OGNI VENT’ANNI DAL 1861 AD OGGI IL NORD ARRIVA E PRESENTA IL CONTO AL SUD

OGNI VENT’ANNI DAL 1861 AD OGGI IL NORD ARRIVA E PRESENTA IL CONTO AL SUD

OGNI VENT’ANNI DAL 1861 AD OGGI IL NORD ARRIVA E PRESENTA IL CONTO AL SUD

di Giacomo De Felice

Quante volte ancora il sud dovrà subire l’invasione del nord? Non è bastata la prima grande invasione savoiarda, dove il sud, ha dovuto subire uccisioni e decimazioni, rapine, violenze, stupri di donne e saccheggi di industrie e banche come quelle del banco di Napoli e del banco di Sicilia con le riserve più grandi del mondo di allora e finite nella piccola repubblica di San Marino, per far perdere le tracce.

Non sono bastati trent’anni di governi liberali post unitari  che hanno continuato con quanto iniziato nel 1860-61, razziando tutto quello che c'era ancora da razziare e drenando risorse attraverso il fisco ad una popolazione già impoverita e ridotta all’osso.

Non è bastata nemmeno la carne e il sangue di tanti giovani meridionali chiamati alle armi durante la prima grande guerra per difendere i confini nordici dall’invasore teutonico. E non sono bastati 20 anni di regime fascista che relegò il sud ad essere una semplice dependance rurale del nord, per l’approvvigionamento delle derrate agricole, mentre al nord si continuava a finanziare fabbriche e stabilimenti di qualunque natura, compresa quella bellica, FIAT, insegna.

Non è bastato nemmeno altra carne e sangue meridionale con la seconda grande guerra, avallata e meno male dall’ultimo guerrafondaio dei Savoia. Non sono bastate nemmeno tutte le riserve economiche, fatte arrivare in Italia dai nostri migranti meridionali all’estero che grazie a loro fu inventata la CECA, e permisero di far ripartire il paese subito dopo i disastri della grande guerra.

Non è bastato l’introduzione del titolo V, grazie al governo del baffino d’oro D’Alema, per rincorrere le intemperanze assurde leghiste e che dall’anno del suo varo il 2000 dando più autonomia alle regioni, anche in materia fiscale, ha fatto perdere al sud, in venti anni, tra redistribuzione e perequazione oltre 1000 miliardi.

Non bastando tutto questo, adesso il nord, pretende l’autonomia differenziata e continuare a fare cassa sulle spalle dei meridionali quando gli succedono i disastri come le alluvioni o i corona virus. Insomma in sintesi come si evince dalla cadenza e dalla tempistica, ogni vent’anni dal 1861 ad oggi il nord arriva e presenta il conto al sud.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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