TITOLO V: PROVIAMO A FARE UN PO' DI CHIAREZZA SULLE RESPONSABILITÀ

TITOLO V: PROVIAMO A FARE UN PO' DI CHIAREZZA SULLE RESPONSABILITÀ

TITOLO V: PROVIAMO A FARE UN PO’ DI CHIAREZZA SULLE RESPONSABILITÀ

 
La riforma del Titolo V della Costituzione
(Il Titolo V è quella parte della Costituzione italiana in cui vengono “disegnate” le autonomie locali: comuni, province e regioni.)
 
Di Massimo Mastruzzo*
 
La riforma del Titolo V della Costituzione è entrata in vigore l’8 novembre 2001: il Senato, con deliberazione adottata l’8 Marzo 2001, ha approvato la Legge Costituzionale n. 3/2001 (disciplina delle autonomie locali) siccome è stata approvata con una maggioranza inferiore a quella richiesta (maggioranza qualificata dei due terzi dei membri delle Camere) tale legge è stata sottoposta a referendum confermativo il 7 ottobre 2001, il quale si è concluso con esito favorevole all’approvazione della legge (il 64% degli italiani che hanno votato si è espresso per il sì) che è poi entrata in vigore il mese successivo.
 
L’art. 2 di questa legge ( legge costituzionale n. 3/2001), introduce il terzo comma dell’art. 116 Cost., prevedendo la possibilità di concedere alle Regioni a statuto ordinario, attraverso la legge dello Stato, quelle forme e condizioni particolari di autonomia.
Tale disposizione si riferisce alle materie espressamente individuate ai commi 2 e 3 dell’art. 117 (ovvero quelle di competenza esclusiva dello Stato e di competenza concorrente Stato-Regioni)
Che cosa significa?
 
Significa che assegna alle Regioni la competenza legislativa su tutte le materie a eccezione di quelle esplicitamente riservate allo Stato.
Quali sono queste materie?
Articolo 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva (esclusiva dello Stato)
nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
 
Sono materie di legislazione concorrente (lo Stato ha il compito di fissare i «principi fondamentali» e le Regioni di approvare la legislazione specifica di settore)
quelle relative a:
rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
commercio con l’estero;
tutela e sicurezza del lavoro;
istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
professioni;
ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi;
tutela della salute;
alimentazione;
ordinamento sportivo;
protezione civile;
governo del territorio;
porti e aeroporti civili;
grandi reti di trasporto e di navigazione;
ordinamento della comunicazione;
produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa;
armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.
 
Nelle materie di legislazione concorrente spetta quindi alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
 
Per chi ancora dubita sulla possibilità che la Regione Lombardia potesse muoversi prima ed in autonomia:
Poteva farlo, ed in questo momento, per rispetto delle vittime è giusto stabilire le responsabilità che le istituzioni hanno avuto ai vari livelli. Questo non vuol dire che lo Stato centrale sia esente dalle sue responsabilità, ma che è giusto dare le corrette informazioni, anche perché alcune Regioni, le stesse che in questo momento stanno maggiormente soffrendo e lottando con diverse modalità contro il covid19, stanno premendo per avere ulteriori autonomie. Autonomie che se nella quotidiana normalità potrebbero offrire vantaggi locali, nelle emergenze non abbiamo riprova che questo possa avvenire e questo coronavirus è stato il primo vero, drammatico, apocalittico, test fatto sulla pelle dei poveri cittadini. I decessi in Lombardia, dove decessi significa papà, mamma, fratello, sorella, sono la riprova che qualcosa nella gestione di quella Regione è andato drammaticamente storto.
 
*Responsabile M24A-ET per la Lombardia
Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

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