UOMINI E TOPI

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UOMINI E TOPI

di Raffaele Vescera

Potevamo mai immaginare un tale degrado morale e culturale della politica italiana, noi che abbiamo visto tempi migliori? Potevamo mai credere che dopo Moro e Berlinguer sarebbero arrivati tipi da spiaggia come i due Matteo a comandare il Belpaese? L’uno fa il ducetto toscano, farfugliando come un bambino il pronome io, cento volte al giorno, a indicare un pericoloso superego.  L’altro, un caporale di giornata, con una variante semantica di duce, si fa comicamente chiamare “capitano”, e scorrazza tra mare e monti, qui con un mojito e là con un tagliere di salumi nel venerdì di quaresima, pur fingendosi cattolicissimo.

Gemelli diversi, i due Matteo sono accomunati dalla difesa degli interessi dei poteri forti e dei gruppi finanziari del Nord che strangolano l’Italia in una morsa di speculazione economica. Entrambi dicono no alla revoca della concessione alla società autostrade, che realizza profitti immensi sulla pelle degli automobilisti costretti a pagare tariffe spropositate, pur in mancanza della dovuta manutenzione che ha ridotto le nostre autostrade, fatte con i soldi pubblici, a pericolosi percorsi di guerra.

Entrambi si muovono per sbloccare le “grandi opere”, per un centinaio di miliardi,  tutte da farsi al Nord dove non servono, e scusate se al Sud la mancanza di ferrovie, strade e infrastrutture penalizza questa terra bellissima e ricca ostacolandone lo sviluppo. Ma si sa, i soldi spesi al nord si "controllano" facilmente, come l’alta velocità ferroviaria Milano-Torino, costata 67 milioni di Euro a km, laddove la stessa in Francia è costata dieci milioni a km, quasi sette volte meno. E che dire della Tav in Val di Susa a 300 milioni di euro a km? Stessa comunanza di interessi nel rifiuto della nuova legge che blocca la prescrizione dei reati dopo la condanna in primo grado.

Entrambi i Matteo si sono mossi contro il Mezzogiorno, aggravando la questione meridionale, a danno dell'intero Paese, da una parte il leghista Salvini con un partito dichiaratamente razzista e nordista che getta fango da anni sul Sud, allo scopo di impedire qualsivoglia investimento che ne favorisca lo sviluppo, poiché il Mezzogiorno, nei piani del Partito Unico del Nord, dev’essere colonia di consumo, vagone di una squalificata locomotiva, la più corrotta d’Europa. Dall’altra, il rottamatore Renzi che, premier di un passato governo, in stile meno barbaro del leghista, ma altrettanto iniquo, ebbe il coraggio di destinare al Nord il 98% della spesa ferroviaria, complice il suo ministro Delrio. L’iniquità cui il sud è condannato a vivere è funzionale alla fornitura di manodopera e cervelli a basso costo alle aziende del Nord. E’ l’eterna logica colonialista.

Entrambi hanno messo su un partito zeppo di condannati, indagati e impresentabili. Ora, i due caporali, grazie al comune amico Denis Verdini, indagato per P2 e P3 e condannato a più anni di galera per altre faccende, approfittano di una tragedia sanitaria nazionale per provare a scalzare il governo Conte, cui sostituire un fantomatico governo di salvezza nazionale.  Conte che, a dire il vero, con il suo governo camomilla insieme a Zingaretti e Di Maio, non li contrasta a dovere, lasciando pensare a una sottile complicità, da concretizzarsi nell’autonomia differenziata per le regioni del Nord: non una parola sulla sceneggiata del governatore lombardo Fontana, apparso in mascherina carnevalesca, e sulla volgare dichiarazione contro i cinesi di quello veneto Zaia. Idiozie che squalificano l’immagine dell’Italia nel mondo e costeranno al Paese molti miliardi di Euro.

La caratura di questi politici è avvilente, lo stesso Fontana dichiarava in perfetto stile razzista di voler salvare “la razza bianca”, mentre Zaia nel 2014 chiamava gli scavi di Pompei “quattro sassi”. Le pur ricche regioni del Nord, dopo aver approfittato delle recenti alluvioni per spremere  centinaia di milioni al governo, mandando in bianco il Sud che pure ha ricevuto incalcolabili danni, ora approfittano delll’emergenza virus per spremere altri miliardi allo Stato. Occorre una rivolta morale e politica che, partendo da Sud, la terra più vessata, possa unire le forze migliori per ribaltare tale vergognoso ceto politico, ingrassato sulle disgrazie dei cittadini.

l'immagine è ripresa da il Fatto Quotidiano

 

 

 

 

 

 

 

Raffaele Vescera

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