SANITA’ IN CALABRIA: OLTRE LA FARSA, IL TRAGICOMICO

SANITA’ IN CALABRIA: OLTRE LA FARSA, IL TRAGICOMICO

SANITA’ IN CALABRIA: OLTRE LA FARSA, IL TRAGICOMICO

di Raffaele Vescera*

Tre commissari governativi alla sanità calabrese dimessi in 3 giorni. Tra l’incapace a sua insaputa, il ridicolo negazionista e l’indagato, siamo andati ben oltre il grottesco denunciato da Gino Strada, unico candidato commissario degno del ruolo, per competenza, dedizione, onestà e, ultimo ma non ultimo, assenza di connivenze politiche e affaristiche.

Eh già, il nodo da sciogliere sulla nomina del commissario alla sanità in Calabria è quello, la politica, nella veste degli impresentabili partiti nazionali, visibili nei loro scomposti balletti, e dei comitati d’affari che agiscono invisibili dietro le quinte. Comitati d’affari etichettati dal giudice Gratteri come masso-mafie, massoneria deviata e clan criminali riuniti che si arricchiscono sulla pelle dei poveri calabresi, costretti per curarsi a emigrare nelle strutture sanitarie del Nord, che fanno miliardi sui malati del Sud.

Gratteri ha denunciato che sulla sanità calabrese le mafie guadagnano più del traffico di cocaina. Ma, ben oltre le colpe locali, vi sono quelle dello Stato italiano. Uno stato che tratta i meridionali come cittadini di serie B, spendendo per loro, non solo nella sanità ma in tutti i servizi pubblici, molto meno che per gli abitanti del Nord. E quel meno che spende lo elargisce per accontentare l’avidità dei comitati d’affari e dei politicanti locali, utili a convogliare voti clientelari verso i partiti nazionali, garanti del sistema nord-centrico, fondato sulla riduzione coloniale del Sud e il patto Stato-mafia, denunciato dai grandi magistrati, soppressi per averlo contestato.

Se Nicola Morra del M5s, presidente della commissione parlamentare antimafia, si è svincolato dalle imbarazzanti proposte governative, indicando in Gino Strada il candidato commissario, la Lega dall’opposizione dice no al fondatore di Emergency, mentre iI Pd, che al pari di leghisti e soci trae i suoi voti dalle clientele locali, fa segreta opposizione alla nomina di Strada.  Il premier Conte tentenna, lancia il sasso e nasconde la mano.

Tutto questo a danno della vita dei calabresi. La Calabria ha bisogno di un nuovo gruppo dirigente, libero dal potere del sistema nazionale e delle mafie. Nuovo gruppo dirigente che pur esiste tra i tantissimi calabresi perbene impegnati nel sociale, con i quali il nostro movimento collabora per dare un nuovo corso alla Calabria. Una Calabria finalmente libera dai lacci che ne fanno la regione più povera d’Italia e d’Europa,  ponendola al vertice della questione meridionale che strozza il Mezzogiorno da 160 anni.

*direttivo nazionale M24A-ET

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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