PER UN PUGNO DI (209) MILIARDI: IL PD PERDONA (SALVINI). NOI NO!

PER UN PUGNO DI (209) MILIARDI: IL PD PERDONA (SALVINI). NOI NO!

PER UN PUGNO DI (209) MILIARDI: IL PD PERDONA (SALVINI). NOI NO!

PER UN PUGNO DI (209) MILIARDI: IL PD PERDONA (SALVINI). NOI NO!

di Giancarlo Pugliese*

Sfogliamo i giornali. I titoli. Chi se li sarebbe immaginati soltanto uno o due mesi fa? <Il PD scende dalla Sea Watch e trangugia Salvini:”E’ cambiato”>. <CORO DI SÌ: I dem accettano la Lega e aggirano gli imbarazzi:“Se si scoprono europeisti facciamo come col figliol prodigo”>

Leggiamo le varie dichiarazioni degli esponenti di spicco dello stesso partito: una raffica impressionante, a mitraglia. Il quasi ex ministro Orlando, che si mostra più entusiasta che ironico: “Un primo effetto del governo Draghi: Salvini è diventato europeista!”. Lia Quartapelle, già irriducibile antisovranista, è addirittura sublime nell’arte dell’arrampicata: “Noi con la Lega? Non è un problema, anzi: è una nostra vittoria!”. La friulana ed ex renziana Serracchiani, stentorea come sempre: “Prima (della vergogna di un’alleanza di governo con la Lega, ndr) viene la salvezza degli italiani!”. Last but not least, Andrea Marcucci, eloquenza da rètore, fa capire più di quanto dice : “Se la Lega cambia idea, diventa europeista e capisce che ha sbagliato per anni, è meglio per tutti”. Sì, ma… per tutti CHI?

E qui casca l’asino.

Il governo Conte aveva mille difetti. E noi li avevamo sottolineati, uno per uno. Prendi una come la ministra delle Infrastrutture (del Nord), Paola De Micheli: tutta intenta a inaugurare, immaginare, progettare, proclamare doppioni di opere pubbliche in ogni anfratto toscopadano. Ma, riflettiamoci un attimo. Un governo, ancorchè guidato dal tecnocrate di fiducia dell’Europa Mario Draghi, che però s’imbarca in un “amen” Salvini e i leghisti, con Giorgetti (quello che i Lep erano spariti dalle norme della Legge Calderoli “a sua insaputa”) gran cerimoniere: potrà mai considerare gli interessi del Meridione e delle aree interne? Potrà mai perseguire con decisione, seguendo le indicazioni di quelle stesse istituzioni europee che la presenza di Draghi dovrebbe rabbonire, la riduzione del divario tra le aree disagiate e la...”locomotiva” del Paese più e meglio del pur già lacunoso esecutivo precedente?

La politica per il Mezzogiorno di quest’ultimo per noi aveva anche qualche elemento (più teorico che pratico) di novità ma ancora non sufficiente. Oggi però sembra chiaro il vero obiettivo della mossa di Renzi: quello “sforzo”, seppur fumoso e attestato quasi solo in dichiarazioni ferme alla prammatica, era fin troppo. Arriveranno centinaia di miliardi. Troppi per non far ricompattare immediatamente, togliendo di mezzo tutte le differenze di pura facciata, il Partito Unico del Nord, su input di chi tiene in pugno le redini di questo Paese.

Ma c’è una novità: NOI ci siamo svegliati. E siamo svegli e vigili. Pronti a dare battaglia, per affermare le ragioni dell’Equità. Non è finita. Noi ci siamo.

UNISCITI A NOI!

*Dirigente nazionale Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale

Giancarlo Pugliese

Giancarlo Pugliese

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