SBATTI NAPOLI IN PRIMA PAGINA: "I MEDICI PARTENOPEI SONO ASINI E DISERTORI"

SBATTI NAPOLI IN PRIMA PAGINA: "I MEDICI PARTENOPEI SONO ASINI E DISERTORI"

SBATTI NAPOLI IN PRIMA PAGINA: “I MEDICI PARTENOPEI SONO ASINI E DISERTORI”

 

di Raffaele Vescera

Vedi Napoli e puoi muori, di rabbia per quante menzogne, pregiudizi, cattiverie e diffamazioni quest'Italia sparge contro una città tra le più belle e affascinanti al mondo. Invidia o interessata strategia socio-razzista che sia, neanche il dolore per migliaia di morti vittime dell’epidemia ferma la potenza di fuoco calunniatore di una cattiva opinione pubblica, alimentata da una stampa invereconda nel magnificare il civile Nord e mettere alla berlina l’incivile Sud. La lega nord è solo la punta dell’iceberg di tale spudorata narrazione contro la bella Partenope.
 
Il dottor Paolo Ascierto dell’Istituto Pascale di Napoli, oncologo di fama internazionale, considerato tra i primi al mondo per la ricerca sul melanoma, con la collaborazione del suo gruppo di ricerca sperimenta con successo un farmaco antiartritico capace di salvare la vita dei contagiati da coronavirus, e ne dà annuncio con umiltà regalando una speranza di guarigione all’umanità. Ne parla il mondo, americani e cinesi lo lodano per la scoperta e ne parla persino l’Italia. Ma non può essere, come ha fatto uno “scalcagnato napoletano, appartenente a un popolo di scansafatiche, imbroglioni, suonatori di mandolini e mangiapizze a tradimento” a raggiungere tale risultato? Come può essere che, con appena 767mila Euro l’anno di finanziamento, abbia preceduto il famoso istituto Sacco di Milano che gode di decine di milioni?
Gatta ci cova, anzi ci covid 19. Ci pensa il canto del Galli di un istituto milanese a suonare la sveglia: “Non è vero, la scoperta l’ho fatta prima io.” Dice con fare arrogante, senza esibire alcuna prova, il dr Galli, primario dell’istituto Sacco di Milano, nascondendo il fatto che, mentre Ascierto e la sua equipe lavoravano alla sperimentazione del farmaco, lui e la sua collega Gismondo fino a pochi giorni fa, finendo in un cul de sac, anzi di Sacco, derubricavano l’epidemia da coronavirus a semplice influenza stagionale, con buona pace dei tremila morti. Stampa e Tv riprendevano all’istante la buona novella: “Prima Milano”, ma che vogliono ‘sti napoletani? Stanno tirando la testa fuori dal Sacco, pardon dal Pascale. Così l’onesto oncologo Ascierto viene messo alla berlina, lo inseguono invadenti animatori televisivi per deriderlo e sbeffeggiarlo: “come si permette un napoletano di credersi al di sopra di un milanese, merita un pulcinella d’oro? Bel gli sta.”
 
Smontata l'impudenza di Ascierto che si permette di arrivare prima di un milanese, bisognava affondare il coltello nella piaga della sanità napoletana. L’occasione non manca, viene fornita su un piatto d’argento dal direttore delle emergenze dell’ospedale Cardarelli di Napoli Ciro Mauro, il quale denuncia che nell’ospedale vi sarebbero ben 249 medici malati immaginari. Notizia ripresa immediatamente dal Fatto quotidiano e sbattuta in prima pagina a caratteri cubitali con firma di Antonello Caporale, il quale senza sentire l’altra campana chiama disertori i medici napoletani. Fermi tutti, pare che il denunciante Ciro Mauro abbia preso una svista senza dire 33. Il dato sugli assenti del Cardarelli parlava di 24+9, ovvero 24 assenti per altre patologie e 9 contagiati da coronavirus, 24+9 fa appunto 33 e non 249. Arriva la smentita ufficiale della direzione del Cardarelli: “su 739 medici dell’ospedale, i medici assenti per malattia sono 33, tra i quali alcuni assenti da tempo per gravi patologie e altri contagiati dal coronavirus nell’esercizio del loro dovere.”
 
Non basta, non può essere, la smentita non s'ha da fare e non bisogna ammettere l’errore, nonostante la sconfessione de La Repubblica che riporta i dati veritieri. Il Fatto Quotidiano prosegue a testa bassa la sua campagna contro i medici napoletani per penna di Antonello Caporale e Vincenzo Iurilli, pur meridionali, che insistono arrampicandosi sugli specchi per arrivare alla somma di 249, parlano di studi medici, di paramedici, infermieri, portantini, autisti, uscieri, telefonisti, baristi e magari venditori di accendini, dimenticando che a Napoli i medici sono 25.000 e se anche si arrivasse alla cifra di 249 medici, sarebbe una percentuale inferiore all’1%. Dispiace dire che il pur bravo giornalista Antonello Caporale ha preso una colossale cantonata, capita quando non si accertano i fatti e quando bisogna tener fede a un pregiudizio antinapoletano, a prescindere, come diceva il grande Totò, è la somma che fa il totale, e il Caporale ha fatto solo il parziale. Parziale ben accetto alla torinese direzione del Fatto quotidiano, che non perde occasione per perpetuare i pregiudizi che i loro antenati sabaudi sparsero contro Napoli per giustificare la conquista e il saccheggio della città capitale del Sud.
Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

Related Articles

2 Comments

  1. Bruno
    Marzo 21, 2020 at 16:41
    Reply

    Bene ha fatto il Dott. Ascanio a denunciare sto Sacco………

  2. quirino
    Marzo 21, 2020 at 19:11
    Reply

    Grande Raffaele,
    e parlano di libertà di stampa, la devono smettere di riempire pagine e pagine di quotidiani deridendo e sbeffeggiando Napoli e il sud. Scrivono e raccontano soltanto le loro verità, vergogna!!!

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close