SALVINI, GIU’ LA MASCHERA: “PIU’ SOLDI ALLA LOMBARDIA PER I DANNI DEL CORONAVIRUS”. LA NUOVA VETTA DELL’INDECENZA.

SALVINI, GIU’ LA MASCHERA: “PIU’ SOLDI ALLA LOMBARDIA PER I DANNI DEL CORONAVIRUS”. LA NUOVA VETTA DELL’INDECENZA.

SALVINI, GIU’ LA MASCHERA: “PIU’ SOLDI ALLA LOMBARDIA PER I DANNI DEL CORONAVIRUS”. LA NUOVA VETTA DELL’INDECENZA.

di Giancarlo Pugliese*

Salvini bisogna capirlo. E compatirlo. Aveva il suo destino in mano. Un destino radioso, scritto sui sondaggi. Poi ha avuto fretta. L’autonomia differenziata, che avrebbe dragato altre risorse da tutto il Paese, non passava (anche grazie a chi, come Pino Aprile, ha dato la sveglia a qualche eletto meridionale). Il resto del centrodestra era cosa sua, prono a tutto. Allora ha voluto giocare a “Lascia o raddoppia”. Non si è accontentato del governicchio gialloverde, non ha lasciato l’idea dei “pieni poteri”. Ha provato a raddoppiare. E ha perso, finendo all’opposizione. Almeno i sondaggi continuavano a dirgli più che bene. Ma poi arriva il virus, e il software della “Bestia” si impalla: “Lasciamo aperto!”. “Chiudiamo tutto!”. “Chiudiamo tutto ma la Lombardia schiuda!”. “Riapriamo con le quattro D!”. “No, se non riapre la Lombardia non riapra nessuno!”. Fra lui e Fontana, un profluvio di farfugliamenti, con un solo filo conduttore: gli interessi della industria lombarda. Chi li tocca muore. Ma intanto muoiono i lombardi. Intanto la Val Seriana diventa un lazzaretto, e la Lombardia la regione con la più alta letalità del Covid-19 al mondo. Intanto tutta Italia (noi compresi) piange il dramma della Bergamasca e del Bresciano.

E la Lega un tempo lombarda si dimostra incapace di proteggere il proprio stesso popolo di riferimento. “Prima il Nord” mostra il suo vero significato: prima il profitto, prima la produzione, prima gli industriali lombardi, che il fenomeno-Lega lo hanno sovvenzionato per decenni.

E i sondaggi, intanto, vanno giù. Sì, anche a Nord. Anche a casa sua.

Pensava a questo, forse, quando ieri mattina, alla trasmissione Agorà, il sempre più agitato Matteo, Capitano senza più bussola (e con la ciurma che borbotta), nel fiotto di strali a random contro il Governo, se n’è fatto scappare uno, assai scivoloso. Chiedendo (o meglio, pretendendo) che tutte o quasi le risorse previste dal prossimo Decreto vengano indirizzate alla Lombardia, “perché la più colpita dal coronavirus”.

Quindi, ricapitoliamo: la Regione Lombardia, a guida Lega, tergiversa con le zone rosse; dando retta agli industriali (come raccontato da Report il 7 Aprile), non chiude la Val Seriana, facendo a scaricabarile con un Governo purtroppo titubante di fronte al solito blocco d’interessi; dirotta poi gli anziani colpiti da Covid dagli ospedali alle case di riposo, le cui direzioni si scontrano coi dipendenti sull’uso delle mascherine (“per non destare allarmismi”); seguono stragi e inchieste al vaglio della magistratura. Nel frattempo deve chiudere tutta Italia, anche perché una “manina” (lombarda) passa la bozza del DPCM dell’8 Marzo alla CNN e da qui a tutti i media online, causando la fuga di massa dalla regione. Infine, quando è ormai evidente che al centro-sud l’emergenza volge al termine, il Presidente lombardo tuona: O riapriamo anche noi o nessuno!”. Mentre intanto i dati raccontano che l’unica Regione a non aver mai veramente chiuso è stata proprio la sua: 45% di cittadini in giro, in pieno lock-down. Merito delle deroghe previste dai vari DPCM (tirato come un elastico) e dal machiavellico meccanismo di silenzio-assenso delle Prefetture alle richieste delle imprese. Ecco spiegato il “mistero” dei contagi lombardi che non si arrestano mai.

Ebbene: dopo il danno propagato a tutto il Paese, prima messo in ginocchio dalla serrata obbligata, e poi, a costo di perdere preziosi punti PIL, interdetto a ripartire per “aspettare la Lombardia” (che intanto continua a mietere oltre la metà dei contagi nazionali - dati di ieri); dopo che la più fragile economia di molte regioni a sud del Rubicone è stata messa seriamente a repentaglio; ecco, dopo tutto questo, Salvini chiede che la Lombardia faccia la parte del leone anche nell’appropriarsi degli aiuti. Rimettendo magari in discussione i fondi per la Coesione Terrioriale (che riguardano tutto il Centro-Sud e le aree colpite dal sisma) e il 34% di spesa in conto capitale al Mezzogiorno, previsti dal Piano Sud 2030.

Giù la mascherina, cari abitanti dell'Italia Centrale e Meridionale votanti Lega: ecco la vecchia faccia che ben conoscevamo e che mai, neppure per un secondo, abbiamo pensato potesse cambiare la stolida e malevole espressione di sempre. Con il Nord primo pensiero. E i soldi (per il Nord), da arraffare il più possibile,unica stella polare.

La coperta è corta, caro Salvini. Se la tiri da un lato, la scopri dall’altro. E, oltretutto, prima o poi si strappa pure.

*Referente M24A-ET Marche

Giancarlo Pugliese

Giancarlo Pugliese

Related Articles

4 Comments

  1. Gabriele
    Maggio 16, 2020 at 20:33
    Reply

    Complimenti per l’ottima disamina. Da condividere e diffondere

    • Giancarlo Pugliese
      Maggio 17, 2020 at 01:26
      Reply

      Grazie di cuore Antonio.Seguirò con curiosità anche il tuo blog su wordpress. Ad majora!

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close