PAOLA DE MICHELI E LA TRAPPOLA DEL 40% AL SUD, AL QUALE PERO' SPETTA BEN IL 70% DEI SOLDI DEL RECOVERY FUND

PAOLA DE MICHELI E LA TRAPPOLA DEL 40% AL SUD, AL QUALE PERO' SPETTA BEN IL 70% DEI SOLDI DEL RECOVERY FUND

PAOLA DE MICHELI E LA TRAPPOLA DEL 40% AL SUD, AL QUALE PERO’ SPETTA BEN IL 70% DEI SOLDI DEL RECOVERY FUND

PAOLA DE MICHELI E LA TRAPPOLA DEL 40% AL SUD, AL QUALE PERO' SPETTA BEN IL 70% DEI SOLDI DEL RECOVERY FUND

di Daniele Quarta - Commissione Economia M24A-ET

La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli (in forza al Partito Democratico), ha garantito che una quota importante dei fondi che arriveranno attraverso il Recovery Fund andrà al Mezzogiorno: “Abbiamo inserito e rafforzato la clausola del 34% per i finanziamenti nazionali da destinare al Sud, ma nel caso dei maxi fondi che arriveranno dall’Europa credo sia necessario, visti i tanti gap da colmare, arrivare almeno al 40%”.

De Micheli lo ribadisce in ogni occasione e non si contano più le testate giornalistiche che riportano questo orientamento di ridistribuzione dei fondi, che la ministra delle infrastrutture si impegna a mettere in testa all’agenda di Governo nella sua elaborazione del Piano di Ripresa che a settembre invierà alla Unione Europea.

La De Micheli lo ripete in ogni occasione, fino a farsi la nuova “paladina” della rinascita del Meridione costretto da un sottosviluppo centenario. Strano personaggio, la nostra ministra piacentina, che improvvisamente illuminato sulla “via di Damasco”, sembra quasi elevarsi per lungimiranza e statura politica al di sopra dei grandi meridionalisti degli ultimi 160 anni!
Molti penseranno che sarà questo il motivo per cui la ministra insiste nel pubblicizzare la sua “ricetta”. Oggi darsi una pennellata di meridionalismo è l’ultima frontiera da cavalcare è sinonimo di successo politico e di acquisizione di consenso (lo sanno bene Forza Italia e M5S).

Ebbene NO! Non è questo il motivo. Destinare il 40% degli investimenti del SUD (a partire dai fondi del Recovery Fund) è una TRAPPOLA, è un modo per finanziare il Centro Nord senza dare nell’occhio, è un modo subdolo e populista per lasciare il Mezzogiorno nella sua condizione di sotto sviluppo, è una strategia per allargare il divario socio-economico tra le due parti del Paese, forse fino al punto di non ritorno!

L'azione delle De Micheli è subdola come lo è una certa sub-politica o sub-manipolazione comunicativa di una parte del PD. Al contrario, La Lega è un avversario banale quanto “leale” del Mezzogiorno, è tanto esplicita nel definire la gente del meridione come inferiori, colerosi, inaffidabili e mafiosi, quanto riesce ad essere goffa e folcloristica nel cercare di affermare il contrario.

Diversamente, alcuni (non pochi) esponenti del PD, tra i quali la De Micheli sembra volere emergere come degna rappresentante, sono molto abili nel nascondere bene la loro ipocrisia politica: dicono senza fare, comunicano senza dire, danno qualcosa senza darlo realmente, ti fanno rimanere dove sei dando ad intendere che tutto è verso il miglioramento.

Ma come è possibile affermare che assegnare il 40% dei fondi al Mezzogiorno sia una cosa grave ed indegna, quando a prima vista sembra invece essere una soluzione di equità?

Il Movimento M24A Equità Territoriale ha emesso da qualche settimana uno studio, della sua commissione Economia e Sviluppo, nel quale si dimostra che una distribuzione dei finanziamenti tra una area più sviluppata e un’altra meno, economicamente interconnesse tra loro, sarà equa se si considera nella distribuzione anche l’effetto dispersione data dalla “interdipendenza economica” tra le due aree. Oggi in Italia, per ogni 100€ investiti nel Mezzogiorno e nelle Aree Interne, 41€ di quei cento ritornano al Centro Nord più sviluppato, in termini di indotto economico (studio Prometeia -Intesa San Paolo).

Il principio di funzionamento è semplice. Quando si finanzia un’opera nel Mezzogiorno un valore pari al 41% di quei fondi – in termini di materie prime, semilavorati e imprese di realizzazione – ritornano al Centro Nord che giustamente (per ora) dispone ed offre queste risorse. Ecco spiegato l’arcano, se vogliamo veramente che un investimento produca 40% di effettivo sviluppo al Sud, Isole ed Aree interne e il 60 % al Centro Nord (chiamiamolo: Indice di Ridistribuzione Totale Effettiva) , allora dobbiamo applicare una diversa perequazione nella distribuzione degli investimenti.

Ecco dunque la “trappola” della De Micheli: distribuire i 209 MLD€ del Recovery Fund, assegnando 40% al Mezzogiorno e 60% al Centro Nord, significa assegnare in termini di Ridistribuzione Totale Effettiva al Mezzogiorno l’equivalente del 27% dei fondi! Addirittura, meno della stessa clausola del 34% per i finanziamenti nazionali decisi dal Governo!

Se volessimo realmente contribuire all’annullamento del gap di sviluppo tra Mezzogiorno e Centro Nord, allora dovremmo destinare al Mezzogiorno circa il 70% dei fondi per arrivare ad una Ridistribuzione Totale Effettiva di 40% al Mezzogiorno e di 60% al Centro Nord secondo una corretta proporzione dei due territori.

Siamo solo noi a dirlo? No, lo dice anche l’Unione Europea! Infatti, se applichiamo i medesimi parametri utilizzati dalla Commissione Europea (con i quali ha assegnato €209 MLD all’Italia) in chiave nazionale, provando a ripartirli su base regionale, giungeremmo al medesimo risultato: l’Unione Europea chiede di destinare al Mezzogiorno il 70% dei fondi del Recovery Fund assegnati all’Italia!

A fronte di tali evidenze, il Movimento M24A Equità Territoriale pretende che i fondi del Recovery fund siano assegnati nel pieno rispetto dei parametri indicati dall’Unione Europea e che ogni futuro investimento statale ed europeo destinato all’intero Paese, sia assegnato sulla base dell’indice di Ridistribuzione Totale Effettiva fino a quando “l’interdipendenza economica” fra Mezzogiorno e Centro Nord si riequilibri nei due territori.

Ora appare più chiaro perché la ministra De Micheli insiste nel ripetere la sua “ricetta”. Non certo per erigersi a nuova paladina dello sviluppo del Meridione e delle Aree Interne, bensì perché una mascherata falsità diventi credenza e dogma nell’immaginario collettivo. Affinché tutti i cittadini “terroni” non pretendano più del 40% dei fondi e che, una volta ottenuti, siano pure soddisfatti è contenti nel constatare che finalmente lo Stato cambi rotta e intraprenda la strada per risolvere la cosiddetta “questione meridionale”. Tutto questo mentre il PUN (Partito Unico del Nord) trova una formula per accaparrarsi il 73% dei fondi EU, con buona pace dei “terroni”, dei suoi dirigenti e dei burocrati europei!

Noi del Movimento M24A ET, non lasceremo che un solo giornale, una sola TV, o una sola piazza inneggi incoscientemente a tale scempio, consapevoli che questo comportamento “pseudo-politico” porti al disfacimento economico dell’intero sistema Italia.

Noi del Movimento M24A ET, chiediamo le immediate dimissioni della ministra De Micheli per incapacità molesta e distruttiva della coesione nazionale, perché “o fa l’Italia da Sud o si muore”.

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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