QUANDO I CONTI NON TORNANO, È LECITO FARE DOMANDE, È UN DIRITTO AVERE RISPOSTE.

QUANDO I CONTI NON TORNANO, È LECITO FARE DOMANDE, È UN DIRITTO AVERE RISPOSTE.

QUANDO I CONTI NON TORNANO, È LECITO FARE DOMANDE, È UN DIRITTO AVERE RISPOSTE.

Risposte che i cittadini del Mezzogiorno d’Italia aspettano invano da troppo tempo.

*Di Massimo Mastruzzo

Al Capo pro tempore del governo italiano domando: cosa intende fare rispetto ai criteri stabiliti dalla UE per la ripartizione dei fondi europei. Che ricordo essere:

  1. Direttamente proporzionale alla Popolazione;
  2. Inversamente proporzionale al livello del Reddito pro-capite;
  3. Direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni.

Criteri che indicato inequivocabilmente la volontà e l’interesse dell’Europa a risollevare le sorti dei territori europei più poveri, e il Mezzogiorno d’Italia ha il triste record di essere il più povero nell’area Euro. Una disoccupazione tripla e un Pil pro-capite pari alla metà di quello del Nord, sono i parametri che hanno indotto l’Unione Europea ad assegnare i 209 miliardi all’Italia, concessi per ridurre il divario territoriale, nel rispetto delle indicazioni di transizione ecologica e digitale.

Al parlamento chiedo: per quanto tempo ancora intende rimandare l’applicazione della Costituzione (vedi la totale distrazione rispetto dell’art. 3) che, proprio per la sua mandata ratificazione, ha portato l’Italia ad essere lo Stato con la disomogeneità territoriale più ampia tra gli stati membri dell'UE.

Senza l’applicazione dei LEA e dei LEP, solo per fare un esempio, il rischio che le parole, rispetto all’ennesima proposta di “rilancio del sud”, siano la solita, incostituzionale, aria fritta, è concreto.

Ai presidenti del sud, voglio chiedere: perché La portualità nel Mezzogiorno d'Italia non è stata proposta come centralità per il rilancio dell'Italia? Il recente blocco del canale di Suez, ha ricordato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, quante merci passano sotto al naso dei porti presenti nel Mezzogiorno.

In ultimo, alla Ministra Carfagna, a seguito della sua dichiarazione rilasciata nella due giorni promossa dal Ministero per il Sud, in merito all'impossibilità di realizzare il Ponte sullo Stretto per la scadenza temporale del PRRN al 2026, chiedo: perché non assumere un’iniziativa istituzionale con L’UE finalizzata a far sì che venga consentito, in deroga ai princìpi del Next Generation EU, la Realizzazione del Ponte. Ciò è possibile attraverso una traslazione temporale (dal 2026 al 2030 come già indicato dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, impegnato in prima persona in questa denuncia), per realizzare una sola opera strategica per Paese membro ma utile all’intera l’Unione Europea (come in questo caso per la realizzazione e completamento del Corridoio Scandinavo- Mediterraneo).

*Direttivo nazionale M24A-ET

Movimento per l’Equità Territoriale.

 

Michele Dipace

Michele Di Pace

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