PERCHÈ ET-M24A SALTA LE ELEZIONI REGIONALI E PUNTA A COMUNALI, NAZIONALI, EUROPEE

PERCHÈ ET-M24A SALTA LE ELEZIONI REGIONALI E PUNTA A COMUNALI, NAZIONALI, EUROPEE

PERCHÈ ET-M24A SALTA LE ELEZIONI REGIONALI E PUNTA A COMUNALI, NAZIONALI, EUROPEE

di Pino Aprile

A che punto è ET, il Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale? Per chi votiamo domenica in Emilia Romagna e in Calabria? Il Movimento non parteciperà alle elezioni o diserta solo le regionali?

ET ha quattro mesi di vita (con in mezzo dicembre, le feste, il mondo che finalmente si ferma e ingrassa al camino fra bottiglie, dolci e lenticchie, sino alla Befana) e sta affrontando problemi di crescita: per esempio, finalmente quanti ci hanno contattato e non avevano ancora avuto un nostro messaggio, lo stanno ricevendo; piano piano smaltiremo l'arretrato. Il Movimento è nato in corsa, perché ci incontrammo al Parco storico della Grancia, sull'onda del terremoto politico provocato da Salvini in versione balneare, che annega il governo nei mojitos, lo fa cadere e punta a elezioni anticipate dopo due mesi. Quindi, prima ci siamo iscritti alla corsa di Indianapolis, poi, correndo correndo, abbiamo cominciato a costruire la macchina. Mentre salivate a bordo (quasi duemila adesioni in pochi giorni), si proponevano circoli territoriali e scoprivamo qualche tentativo di usare la creatura, ancora implume, per eccessive ambizioni personali (legittime, ma noi puntiamo più a un'azione collettiva di crescita); bisognava armonizzare idee differenti sulla natura e la missione politica del Movimento, con strapponi di qua o di là (non è facile indurre teste diverse a condividere la parte comune dei loro progetti).

E ora chiedetemi a quanti movimenti politici sia stato iscritto nella mia vita e quanti ne abbia fondati. Compreso questo? Uno. Alla luce di cotanta esperienza (fortuna che ci stanno gli altri, ma in qualche momento, per le complicazioni di troppe cose in sospeso, confesso di aver vacillato), senza mezzi, né gruppi economici alle spalle (e sapeste quanti ce ne hanno attribuiti: ci saremmo comprati Confindustria!), colossi editoriali di riferimento (ma manco nani editoriali di riferimento: li abbiamo tutti contro; al più, ci ignorano per illudersi che non esistiamo: un quotidiano meridionale riuscì a non dare nemmeno la notizia che, nella città in cui viene pubblicato, erano arrivate un migliaio di persone da tutta Italia, per la presentazione di ET-M24A in un importante teatro! Lo stesso giorno, il Corriere della sera, pur se a modo suo, dedicò una pagina a questi brutti fermenti terronici, idem il Mattino), senza fondi, salvo... i nostri, e ora il patrimonio (non ridete, per noi è tale) dei 20 euro dei tesserati (molti, per aiutarci, versano 50-100 euro), in così poco tempo abbiamo organizzato incontri regionali e cittadini a Cosenza, Lamezia Terme, Bari, Foggia, Napoli, a breve in Basilicata e alcuni preparatori in Lombardia; abbiamo varato circoli regionali in tutte le regioni del Sud (gli ultimi due stanno per nascere), in Lazio e Lombardia (uno dei più corposi) e sono prossimi quelli dell'Emilia Romagna, delle Marche, in preparazione nelle altre regioni; tantissimi i circoli cittadini, ovunque.

Senza esporre le nostre insegne, per evitare speculazioni politiche su temi che non devono essere di partito, abbiamo collaborato all'organizzazione delle grandi manifestazioni antimafia di Foggia e Catanzaro. Solo per dire delle cose più rilevanti.

Ma a che serve se non partecipiamo alle elezioni? Saltate le nazionali salviniane di ottobre (in quel caso, come quando entra un nemico in casa, non progetti: prendi il forcone e vai contro il carro armato), si è deciso di darci una struttura per prepararci alle prossime elezioni nazionali, europee, partendo dalle comunali. Non potevamo mettere in piedi, in poche settimane, organizzazioni serie per poter competere con i giganti marci alle regionali. Di andare inutilmente allo sbaraglio non era il caso: noi vogliamo cambiare le cose sul serio, non tentare colpi di fortuna.

Eppure, c'è stato un momento in cui siamo stati vicini ad avere una parte attiva alla definizione degli schieramenti contrapposti in Calabria. Il nostro compito primario è fermare la Lega a Sud (non che gli altri partiti siano meridionalisti, ma del Pun, il partito unico del Nord contro il Sud, la Lega è il più spudorato, con aggiunta di razzismo e insulti), così, abbiamo cercato di favorire la nascita di uno schieramento unico avverso ai salviniani (persino, per breve tempo, è parso che una parte della destra volesse prendere le distanze dalla Lega, meglio tardi che mai; poi si è visto che erano solo tira e molla).

Pippo Callipo è una bandiera calabrese, persona di valore e perbene, lo conosco da tempo, siamo amici, ma direi le stesse cose anche se non fosse così; non so chi gli abbia dato la pazienza per sopportare le isterie dei partiti: Di Maio lo vuole candidato per i cinquestelle, poi si sfila, mettendosi contro la base del suo movimento, che dell'imprenditore del tonno ha giustamente stima; una parte del Pd teme Callipo e partono, dalle fila del Pd calabrese, bordate immonde contro di lui (e da che pulpito). Una vergogna! Ma è proprio il Pd, poi, a far suo candidato Pippo Callipo, che rifiuterà (complimenti) la presenza in lista di impresentabili: c'è un limite a tutto.

Carlo Tansi si è fatto apprezzare a capo della Protezione Civile, in Calabria (ci incontrammo allora, la prima volta, e ne ebbi subito una buona impressione); e le ragioni per cui lo hanno poi allontanato vanno a suo merito. Di buono ha, in aggiunta, che conosce la macchina burocratica regionale (diciamo pure che l'ha patita...); ed è “nuovo” alla politica (anche Callipo, tutto sommato, nonostante il suo bel tentativo con “Io resto in Calabria” e la corte dei partiti).

Un vero peccato che non si sia riusciti a fondere le proposte di Callipo e Tanzi, perché il loro maggior valore (inutile girarci intorno) nel marasma della politica calabrese, ostaggio di tre cordate di impresentabili, arriva spartito nell'urna e favorisce i salviniani alleati nel centrodestra.

Il professor Francesco Aiello, dei cinquestelle, a questo punto resta un candidato di bandiera e con la clamorosa sconfessione da parte dell'esponente di maggior peso nel Movimento, in Calabria, il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra (la polemica, durissima, riguarda le parentele di Aiello: è vero che nessuno può essere chiamato a rispondere delle azioni dei suoi parenti, ma Morra rimprovera al professore la mancata informativa al Movimento, su congiunti che l'antimafia conosce bene. Si può discutere quanto si vuole sui termini della polemica, indubbio è che non favorisce la candidatura).

A destra, dove in avvio di una campagna elettorale in cui si è visto tutto e il contrario di tutto e si davano per scontate più liste, si è giunti a Jole Santelli: nell'impossibile accordo dei più forti, il trionfo dell'estrema debolezza. Stendiamo un pietoso velo sul “La conosco da 26 anni, ma non me l'ha data”, con cui l'ha presentata il capo di Forza Italia, il suo partito (o quel che ne resta), Silvio Berlusconi. A volerla riassumere con parole amare: il centrodestra si unisce sul candidato più inconsistente (la Lega resta nascosta, pronta a “commissariare” la Calabria, come ha fatto con la Basilicata), il centrosinistra si divide su candidati forti.

Noi, il Movimento per l'Equità Territoriale, avevamo sperato che anche il centrodestra prendesse le distanze dalla Lega (e per un po' è parso possibile), il che avrebbe offerto la possibilità del voto di isolamento del partito razzista antimeridionale ora camuffato da “Prima la Calabria” (a essere fottuta dalla Lega... Non che il Pd e gli altri partiti si siano comportati meglio, sempre di Pun, partito unico del Nord, parliamo; almeno si sono astenuti dagli insulti con cui la Lega ha coperto il Sud di merda per decenni).

Quindi, il voto di ET, almeno nella parte più decisamente anti-salviniana è intuibile. Ma la nostra azione politica diretta e autonoma partirà subito dopo queste regionali, già in Calabria e poi altrove: si comincia dai Comuni e non ci fermiamo lì.

 

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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