RECOVERY, VOTATO IL PIANO CHE SCIPPA ALTRI 77 MILIARDI DI EURO AL MEZZOGIORNO, DALL’INIZIALE 34% ORA PROMETTONO IL 40%, INVECE DEL 70% DOVUTO. MA IL SUD NON È DOMO: AVANTI FINO ALLA VITTORIA

RECOVERY, VOTATO IL PIANO CHE SCIPPA ALTRI 77 MILIARDI DI EURO AL MEZZOGIORNO, DALL’INIZIALE 34% ORA PROMETTONO IL 40%, INVECE DEL 70% DOVUTO. MA IL SUD NON È DOMO: AVANTI FINO ALLA VITTORIA

RECOVERY, VOTATO IL PIANO CHE SCIPPA ALTRI 77 MILIARDI DI EURO AL MEZZOGIORNO, DALL’INIZIALE 34% ORA PROMETTONO IL 40%, INVECE DEL 70% DOVUTO. MA IL SUD NON È DOMO: AVANTI FINO ALLA VITTORIA

di Raffaele Vescera*

Quanto accaduto ieri in Parlamento è vergognoso, è stato votato da tutti i partiti del Pun (Partito Unico del Nord), con l’eccezione di  19 senatori del gruppo misto, il piano Draghi che, anziché destinare al Sud il 70% dei 209 miliardi dei fondi recovery, come previsto dai criteri europei, ne destina solo il 40%. La qual cosa vale un furto di 77 miliardi di Euro, che si aggiunge a quello annuo di 62 miliardi di fondi nazionali. Un 40% solo apparente, poiché nel piano non è riportato alcun impegno concreto né per investimenti strategici e né per quelli correnti, la qual cosa, insieme alla interdipendenza economica che riporta al Nord molto di quanto si spende al Sud, rischia di ridurre della metà quanto promesso, riducendo i benefici per Mezzogiorno e aree interne a un misero 20%.

Un 20% che anziché colmare il divario del Sud con il Nord, lo accrescerà oltremisura creando più disoccupazione, meno reddito, meno servizi per il popolo meridionale, già il più povero dell’Europa occidentale. Ciò a danno dell’intero Paese.

Noi non ci stiamo. Ci siamo battuti come leoni per impedire che ciò avvenisse, mettendo con le spalle al muro il governo che, dall’iniziale 34% promesso al Sud, ha alzato l’asticella al 40%. Abbiamo animato il dibattito nelle istituzioni e abbiamo svegliato le coscienze di tanti, raggiungendo livelli di consapevolezza popolare, impensabili. Certo una piccola vittoria che lascia l’amaro in bocca per quanto perduto, ma andremo avanti fino alla vittoria finale.

Un’idea di giustizia nessuno può fermarla quando è giunto il suo tempo. Continueremo a batterci per l’Equità più di prima, con la rete dei sindaci meridionali che, per la prima volta nella storia d’Italia, anche grazie a noi, si sono uniti per rivendicare il diritto alla vita del Mezzogiorno, insieme agli europarlamentari e ai parlamentari italiani, seppure ancora pochi, che hanno sposato la nostra causa, ricorreremo al parlamento europeo affinché questa vergogna sia cancellata.

Di più, faremo un’azione di denuncia in tutto il Paese, con manifesti e iniziative pubbliche dove possibili, e faremo altresì una diretta no stop con la nostra web Tv su tutte le pagine di M24A-ET il Primo maggio, festa del lavoro, di quel lavoro da sempre negato al Mezzogiorno da uno Stato che da sempre negli aiuti economici avvantaggio solo e soltanto il Nord del Paese, usando il sud quale colonia interna per fornire risorse, cervelli e braccia di lavoro a una sola parte dell’Italia.

*direttivo nazionale M24A-ET

 

 

Raffaele Vescera

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