SIGNOR FELTRI… LASCI STARE FOGGIA, IL SUD E VADA DOVE LE PARE

SIGNOR FELTRI… LASCI STARE FOGGIA, IL SUD E VADA DOVE LE PARE

SIGNOR FELTRI… LASCI STARE FOGGIA, IL SUD E VADA DOVE LE PARE

di Michele Eugenio Di Carlo

 

Signor Vittorio Feltri, appena ieri, ancora una volta su Libero, il giornale che dirige, mi è toccato leggere l’ennesimo e sorprendente suo articolo dal titolo Senza fretta ma il Nord se ne andrà.

Come le capita spesso, non è riuscito a evitare riferimenti alla città di Foggia e al Mezzogiorno più in generale.

Lei si è detto stupefatto per il fatto che la Repubblica ha titolato un suo articolo Italia, quanta fretta e nel sentirsi in dovere di giustificare tale fretta ha parlato della realtà di “un popolo operoso e generoso”: quello settentrionale, che “ desidera rimpadronirsi delle proprie redini e continuare nella propria esistenza di persone perbene, non di gregari”.

Non le è mai venuto in mente che dati gli scandali e le corruzioni degli ultimi 20 anni questo popolo del Nord – condivisibile che sia operoso, generoso e perbene – non sia anch’esso soggiogato da potenti poteri finanziari e da una classe politica nord-centrica che ha completamente fallito?

Possibile signor Feltri che, parlando del popolo del Nord, non trova di meglio che addebitare al Sud una mentalità così limitata che vede la pianura padana e le Prealpi  “abitate da uomini  e donne che pensano solo al denaro”?

Eppure, come spesso le capita, si sbaglia signor Feltri: non è nell’operoso popolo della pianura padana che vediamo un Nord che bada solo a profitto e fatturato sino a farsi male, ma nel sistema economico e finanziario che si è strutturato sulla base di una classe dirigente altolocata, incapace e senza alcuna etica, con a suo supporto un’informazione imbavagliata e succube.

Poi, signor Feltri, giunge persino alle minacce, scrivendo che “i ‘nemici’ nostri però non devono esagerare, perché prima o poi i bollenti spiriti bossiani rischierebbero una nuova edizione”.

Ma di quale edizione sta parlando signor Feltri? Di quella che ha prodotto dal 2000 al 2017 la sottrazione al Mezzogiorno di ben 840 miliardi (Rapporto Italia 2020) e che ha fatto dire al presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara che “sulla questione meridionale, dall’Unità d’Italia ad oggi, si sono consumate le più spudorate menzogne. Il Sud, di volta in volta descritto come la sanguisuga del resto d’Italia, come luogo di concentrazione del malaffare, come ricovero di nullafacenti, come gancio che frena la crescita economica e civile del Paese, come elemento di dissipazione della ricchezza nazionale, attende ancora giustizia e una autocritica collettiva da parte di chi – pezzi interi di classe dirigente anche meridionale e sistema dell’informazione – ha alimentato questa deriva”?

Ecco signor Feltri, non sente il dovere di fare un minimo di autocritica per tutte le prime pagine che ha dedicato “amorevolmente” al Sud? Spieghi almeno perché lei, e tutti i suoi colleghi del sistema informativo nord-centrico, non avete detto una sola parola sul rapporto Eurispes (vuole che le ricordi la sua autorevolezza a livello europeo?) e sulle dichiarazioni del suo presidente.

Lei evidentemente preferisce scrivere di un Nord che si starebbe ribellando alla “dittatura romanfoggiana”. Ma di che sta parlando signor Feltri? A Foggia e provincia negli ultimi 30 anni il sistema politico-finanziario a cui lei tiene tanto ha tolto tutto, tanto che la Capitanata risulta agli ultimi posti per occupazione giovanile a livello europeo. E lei, che non ci assolve dall’essere addirittura portatori di luoghi comuni e pregiudizi e dall’avere “una preoccupante mancanza di cultura autentica”, dall’alto del suo piedistallo culturale dovrebbe sapere – ma non sa – che Foggia per decenni, grazie alla transumanza, alla Regia Dogana delle pecore e alla Fiera, è stata la seconda città dell’area continentale del Regno di Napoli.

Signor Feltri, anche la “minaccia di non fornire più un euro agli spreconi che amministrano male lo Stato”? Ma non si rende conto che i peggiori spreconi di risorse pubbliche sono quelli che lei sembra sostenere e difendere apertamente? Tangentopoli, il Mose, l’Expo, le pedemontane, i raddoppi autostradali e ferroviari inutili, la sanità privata a spese di quella pubblica e, per finire, gli ultimi devastanti e riprovevoli episodi legati all’epidemia in corso non le dicono proprio niente?

Ma la smetta!

Sappia che il Mezzogiorno d’Italia senza il sistema da lei difeso finalmente potrebbe riprendersi, non più costretto a servirsi dei vostri beni, servizi e prodotti che ci costano peraltro milioni di emigrati.

Signor Feltri, le sue conclusioni poi le rimandiamo al mittente: siamo noi del Sud che senza la vostra presenza ingombrante e asfissiante camperemmo alla grande, proprio perché saremmo liberi di produrre beni, servizi e prodotti che consumiamo facendo, peraltro, tornare i nostri emigrati.

Liberi finanche di avere giornali, televisioni e talk show nostri.

E la “regolata” se la dia lei e i suoi simili.

 

 

Michele Eugenio Di Carlo

Michele Eugenio Di Carlo

1 Comments

  1. Aprile 26, 2020 at 12:41
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    Carissimo, condivido pienamente e rilancio: il problema Nord- Sud è un problema ontologico, cioè esistenziale. La pienezza dell’esistenza contro l’analfabetismo piccolo borghese. La Questione è settentrionale. Gli intellettuali che, da dopo il 60, hanno parlato di Questione Meridionale non hanno tenuto conto che stavano ANCHE inventando quello che chiamo i Meridios, i meridionali con un complesso di inferiorità verso tutto e non solo verso il Nord. Il Nord deve essere chiuso; è il problema dell’Italia. Io non ho nulla in contrario a quello che in sociologia viene detto Modello Dominante, ma, tale Modello, deve essere all’altezza della situazione. In caso contrario deve zittire come qualsiasi fallito. Credo mi avvicinero’ a voi con soddisfazione. Sono un bibliotecario e vorrei invitare Aprile ad un happening da noi, a Fisciano. Per adesso sto prendendo confidenza con voi. Ho anche scritto ad Aprile ma ero ancora in dubbio. Vorrei inolyre creare qualcosa insieme al Movimento, qui a Torre Annunziata Oplonti. Un abbraccio a tutti voi ed a risentirci.

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