, superbia e stupidità di amministratori pubblici e privati.

    Non possiamo più rimandare, questo è il momento di AGIRE!
    Come?

    Prendo spunto da un vecchio articolo del 2012 del “QdS” sempre verde.

    Per AGIRE, occorre prima “DECIDERE”.
    Per poter decidere, prima devi “VALUTARE”.
    Per poter valutare, prima devi “PENSARE”.
    Per sapere a cosa pensare, prima devi “LEGGERE E ASCOLTARE”
    Alla fine, con cognizione di causa puoi “AGIRE”

    Questa è la filiera: leggere, ascoltare, pensare, valutare, decidere e agire.

    Amici, chi non è impegnato in prima linea, ha un compito importante da svolgere: leggere, ascoltare, pensare, valutare, decidere e agire.

    Spero vivamente che la situazione in cui siamo sprofondati da un giorno all’altro, la morte di migliaia di persone, passate a miglior vita nel silenzio assoluto, senza il minimo conforto di un familiare. porti consapevolezza nelle “zucche” dure e distratte di tutti gli uomini, specie quelli del Sud come me.

    LEGGENDO, si assumono informazioni, senza le quali la nostra mente e cieca. Non leggere per leggere, ma LEGGERE in modo selettivo, cercando le notizie, per imparare..

    ASCOLTANDO, altro modo per assumere informazioni. Sappiamo tutti che buona parte di quello che entra nelle nostre orecchie è spazzatura, solo un piccola parte è utile. Allenatevi a captare quelle veramente utili da ASCOLTARE.

    PENSANDO, non supponendo. Questo è un errore molto comune, in troppi usano il verbo pensare al posto del verbo supporre. Questo cosa genera confusione mentale, altro ostacolo che impedisce di individuare ciò che è utile. PENSARE è un’altra cosa. E’ un’attività bellissima, ci permette di viaggiare, fantasticare, progettare e vedere il futuro. Il pensiero ci da coscienza di sè.
    Chi pensa è all’opposto di chi pensa con testa degli altri, di chi si plagiare al pari di una marionetta.

    VALUTANDO, tutto ciò che si è appreso. Dovete esercitarvi a scartare tutto quello che non è stato possibile VALUTARE Non intasate la testa di informazioni sbagliate o false. Valutare continuamente senza sosta utilizzando il buon senso.

    DECIDENDO, sulla base delle informazioni assunte che hanno superato la valutazione. Metti in fila ordinatamente, tutti gli elementi raccolti, valuta vantaggi e svantaggi, questo è il tempo che ti serve per DECIDERE.

    AGENDO, in modo rapido. Inutile trastullarsi e restare indecisi come Re Tentenna (Carlo Alberto di Savoia, un Re inutile). Si dice che chi non fa non sbaglia, Questa filosofia appartiene a chi non ha il coraggio delle proprie azioni, è non ha carattere.

    Amici, AGIRE è la nostra arma più potente. per poterlo fare con cognizione dobbiamo però rispettare la filiera: leggere, ascoltare, pensare, valutare, decidere e agire.

    Stare a guardare, vivere di luce riflessa, girarsi dall’altra parte e lasciare che se occupino gli altri, è immorale e non è senza conseguenze. Il prezzo da pagare è altissimo e lo stiamo pagando ogni giorno.

    Una scelta l’abbiamo.
    In questo momento, abbiamo molto tempo a disposizione, per approfondire ogni tematica.
    Lo dobbiamo fare per noi, per il futuro delle nostre famiglie, per le persone che non possono perchè impegnate in prima linea in questa assurda battaglia con l’invisibile.
    Lo dobbiamo fare, per restituire una volta per tutte EQUITÀ’ tra tutti territori, affinché “NULLA POSSA ESSERE PIU’ COME PRIMA”.

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