TEMPI DURI CI ASPETTANO. IL SUD NON CI STA E SI PREPARA. UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE PER IL SUD

TEMPI DURI CI ASPETTANO. IL SUD NON CI STA E SI PREPARA. UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE PER IL SUD

TEMPI DURI CI ASPETTANO. IL SUD NON CI STA E SI PREPARA. UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE PER IL SUD

di Enzo Lionetti

L'Europa dei nostri Padri Costituenti non esiste più. È stata sostituta da un'Europa sottomessa ai poteri di grandi famiglie di banchieri e da speculatori che hanno preso il sopravvento su alcuni Stati del Nord, che si ostinano a non considerare che il mondo è cambiato. D'ora in poi occorre prepararsi a qualsiasi eventualità, considerando anche una difficile e tortuosa coabitazione con un'Europa a due-tre velocità, in cui un gruppo tiene la testa, con a capo la Germania, un gruppo sta in mezzo ed un gruppo sta in coda, con l'Italia pericolosamente nel gruppo di coda.

Questa situazione può determinare uno sfascio enorme in Italia, dove il sistema industriale del Nord è legato alla Germania e ne vorrebbe seguire le sorti. Questo determina una frizione politica enorme che sarà ancor più forte per le necessità di intervento dello Stato italiano per le esigenze di Sanità, Trasporti, Infrastrutture, Innovazione Tecnologica, Scuola e Università, Servizi Sociali, Agricoltura e Ambiente.

Il Sud non può essere il fanalino di coda dell'Italia. Questa situazione è ignobile, insopportabile, insostenibile e destinata a creare scompiglio e disordini sociali. Non è possibile pensare ad un Sud sostenuto con sussidi e prebende pubbliche, a causa dell'enorme tasso disoccupazione e della carenza di lavoro produttivo. Non è possibile pompare le industrie del Nord per far produrre PIL per poi utilizzare le entrate fiscali al fine di elargire contentini ai milioni di disoccupati e di famiglie in povertà al Sud. Questa situazione non può andare avanti.

Purtroppo il Partito Unico del Nord, con alla testa PD e Lega, non riescono a trovare il bandolo della matassa. Con l'aumento del debito pubblico al 160% ed una enorme spesa per interessi, determinata proprio dall'esigenza di attuare una sempre più poderosa politica di sostegno pubblico al reddito, questa situazione diventerà ben presto insostenibile, con l'acuirsi di differenze tra Nord e Sud, con contrasti sociali crescenti con risvolti inimmaginabili.

Per questo motivo occorre immediatamente ripensare la politica industriale nazionale per attuare una scelta ben precisa, con responsabilità e lungimiranza. Occorre puntare su un piano di infrastrutture al Sud, carenti oltre ogni decenza rispetto al Nord. Occorre puntare su di un piano di incentivazione per la capitalizzazione delle PMI industriali esistenti e la creazione di attrazione agevolata all'interno delle aree industriali e aree artigianali esistenti, per creare la struttura industriale che metta in opera le infrastrutture da realizzarsi.

Occorre puntare su di un piano di incentivazione per la capitalizzazione delle PMI commerciali per la logistica e distribuzione delle merci al Sud, con operatori commerciali del Sud. Con il quadro delle politiche di sostegno già presenti per il Sud, in questo modo si torna a dare slancio al settore manifatturiero e commerciale dei territori meridionali.

Il sistema della consulenza e del supporto tecnologico, con il sistema dei servizi è già operativo al Sud, in alcuni casi con eccellenze riconosciute in ambito nazionale ed estero. La strategia di sviluppo basata sul potenziamento del sistema manifatturiero e commerciale, permetterà al Sud di ritornare ad essere l'hub intermodale riconosciuto in tutto il mondo, per l'importanza strategica nel centro del Mediterraneo, tra Oriente ed Occidente, tra Europa ed Africa settentrionale.

L'Unione Europea ha, purtroppo, i mesi contati per l'indifferenza politica mostrata sul campo in questo momento di gravissima crisi sociale, per un tornaconto di alcuni Stati già proiettati in una dimensione di Europa a più velocità od addirittura ad una nuova Europa in cui non ci sarà più spazio per Stati come l'Italia. Unica soluzione per noi, scelta obbligata ma anche lungimirante, partire immediatamente con un nuovo Piano Industriale ed Energetico che ponga al centro degli interessi lo sviluppo del Sud.

 

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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